verso la manifestazione del 25 aprile: Basta morti in mare: apriamo canali di accesso regolari!

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Erri de Luca dichiarò parlando dell’immigrazione dal cimitero di Lampedusa durante il programma Che tempo che fa del 20 maggio 2009: “I poteri hanno visto nelle isole dei luoghi di reclusione, hanno piantato prigioni su ogni scoglio: il mare nostro brulica di sbarre”.

Ricordiamo le parole dell’ex direttore esecutivo di Frontex, dopo la chiusura delle operazioni di Mare Nostrum il 1 novembre 2014: Salvare vite umane è sempre una priorità, ma il mandato dell’agenzia è quello di controllare le frontiere, non facciamo ricerca e soccorso”.

Ecco il ma, il ma che autorizza la morte in mare, che la copre con il velo della clandestinità. Dopotutto, sì, sono solo clandestini, senza documenti, senza statuto legale, e in nome della guerra all’immigrazione clandestina si costruiscono frontiere e muri,  e gli esseri umani muoiono nel tentativo di scavalcarli, anche quando scappano da guerre spesso e volentieri alimentate dall’Europa stessa.

Chi tenta di lasciarsi dietro le spalle l’orrenda realtà delle guerre, della misera e  cerca un futuro migliore non ha scelta. Nessun ingresso legale e nessun canale umanitario si apre davanti a lui : deve affrontare il viaggio con gli scafisti, accettando lo sfruttamento, il rischio per la propria vita, le violenze fisiche e psicologiche. Nessun altro viaggio è possibile attualmente per chi cerca la pace… e spesso trova la morte in mare.

Oggi ricordiamo i 70 anni vissuti lontani dalla Shoah, ma abbiamo davanti agli occhi e sulla pelle un continuo massacro di innocenti. Oggi ricordiamo tutti i partigiani morti per la libertà e ricordiamo anche i morti annegati, morti senza aver avuto il tempo di dire il proprio nome. Queste persone non sono annegate  per caso, è ora di ricordarlo , anzi di affermarlo con chiarezza. Non basta lanciare un mazzo di fiori, piangendo davanti alle bare oppure offrire dei pupazzi per accompagnare l’ultimo viaggio. No, è ora di  di interrompere il rafforzamento di Frontex che non garantisce la vita ma fortifica i muri che costringono i migranti a imbarcarsi con biglietti di sola andata, un’andata che troppe volte mette a repentaglio la vita.  Le migrazioni sono esseri umani in movimento, sono rondini che vanno e vengono. Non si fermano, i piedi, e hanno bisogno di scarpe giuste per camminare con più dignità.

Apriamo un canale umanitario per chi fugge dalle persecuzioni e dalle guerre!

Garantiamo ingressi legali!

Abbandoniamo Frontex e le politiche sull’immigrazione che attualmente sono le prime responsabili di queste tragedie!

Facciamo tacere la Lega e la sua lingua dell’odio!

Lasciamo che sia chi fugge a scegliere dove vivere, abolendo il regolamento di Dublino  e aprendo le porte interne dei Paesi europei, è un diritto, questo, affermato dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo!

Seppelliamo definitivamente la parola clandestinità abolendo in primis la legge Bossi-Fini

L’Europa dei diritti si costruisce abbattendo le frontiere che uccidono innocenti in mare e garantendo dignità e accoglienza a chi raggiunge le nostre terre.

Il 25 aprile saremo in piazza insieme a tante e tanti altri nel 70° anniversario della Liberazione. Raggiungeremo il concentramento del corteo (ore 11 Gabella di via Roma) con una staffetta in bicicletta partendo alle ore 10 dalla ciclofficina Raggi Resistenti gestita da alcuni di quei superstiti alle tragedie del mare.    LA NOSTRA SCELTA È DI PARTE.

Abbiamo appreso che il 25 aprile la Lega Nord sarà in Piazza del Monte a Reggio Emilia con un banchetto e con la presenza dell’eurodeputato Buonanno. E’ una vergogna e non è ammissibile che la Lega Nord, un partito razzista che fomenta l’odio e specula sulle vite umane sia a Reggio Emilia il 25 aprile e che possa utilizzare spazi pubblici (Piazza del Monte) nell’anniversario del 70° anno della Liberazione e a pochi giorni delle ultime stragi nel Mediterraneo.

Ass. Città Migrante, Casa Bettola, Laboratorio aq16

 

Sopra di me stelle muoventi

o pesci galleggianti?

Disturbo con questo corpo ingombrante,

salutano con l’inchino e riprendono il sesso con l’amante.

I pesci scopano e pisciano in mare,

io non so nuotare

 

Non mi avevi detto nulla, mamma,

sul perché, sul come e sulla risposta.

Dicevi che la strada sempre finisce,

ma quando è salata, mamma, ferisce.

 

Ma i pesci mi baciano,

si permettono l’invadenza,

mentre il cielo in sofferenza

soffia vento e inganno.

 

Mamma, non mi avevi detto che in mare

i sogni non ci sono,

che ci stanno solo sdraiati in un letto,

che in mare, mamma, i sogni non ci possono stare.

 

Non ho nemmeno salutato,

né la terra né l’amico,

l’onda mi ha mangiato

come d’estate il bimbo mangia il fico.

Mamma, mi dicevi sempre di salutare,

ma come si fa quando siamo sotto il mare…

Mamma, gustati l’estate che arriverà,

dimentica il mio corpo che si disperderà,

bevi il tè alla salute dei superstiti,

dài alla sorellina dei bacetti.

 

Mamma, perdona la partenza,

la morte e il silenzio,

ma in mare, sai, non c’è spazio,

siamo trecento oggi, un infinito ieri,

domani ancora,

in mare non c’è spazio,

ci stringiamo morendo, mamma,

se vuoi, prega ancora,

ma in mare i sogni non ci possono stare.

 

Caroline Tobaty, una delle insegnanti della scuola di italiano dell’ass. Città Migrante