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Mar 26

Buon compleanno Stazione di Santa Croce!

Posted on lunedì, marzo 26, 2018 in Comunicati

L’associazione Città Migrante, a partire da marzo dello scorso hanno si è trasferita all’interno della Stazione di Santa Croce
In questo nuovo spazio l’associazione continua a portare avanti i suoi progetti: due scuole di italiano, uno sportello migranti e uno per il diritto alla salute, la ciclofficina “Raggi resistenti”, il progetto “Cucine senza frontiere” e uno spazio abitativo di accoglienza autogestita al piano superiore dello stabile.
Inoltre lo Spazio della Stazione oggi si trasforma in luogo di dibattito , di incontro e scambio e di proiezioni di film con il nuovo progetto della Cine-stazione.


In questa nuova sede Città Migrante sancisce il suo “passaggio” da associazione a spazio sociale, un passaggio che ha avuto inizio da un’occupazione abitativa ed è proseguito con un complesso e partecipato percorso. Grazie al sostegno e al contributo di tante tanti l’associazione Città Migrante arriva alla Stazione di Santa Croce vincendo una manifestazione di interesse con un conseguente  atto di concessione delle Ferrovie Emilia Romagna che cedono immobili in disuso ad utilizzo sociale affinché vengano abitati e ristrutturati. L’atto di concessione prevede che l’associazione si faccia carico della ristrutturazione, della manutenzione e della gestione quotidiana dello stabile.
Oggi, a un anno da questo importante passaggio, forti del nostro passato e pronti a guardare al futuro, affrontiamo una riflessione con lo sguardo dentro e fuori dalle mura di questa speciale stazione.

A Reggio Emilia, come in gran parte del territorio nazionale, il dibattito pubblico sulla questione migranti è divenuto centrale, purtroppo però in maniera distruttiva, per il migrante e per l’intera società.
Se un tempo la questione veniva affrontata con  queste modalità unicamente da chi, per ideologia, contrastava il naturale fenomeno delle migrazioni a prescindere, oggi è diverso. Oggi il migrante è divenuto per tanti il più appetibile capro espiatorio a cui addossare le colpe di una società malandata.
È divenuto normale puntare il dito contro chi viene considerato diverso, giustificandosi con la paura, paura che dà il via e legittima sempre più la violenza, a volte una violenza subdola, nascosta dietro una tastiera, ma altrettanto dolorosa e lesiva della dignità, ma anche, una violenza che si sta pericolosamente materializzando.
La paura è un’emozione che tutti proviamo, e quindi merita attenzione
Lo sanno bene i leader dei movimenti xenofobi, chi con la paura ci costruisce gli slogan elettorali e chi la paura e l’odio li fomenta tutti i giorni, per i propri interessi.

Noi, come associazione ci troviamo oggi nel quartiere di Santa Croce. Un quartiere abitato da un alto numero di migranti, da persone che sono riuscite con il tempo a costruirsi una vita dignitosa, ma anche da chi non ce l’ha fatta, dalle tante vittime delle politiche sull’immigrazione, le vittime delle frontiere, i sopravvissuti al mare che oggi vivono nel ghetto delle Reggiane, una realtà dolorosa, che la nostra città spesso preferisce non vedere, se non ignorare, uno spazio che cancella la dignità e che fa paura.

La povertà fa paura, certo.
Perché dove c’è povertà, dove c’è sofferenza, dove c’è disuguaglianza, si genera inevitabilmente una società malata.
Ma è davvero questa l’unica strada possibile?
Come si pone la nostra associazione all’interno di un contesto così complesso e contraddittorio?
A qualcuno piace definirci  buonisti, ma noi crediamo di non essere né buonisti né buoni, semplicemente non ci accontentiamo di soluzioni preconfezionate, ma cerchiamo in primo luogo di fare quotidianamente riflessioni  lucide rispetto a ciò che ci circonda.
Crediamo che nulla potrà fermare le migrazioni, sono sempre esistite e sempre esisteranno. Possiamo solo scegliere di renderle più umane.

Cosa fare dunque, nel quotidiano?
Su un piano nazionale e internazionale possiamo batterci insieme a tante e tanti per combattere le leggi assurde che sono alla base di questo disastro umano.
Ma crediamo fortemente nell’importanza di agire all’interno dei  nostri territori, di parlare con le persone, di raccontare, di confrontarci e di trovare insieme un’altra strada possibile.

Perché questo sia possibile partiamo dal presupposto che i migranti non sono  semplicemente un fenomeno sociale, ma persone, e come tali vanno considerate.
Spesso queste persone hanno vissuto storie dolorose, storie che ascoltiamo e che feriscono anche noi, provocandoci una grande rabbia.
Tuttavia crediamo che sia importante trasformare questa rabbia in altro e che i migranti, queste persone, abbiano il diritto di rinunciare al ruolo di vittime e divenire protagoniste attive di un processo di cambiamento, attraverso un percorso di autodeterminazione.
È questo quello che tutti i giorni le attiviste e gli attivisti della nostra associazione si impegnano a fare attraverso i diversi progetti che da anni portiamo avanti.
Così, le nostre scuole di italiano diventano non solo luoghi di apprendimento, ma occasioni  di scambio e di costruzione di relazioni significative.
Lo sportello diventa uno strumento per conoscere i propri diritti ed essere in grado di difenderli, la ciclofficina si trasforma in uno spazio in cui apprendere nuove competenze spendibili in ambito lavorativo, e il progetto Cucine senza Frontiere diventa un modo per tanti di raccontarci un pezzetto della propria cultura, oltre che un modo per i molti che partecipano a queste serate di contribuire alla realizzazione dei progetti, che così non sono solo “nostri”, ma diventano progetti di una comunità accogliente.

I lavori di recupero e ripristino che l’edificio della stazione richiede, e le spese per la luce, il riscaldamento e l’acqua,  per mantenere vivo lo spazio e renderlo un luogo accogliente per tutte e tutti sono per Città Migrante una sfida quotidiana che attraverso il lavoro collettivo e il contributo di tanti e tanti fanno della Stazione di Santa Croce uno spazio della città accogliente.
Tutto questo vuol dire dialogo, vuol dire conoscenza, vuol dire sconfiggere la paura e scegliere di restare umani.

 

Set 23

Rigenerare/Popolare. La sagra della rigenerazione dal basso nel quartiere di Santa Croce

Posted on sabato, settembre 23, 2017 in Eventi

Nel quartiere di Santa Croce il 30 settembre ed il 1 ottobre si svolgerà la Sagra: RIGENERARE POPOLARE , una sagra di due giorni che nasce da un quartiere, Santa Croce e da una domanda, cosa significa “rigenerazione dal basso?”. Due giorni di osservazione, confronti, storie che nascono dal basso e costruiscono spazi e relazioni nuove. Città Migrante sarà insieme a tante altre realtà per vivere questo momento importante di scambio e condivisione. Le iniziative in queste giornate sono tante . Qui si trova il programma completo

Con Città Migrante ci vediamo in particolare:

Sabato 30 settembre ore 19 in Via Selo:

Un confronto aperto per rispondere alla domanda: Cosa significa “rigenerazione dal basso”?
Ne parliamo insieme a:
Werther Albertazzi di Planimetrie Culturali | Bologna
Giulia D’Ambrosio di Manifattura Urbana | Parma
Luisa Tuttolomondo di Sguardi Urbani | Palermo
Nicola Bertani di Ciclofficina Raggi Resistenti e Città Migrante | Reggio emilia

Domenica 1 ottobre ore 11 Stazione di Santa Croce (Via Manicardi, 1):

Biciclettata con Ciclofficina Raggi Resistenti
Una passeggiata in bicicletta curata da Vida Borciani e Gianluca Ferrari nei luoghi che hanno segnato e segnano la storia del quartiere e delle zone limitrofe.
Si parte alle ore 11 dalla Stazione di Santa Croce (via Manicardi,1 Reggio Emilia), si attraversa Via delle Ortolane per arrivare al Ponte Antico della Sbarra, al Mulino di Mancasale e al Ponte di Calatrava. Il percorso terminerà in via Selo
Venite numerosi, e muniti di bicicletta!
Nel caso non abbiate la bici, la Ciclofficina Raggi Resistenti può fornirvene una. È gradita prenotazione al numero 3463790545

Domenica 1 ottobre ore 13 Via Selo:

Pranzo con Cucine senza frontiere

A tavola per il diritto all’abitare e ad un’accoglienza degna.  L’osteria vi aspetta a Santa Croce con i suoi cuochi, i suoi profumi, i suoi mille sapori e colori .
Il menu propone cucina marocchina a base di couscous, maakauda (polpette di patate con spezie), ceci speziati, carote caramellate e salsa yogurt.
Per info e prenotazioni 3387663416

Apr 8

Questionario on line sui temi legati alla salute

Posted on sabato, aprile 8, 2017 in Comunicati

L’associazione Città Migrante, insieme a tante e tanti altre/i,  da tempo si mobilita perché la salute sia un diritto garantito a tutte e tutti  e tiene monitorato l’accesso alle cure attraverso delle inchieste .

Dal 7 aprile, Giornata Mondiale della Salute, e mobilitazione europea #HEALTH4ALL  per dire che la salute è un bene di tutte e tutti, e non una merce, l’associazione ha promosso un nuovo questionario sui temi legati alla salute e alla percezione del pieno esercizio di questo diritto fondamentale. Il questionario sarà aperto fino a dicembre 2017 e sarà cura dell’associazione Città Migrante pubblicare il resoconto.

Vi invitiamo a compilare il questionario on line:

ITALIANO
INGLESE
FRANCESE

per avere copie cartacee scrivere a cittamigrante@gmail.com

 

Apr 2

7 aprile a Reggio Emilia . La nostra salute non è in vendita

Posted on domenica, aprile 2, 2017 in Comunicati

A Reggio Emilia, come in tutta Europa, il 7 aprile ci mobilitiamo contro la commercializzazione della salute e la privatizzazione della sanità perchè anche nel nostro territorio conosciamo situazioni crescenti di difficoltà all’accesso al sistema sanitario regionale, una discriminazione dovuta alla interpretazione della normativa nazionale che riguarda le persone di diversa cittadinanza, che origina prassi che creano difficoltà, disagi ed esclusione dal sistema sanitario pubblico (richiesta del lavoro, richiesta del carico fiscale, richiesta del pagamento dei ticket sanitari per le persone indigenti). Nella difesa della salute di tutte/i ribadiamo il coinvolgimento di tutte le persone presenti sul territorio cittadini italiani, cittadini extracomunitari e comunitari.

Per questo vi invitiamo venerdì 7 aprile dalle ore 8.00 alle ore 13 in piazza del Monte dove saremo presenti con un presidio informativo sul “Diritto alla salute” dove poterci incontrare, scambiare esperienze e condividere un percorso di mobilitazione affinché la salute sia un diritto universale, per tutte e tutti. Durante la mattina sarà distribuito un questionario sui temi legati alla salute e alla percezione del pieno esercizio di questo diritto fondamentale. Inoltre il questionario a partire dal 7 aprile sarà pubblicato on line (https://cittamigrante.noblogs.org) e aperto fino a dicembre 2017 . Sarà cura dell’associazione Città Migrante pubblicare il resoconto.

Il 7 aprile è la Giornata Mondiale della Salute, e in tutta Europa le persone stanno organizzando iniziative per dire che la salute è un bene di tutte e tutti, e non una merce. C’è infatti preoccupazione e scontento per la percezione di un attacco da più parti nei confronti della salute come diritto, verso un sistema che la vede come una fonte di speculazione e profitto.
I servizi sanitari di molti Paesi sono stati sottoposti a contro-riforme e tagli al finanziamento pubblico che ne hanno minato i principi fondanti di universalismo e solidarietà, producendo diseguaglianze nell’accesso alle cure e nella tutela della salute della popolazione. Pochissime risorse sono investite in promozione della salute e prevenzione delle malattie, la crescente medicalizzazione genera aumenti della spesa (e del profitto) ma non necessariamente benefici in salute, e laddove ci sono interventi di comprovata efficacia (vedi il caso dell’epatite C) l’accesso è limitato dalle politiche sui brevetti che tutelano gli interessi delle multinazionali del farmaco.
Alla sistematica – e da alcuni auspicata – riduzione dell’impegno pubblico in sanità corrisponde una proliferazione di coperture sanitarie assicurative private o mutualistiche, purtroppo inserite anche nei contratti collettivi di lavoro. Tutto questo porta a un sistema segmentato e diseguale: da un lato un servizio sanitario pubblico “al ribasso” per i meno abbienti (o per chi non ha una sufficiente tutela contrattuale), e dall’altro una sanità privatizzata differenziata a seconda dei benefit previsti dai contratti lavorativi o per chi se la può pagare.
In Italia assistiamo dal 2010 a un sistematico definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, che pure costava in termini assoluti e in percentuale sul PIL molto meno dei sistemi di tanti altri Paesi europei. Negli ultimi anni molti servizi territoriali e ospedalieri sono stati chiusi, spesso senza venire sostituiti da altre tipologie di servizi; il numero dei dipendenti del SSN si è ridotto considerevolmente e le condizioni di lavoro sono peggiorate; in molte parti di Italia non è garantita una reale copertura dei Livelli Essenziali di Assistenza, e milioni di persone devono ritardare o rinunciare alle cure; una gran parte dei bisogni, soprattutto quelli socio-sanitari, sono disattesi per il ritardo storico di sviluppo dei servizi territoriali e per la difficoltà di riorganizzare il sistema in funzione dei nuovi bisogni.
In epoca di tagli, ridimensionamento e chiusura di strutture ospedaliere lo stato italiano spende 2,5 milioni di euro all’ora per le spese militari (armamenti, mezzi e uomini); da questo conto restano fuori le missioni all’estero pagate dai ministeri dello sviluppo, dell’economia e delle finanze con un incremento dell’1,3 % annuo dal 2015 al 2018. Si tratta per il 2016 di circa 48 milioni di euro al giorno.
Il governo ha deciso nei prossimi anni di spenderne ancora di più, nel 2016 sono stati spesi 13,36 miliardi di euro (carabinieri esclusi).
Noi crediamo, invece, che la politica sanitaria debba basarsi su:
– Centralità della prevenzione e promozione della salute in tutti gli aspetti della vita e del lavoro
– Prestazioni sanitarie utili, necessarie ed efficaci accessibili a tutte e a tutti, senza vincoli di cittadinanza
– Finanziamento basato sulla fiscalità generale
– Protezione della sanità da logiche di mercato
– Ruolo attivo delle persone nei propri percorsi di cura e nella definizione delle politiche di salute.

Per questo motivo, un’ampia rete di persone e organizzazioni che difendono una sanità pubblica di qualità, solidale, gratuita e universale si sta unendo per animare un’azione ‘dal basso’ che sia realmente incisiva sulle politiche. Manifestazioni, cortei e azioni sono previste a Bruxelles e in molte città di Spagna, Francia, Norvegia, Croazia. In Italia sono già centinaia le adesioni di realtà collettive e persone singole all’appello “La salute non è in vendita”, e sono previste iniziative a Torino, Milano, Firenze, Roma e Napoli, oltre che in molti centri più piccoli.
E saremo anche nella nostra città.

Tutte le persone che vogliono mostrare la propria adesione sono invitate ad appendere un lenzuolo alla finestra della propria casa o luogo di lavoro, con le parole chiave della mobilitazione.

#HEALTH4ALL
#7APRILE SALUTEPERTUTTE/I

Ass. Città Migrante

Per l’elenco delle adesioni
Per vedere le iniziative

Evento facebook nazionale

Mar 15

Prossima fermata : Diritti e Dignità

Posted on mercoledì, marzo 15, 2017 in Comunicati

Arriviamo alla Stazione di Santa Croce dopo un lungo percorso di giustizia sociale, che in tante e tanti hanno sostenuto, appoggiato e solidarizzato.  Un percorso che ha reso possibile che un’occupazione abbia trovato oggi una forma di regolarizzazione.

Partiamo dal maggio del 2014 quando un gruppo di migranti, chi  fuggito dalla guerra in Libia e fuoriuscito dai progetti di accoglienza rimasto senza casa e senza lavoro e chi colpito dalla crisi ha perso la casa, decide di riappropriarsi del diritto all’abitare occupando lo stabile vuoto di Via Gramsci 44, conosciuto come l’ex magazzino dei formaggi. Inizia così una nuova strada insieme a persone solidali che portano reti, materassi, mobili, vestiti , coperte e competenze per rendere il più possibile dignitosa la “nuova” casa. Le stufe a legna per scaldarsi dal freddo dell’inverno e i pannelli solari per avere luce quando è buio.

Tutto come sempre allo scoperto, con la dignità di rivendicare una giustizia sociale e una città in cui ci spazio per tutte e tutti, in cui non possano esserci stabili abbandonati e persone costrette alla strada. Le conferenza stampa, le manifestazioni, le iniziative di approfondimento e la quotidianità di stare insieme con tante diversità . La gioia di mettersi in gioco , di incontrare associazioni, collettivi, gruppi ,tante e tanti cittadini che credono che la sicurezza sia l’accesso ai diritti per tutte e tutti.

Per questo l’ex magazzino dei formaggi non è stata solo un’occupazione abitativa ma si è trasformata in qualcosa di più grande. A partire dal gennaio del 2015 inaugura all’interno dello stabile di Via Gramsci la Ciclofficina Raggi Resistenti che nasce dall’idea di creare e mettere a frutto competenze aggiustando biciclette e rigenerando quelle usate. Un laboratorio dove gli stessi abitanti delle case occupate, ma non solo, abbiano la possibilità di imparare un mestiere e grazie alle offerte per le biciclette poter sostenere le spese di gestione delle case occupate nella prospettiva di creare nuove forme di lavoro. Ed ecco che l’ex magazzino dei formaggi si apre alla città , diventa luogo di scambio e di attraversamento fino ad essere sede della fiera dei diritti e della dignità, un “EXPO alla rovescia” per capovolgere il modello di sviluppo proposto dall’Esposizione Universale, dentro  ad uno spazio come quello di via Gramsci sottratto dalla speculazione immobiliare e restituito alla città grazie alla cooperazione di tante e tanti. L’ex magazzino dei formaggi si trasforma in luogo dove poter immaginare e costruire la città che vogliamo, in contrasto alla società dei grandi eventi e delle grandi opere, un’occasione di confronto su come gestire il territorio e i beni comuni, su come redistribuire la ricchezza e le risorse, su come riappropriarci del reddito e dei diritti.

E poi il mercatino del riuso, dell’artigianato e delle associazioni come forma di reazione e di resistenza per mettere in campo cooperazione dal basso, esperienze di mutualismo  e sperimentare altre forme di economia.

L’ex magazzino dei formaggi è stata in questi anni un’esperienza che ha messo insieme il diritto all’abitare, forme di cooperazione dal basso, sperimentazioni di mutualismo solidale, di economia sostenibile e di battaglie per il riconoscimento dei diritti a partire dal nostro territorio per costruire una città inclusiva e parte di quel movimento europeo che lotta per abbattere le frontiere e costruire ponti.

Il 5 febbraio dello scorso anno i vigili urbani insieme alla proprietà, l’Istituto Diocesano per il sostentamento del clero, arrivano in via Gramsci, identificano gli abitanti e dichiarano di volere libero l’immobile. In tante e tanti raggiungono quella stessa mattina lo stabile occupato. L’ex magazzino dei formaggi si difende collettivamente e a gran voce si chiede che l’amministrazione interloquisca con la proprietà perché il problema delle persone senza casa, degli immobili abbandonati in città è una questione di cui chi amministra questa città deve farsi carico. Cortei, espressioni di solidarietà diretta, prese di posizioni e un ordine del giorno presentato da SEL approvato in  consiglio comunale in cui l’amministrazione si impegna a trovare una soluzione adeguata all’esperienza di Via Gramsci. Ed è così che oggi trasferiamo l’esperienza dell’ex magazzino dei formaggi alla Stazione di Santa Croce, con un atto di concessione delle Ferrovie Emilia Romagna che cedono immobili in disuso ad utilizzo sociale affinché vengono abitati e ristrutturati.

Questa è la sfida . Ora con l’aiuto di tante braccia, tante intelligenze e tanta solidarietà vogliamo autorecuperare la stazione di Santa Croce non solo perché sia spazio abitativo (come già attualmente è al primo piano), ma perché diventi presto sede della scuola di italiano, dello sportello migranti, della Ciclofficina Raggi Resistenti e di quello che insieme a tante e tanti altri nel quartiere ed oltre si vuole sperimentare facendo in modo che la Stazione di santa Croce sia un presidio di sicurezza sociale, quella sicurezza fatta di diritti, di inclusione, di socialità, di scambio e di forme di mutualismo.

L’assegnazione della Stazione di Santa Croce sposta l’asticella del diritto in avanti. Un passo è stato fatto consapevoli che tante sono le persone che continuano a dormire in strada e molti gli alloggi sfitti e in disuso e che la strada verso la giustizia sociale è lunga.  Ed è così che, in questa lunga strada, fatta di tante battaglie, andremo ad affrontare a breve  un processo per l’occupazione di un altro stabile, collocato sempre in città ma in via Gorizia. Un’altra occupazione abitativa avvenuta nell’aprile del 2013,  occupazione agita da migranti nelle stesse condizioni degli occupanti di via Gramsci.  In via Gorizia fu restituito ad un uso abitativo uno stabile abbandonato da oltre 20 anni. In tribunale di fronte ad un giudice colpevoli di essere poveri, senza un tetto sulla testa, senza reti famigliari e di aver reagito appropriandosi di una casa lasciata all’abbandono . In questi anni le mura della casa hanno ripreso vita, si ci è presi cura del luogo e si sono costruiti percorsi per sostenere le spese di gestione come cucine senza frontiere dove si organizzano serate culinarie etniche. In questi anni molti migranti , grazie al fatto di avere una  casa, sono riusciti  a trovare un lavoro e ad uscire dalla marginalità.

Questi percorsi di occupazione hanno dato un tetto a chi non ce lo aveva. Chi si è fermato più a lungo e chi meno. In questi anni circa una cinquantina di persone hanno avuto modo di fermarsi, di riposarsi, di riprendere fiato e di proseguire il viaggio. Chi ha trovato un lavoro ed ha affittato una casa e chi invece si è trasferito in altre città . Questa strada ha permesso di costruire reti sociali e di incontrasi con la città solidale, di  condividere molte battaglie cittadine, di riconoscersi e soprattutto di fare insieme la guerra alla povertà e non la guerra ai poveri.

Città Migrante a ottobre compie 10 anni e in questo cammino abbiamo conosciuto e intrecciato tante vite. Abbiamo visto come la legge sull’immigrazione produce clandestinità e precarietà, come la gestione dei flussi migratori in Europa produce morti e stragi in mare. E come le politiche emergenziali siano in grado di creare razzismo e fomentare la guerra fra poveri.

Abbiamo visto come sulla pelle dei migranti si giocano campagne elettorali e si specula in nome della sicurezza. Siamo insieme perché sappiamo che la posta in palio è la libertà di tutte e tutti noi  perché se i diritti non sono per tutti  non sono diritti ma sono privilegi.  Perché un modo più giusto lo costruiamo anche a partire dalla nostra città insieme a tante e tanti altri  qui, in Italia in Europa e nel mondo.

Ass. Città Migrante

 

Gen 19

Next Station Night

Posted on giovedì, gennaio 19, 2017 in Eventi

L’associazione Città Migrante e il Lab Aqsedici vi invitano alla Next Station Night, una serata di festa, socialità e musica per condividere i nostri progetti. Il ricavato della serata servirà a sostenere le spese dei progetti che quotidianamente l’associazione Città Migrante porta avanti per creare insieme una città più giusta e meticcia dove ci sia spazio per tutte e tutti .(www.cittamigrante.noblogs.org)

 
Next Station Night 
Sabato 28 gennaio presso Lab aq16 Via Fratelli Manfredi, 14 Re
 
Ore 20, tutti a tavola con “Cucine senza frontiere”, cena etnica su prenotazione (cell. 338 7663416)
Ore 22 concerto live Hakuna Matata (afro soul, rumba, reggae)
a seguire si balla fino fino a tardi dj set Jahspora Crew (reggae, dance hall, afrobeat)
 
Il contributo per la cena è di 10 euro, per la cena e il concerto il contributo è di 15 euro, per il concerto il contributo è di 5 euro.

L’associazione Città Migrante nasce nell’ottobre del 2007 a Reggio Emilia per costruire insieme a tante e tanti altri una città includente solidale e meticcia, dove i diritti siano per tutte e tutti e dove le persone siano al primo posto. Città Migrante nasce da una lotta di lavoratori migranti che in questa città si sono ribellati allo sfruttamento e sono usciti dalla clandestinità in cui erano stati relegati.

In questi quasi 10 anni, grazie al contributo di tante braccia, tante intelligenze e tante sensibilità diverse  l’associazione Città Migrante ha sviluppato svariate attività: dalle scuole di italiano, allo Sportello Migranti, alla Ciclofficina Raggi Resistenti, fino ad arrivare alle iniziative di Cucine senza frontiere. Tutte vanno nella stessa direzione: creare ponti, abbattere muri e frontiere, tutelare diritti , costruire insieme quella che definiamo la città che vogliamo, giorno dopo giorno, mattone dopo mattone. Con i progetti, ma anche denunciando gli abusi, per un’accoglienza degna agita quotidianamente,  nelle piazze della nostra città così come in quelle italiane e d’Europa, insieme ai migranti che a Reggio Emilia hanno occupato le case abbandonate per reclamare il diritto all’abitare, a Ventimiglia contro le deportazioni così come al Brennero per fermare l’Europa delle frontiere.

Hakuna Matata
Nel 2015 nascono gli Hakuna Matata, un resort di musicisti originari Dal Congo Kinshasa, Ghana, Guinea e Italia si incontrano ed iniziano a suonare insieme l’Afro-Soul.
Guethy Sini musicista/cantautore degli Hakuna Matata nasce a Kinshasa (R.D.C) dove passa la sua infanzia e parte della sua adolescenza, periodo in cui scopre la sua passione per la musica, e in cui comincia a coltivare il suo talento grezzo.
Arrivato in Italia all’età di 18 anni continua a dedicarsi alla musica con grande passione esibendosi sempre di più ad eventi in città e nelle regioni vicine.
Nel frattempo il suo percorso lo lega con suo nipote JC detto Kris, chitarrista e seconda voce del gruppo, che oltre a suonare si dedica a strutturare e comporre la musica per i testi dello zio.
Poco dopo subentra un nuovo elemento, già noto sulla scena locale, il maestro di Djembe Lancei Dioubate, che sin dal primo live insieme a fatto sentire la sua presenza con suoni e ritmiche fuori dall’abitudinale.
Nasce cosi un legame di amicizia e musica che porta il bassista emergente Larry Ayuki ad unirsi alla compattezza di questa famiglia;
Membri a parte, Hakuna Matata è un gruppo di artisti che collabora, in base al progetto con altri talenti della scena locale ed internazionale.
Stanno attualmente registrando i pezzi del primo album ed il primo video ufficiale del single “ADEODA” uscirà a febbraio 2017. 
 
Jahspora Crew
Jahspora come diaspora, la dispersione a cui molti sono costretti per forza maggiore. E come speranza. Si, speranza in qualcosa di migliore, perchè è quella che fa andare avanti nei momenti più bui. Tutto questo tradotto in musica, con sonorità Roots/Reggae, Afrobeat, Dancehall e Hip-hop.
Jahspora Crew nasce nel marzo 2011 per volontà di cinque ragazzi :
MaryAngela (Italia), Ismaila Ka (Senegal), Papmass (Senegal), Jahguar (Brasile) e Jacques (Ruanda), avendo già un esperienza come disc-jockey, animatore radio nonché organizzatore di eventi/serate/concerti, decidono di mettersi insieme con l’intento di diffondere la propria cultura, le loro esperienze attraverso la musica. Nel 2016 Lamin (Gambia) & Ousmane (Senegal) entrano a fare parte di Jahspora Crew. Il nostro motto è Musica, Spiritualità, Migrazione.
Ci definiamo come un Sound System Sociale in quanto cerchiamo di renderci utili partecipando alle iniziative sociali che trattano situazioni sensibili come per esempio una serata con i rifugiati arrivati dalla Libia che risiedono a Reggio Emilia, oppure a gennaio 2013 l’iniziativa Cittadinanze negate con il cantante reggae originario del Senegal Sun Sooley in collaborazione con Città Migrante & Lab AQ16.
Ott 31

Apre lo sportello sul diritto alla salute

Posted on lunedì, ottobre 31, 2016 in Comunicati

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A Reggio Emilia, come Associazione Città Migrante, sono diversi anni che ci occupiamo di diritto alla salute.
Siamo usciti pubblicamente nel novembre del 2013 con un presidio in Via Amendola presso la sede della AUSL , per affermare che la salute non è un profitto e abbiamo chiesto l’applicazione dell’accordo Stato-Regioni del dicembre 2012 che regola l’accesso ai servizi sanitari delle persone migranti.
Il diritto alla salute, diritto costituzionale  fondamentale e che garantisce cure gratuite agli indigenti, viene lentamente e costantemente eroso.
Nelle scelte di politica sanitaria prevale l’aspetto economico a scapito dell’aspetto del bisogno sanitario di prevenzione, cura e riabilitazione.

Dal 2015 portiamo avanti un monitoraggio per capire meglio le difficoltà delle persone nell’accesso ai servizi sanitari e all’iscrizione al SSN.

I dati ci dicono prevalentemente che:
– Ai migranti vengono richiesti requisiti non stabiliti dall’accordo Stato- Regioni del 2012 escludendo singoli, famiglie, dall’accesso al servizio sanitario e non tutelando di fatto la gravidanza e l’interruzione volontaria della gravidanza.
– I ticket sanitari escludono le persone indigenti dall’accesso alle prestazioni sanitarie prescritte.
– Emergono problemi all’accesso al servizio sanitario rispetto al requisito della residenza

Trattare il tema della salute significa tenere in considerazione la persona nella sua integrità e qualsiasi condizione di mancanza di dignità mina lo stato di benessere fisico e psichico.
In particolare, solo per fare un esempio, la cancellazione anagrafica (quindi il non essere residenti) è dovuta alla perdita della casa che riflette la condizione di precarietà  del lavoro. Lavoro nelle sue mille sfaccettature che comprende il lavoro nero, conosciuto e tollerato, che costringe soprattutto i migranti a spostarsi da un luogo all’altro per sopravvivere spesso in condizioni di sfruttamento.

Con queste premesse, come associazione Città Migrante, apriamo lo sportello “Diritto alla salute”per ascoltare, monitorare, orientare e denunciare le situazioni di difficoltà di accesso ai servizi sanitari.
Lo sportello è aperto il mercoledì dalle 17 alle 20 in Via Fratelli Manfredi, 14 (RE) presso lab. Aq16.
L’accesso è libero e gratuito e si rivolge sia ai migranti che alle persone italiane in quanto crediamo che il diritto alla salute, in quanto diritto universale, debba essere garantito a tutte e tutti.

Ass. Città Migrante
cell. 3894204158
cell. 3474184461
e-mail: cittamigrante@gmail.com

Ott 1

Un autunno con Cucine senza frontiere

Posted on sabato, ottobre 1, 2016 in Eventi

Anche quest’ anno l’osteria Cucine senza frontiere apre la stagione autunnale a Casa Bettola (via Martiri della Bettola, 6 RE) con due appuntamenti sabato 15 ottobre e sabato 19 novembre. A partire dalle ore 20.

Come sempre il contributo delle cene andrà a sostegno dei lavori di autorecupero delle case occupate di via Gramsci e via Gorizia per ribadire che l’abitare è un diritto di tutte e tutti!

Per informazioni e prenotazioni 338 7663416

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l progetto “Cucine senza frontiere” dell’ associazione Città Migrante nasce due anni fa a Reggio Emilia.Come tutti i nostri progetti prende vita dal confronto e dalle riflessioni che inevitabilmente si sviluppano tra le mura dei nostri spazi sociali, che quotidianamente viviamo e rendiamo vivi.Mura che potremo definire trasparenti, in quanto ci permettono tutti i giorni di osservare con sguardo critico quello che accade intorno a noi, nella nostra città, nel mondo, scegliendo di non restarne indifferenti. Spazi attraversati da tante e tanti, anche da chi, fuggito dalla guerra e dalla miseria, si ritrova oggi in Italia e tante volte non per scelta. Le attuali politiche sull’immigrazione infatti non lasciano molto spazio alla scelta.

Il Regolamento di Dublino prevede che la richiesta di asilo debba essere fatta nel primo paese di arrivo.Rimanere in Italia per tanti non diventa dunque una scelta e una volta finito l’iter per la richiesta di asilo, termina nella maggior parte dei casi anche il percorso di accoglienza.Quello che accade al termine di questi percorsi rimane spesso nascosto, al riparo dallo sguardo indiscreto delle coscienze di tanti.Centinaia di persone, chiuse le porte dell’ “accoglienza” si ritrovano in molti casi in strada, senza una casa e un lavoro. Da questo momento le uniche porte ad aprirsi sono spesso quelle dello sfruttamento, del lavoro nero, dell’ isolamento. La persona diventa il profugo. Il percorso di disumanizzazione è breve, mentre quello che si cerca è solo una vita dignitosa.

Negli ultimi due anni a Reggio Emilia, alcune di queste persone uscite dai percorsi di accoglienza e costrette a dormire in strada, hanno deciso di riappropriarsi del diritto alla casa, occupando due stabili abbandonati e lasciati da tempo al degrado.Con il supporto di tante e tanti comincia il percorso di autorecupero di questi spazi, che pian piano ricominciano a prendere vita, riacquistando la dignità che anni di abbandono gli avevano sottratto. La cittadinanza risponde numerosa alle richieste di sostegno e in breve tempo in queste case vuote arrivano letti, armadi, cucine, stufe per scaldarsi. Gli abitanti delle case non hanno però un lavoro che gli consenta di sostenere le spese di gestione di una casa.Ognuno di loro ha però delle competenze, saper cucinare per esempio.Le prime ricette le sperimentiamo tra di noi ma in breve tempo un’ idea si trasforma in un progetto reale.Nasce l’osteria “Cucine senza frontiere”. Non ci sembra vero: la gente chiama per prenotare un posto alle nostre cene, e sono anche in tanti! E mentre l’ Europa erige frontiere, noi proviamo ad abbatterle.

Da quel momento sono passati due anni e il progetto “Cucine senza frontiere è cresciuto”. C’è chi è più bravo a cucinare e chi meno, c’ è chi è appena arrivato e non capisce bene cosa sta succedendo ma ci prova lo stesso, c’è anche chi non è pronto a crederci e si ferma.Alcuni dei nostri cuochi sono rimasti, altri sono andati via. Di questi qualcuno ci chiama ancora, qualcun altro invece ha scelto di proseguire il viaggio senza voltarsi indietro perché la nostalgia è un lusso che non tutti si possono permettere.Tanti altri ne arriveranno.Abbiamo scelto di credere in questo progetto e di non fermarci. Continueremo a lottare e lo faremo tra i banchi di una scuola di italiano, dentro una ciclofficina autogestita, nelle piazze e perchè no tra i fornelli! E le mura dei nostri spazi sociali continueranno ad essere trasparenti e noi non smetteremo di guardare oltre.

Set 21

Al via i nuovi corsi di italiano dell’Ass. Città Migrante e un breve excursus delle attività

Posted on mercoledì, settembre 21, 2016 in Comunicati, Corsi di italiano

L’associazione Città Migrante nasce nel 2007 a Reggio Emilia per costruire insieme a tante e tanti altri una città includente solidale e meticcia, dove i diritti siano per tutte e tutti e dove le persone siano al primo posto. Città Migrante nasce da una lotta di lavoratori migranti che in questa città si sono ribellati allo sfruttamento e sono usciti dalla clandestinità in cui erano stati relegati.

In questi quasi 10 anni, grazie al contributo di tante braccia, tante intelligenze e tante sensibilità diverse  l’associazione Città Migrante ha sviluppato svariate attività: dalle scuole di italiano, allo Sportello Migranti, alla Ciclofficina Raggi Resistenti, fino ad arrivare alle iniziative di Cucine senza frontiere. Tutte vanno nella stessa direzione: creare ponti, abbattere muri e frontiere, tutelare diritti , costruire insieme quella che definiamo la città che vogliamo, giorno dopo giorno, mattone dopo mattone. Con i progetti, ma anche denunciando gli abusi, per un’accoglienza degna agita quotidianamente,  nelle piazze della nostra città così come in quelle italiane e d’Europa, insieme ai migranti che a Reggio Emilia hanno occupato le case abbandonate per reclamare il diritto all’abitare, a Ventimiglia contro le deportazioni così come al Brennero per fermare l’Europa delle frontiere.

Ci siamo, pronti  a ripartire dopo la pausa estiva con i corsi di italiano delle scuole di Città Migrante. Lunedì 3 ottobre presso il Laboratorio Aq16 in Via Fratelli Manfredi 14 inizia il corso di italiano gratuito ed aperto a tutti che si terrà ogni lunedì e ogni giovedì dalle 19 alle 21. Mercoledì 5 ottobre parte il corso di italiano per le donne presso Casa Bettola in via Martiri della Bettola 6 gratuito e aperto a tutte le donne che si terrà i mercoledì e i venerdì dalle 16 alle 18.

Lo sportello Migranti ha già dato il via alle attività tutti i mercoledì dalle 17 alle 20 presso il Laboratorio aq16 in Via fratelli Manfredi 14 con informazioni relative alle pratiche burocratiche sul soggiorno in Italia, alla tutela dei diritti e contro le discriminazioni,  ad un orientamento sul territorio e con un punto di informazione specifico sull’accesso alla salute.

La Ciclofficina Raggi Resistenti,  progetto formativo e sociale nato all’interno dello stabile occupato di via Gramsci 44 , recupera e rigenera biciclette usate, permettendo agli abitanti delle case occupate, così come a tanti altri migranti che lo vogliano fare, di acquisire competenze e grazie alle numerose offerte si sostengono parte delle spese di gestione delle case occupate. Con l’inizio dell’autunno aumentano le aperture settimanali al pubblico: tutti i martedì dalle 14,30 alle 18 , tutti i giovedì dalle 15 alle 18 e tutti i sabato dalle 10 alle 14.

E a breve la riapertura dell’osteria di Cucine senza frontiere dove il cibo è curato dagli abitanti stessi delle case occupate di via Gramsci e Via Gorizia, con una varietà culinaria multietnica, è un’ occasione di scambio e di condivisione e il contributo della cena sostiene le spese di autorecupero delle case occupate.

Passo dopo passo insieme a tante altre persone e a tante realtà camminiamo a volte in silenzio e altre alzando la voce, disobbedendo a delle leggi ingiuste per costruire un’alternativa allo sfruttamento sia delle persone che del territorio, alla speculazione e alla ricchezza di pochi a scapito di molti e perché nessuno un giorno dovrà più morire per cercare un posto migliore in cui vivere.

Di seguito  volantini delle attività e alcune immagini , vi aspettiamo, fra i banchi a scuola, a tavola per chiacchierare insieme gustando i sapori dal mondo, con la bicicletta per una mobilità sostenibile, in strada e in piazza perché questa Europa la possiamo cambiare, noi ci crediamo.

Ass. Città Migrante

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Mag 27

Cucine senza frontiere- Sabato 4 giugno

Posted on venerdì, maggio 27, 2016 in Eventi

Vi aspettiamo alla prossima serata di Cucine senza frontiere a Casa Bettola (Via Martiri della Bettola, 6 RE)
A tavola per il diritto all’abitare e ad un’accoglienza degna

Sabato 4 giugno ore 20.00
Cucine dal mondo e
Concerto con Andrea Papini

Come sempre il contributo della cena andrà a sostegno dei lavori di autorecupero delle case occupate di via Gramsci e via Gorizia per ribadire che l’abitare è un diritto di tutte e tutti!

Per informazioni e prenotazioni 338 7663416

qui progetto di Cucine senza frontiere

cucine senza frontiere 4 giugno