LA SCUOLA IN PIAZZA

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mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;}Siamo presenti oggi a questa iniziativa pubblica “La scuola
in piazza”
come nuovi cittadini di questo paese perchè il futuro di questa
città è anche il nostro. Qui stiamo lavorando, stiamo contribuendo alla
ricchezza economica e sociale e cresciamo i nostri figli.

La crisi che oggi viviamo tutti e che è particolarmente
esplicita nei tagli del mondo della scuola, ma anche nelle tante persone in
cassa integrazione nelle fabbriche, è già da qualche anno che noi come migranti
ne stiamo subendo le conseguenze.

Sulla nostra pelle viviamo i restringimenti dei parametri di
cittadinanza, lo sfruttamento nel mondo del lavoro e le politiche razziste.
Tutto questo per renderci braccia da lavoro e non soggetti in grado di pensare,
amare, sognare e produrre nuove relazioni. Utili per lavorare, facili da
liberarsene nel momento in cui non se ne ha più bisogno e capro espiatorio per
le tensioni sociali che la crisi inevitabilmente genera. Ma noi siamo una parte
importante di questa società e non come sovente veniamo descritti negli
articoli di cronaca. Basta pesare a quanti sono ormai i bambini di origine
straniera che frequentano le scuole reggiane.

Il mondo della scuola è fortemente compromesso dalla
cosiddetta riforma Gelmini e un nuovo provvedimento minaccia il diritto
all’istruzione e la convivenza tra le differenze. La mozione della Lega Nord di
istituire le “classi ponte” altro non fa che etichettare il migrante da parte
delle istituzioni . Classi per soli immigrati dunque, per rafforzare quel falso
pregiudizio secondo cui la presenza di alunni stranieri nelle scuole danneggia
i bambini italiani. Ma a compromettere la qualità della scuola sono sicuramente
i tagli e le riforme e non di certo i bambini di origine straniera. La scuola
rappresenta inoltre un importante luogo di contatto e di relazioni, di scambi
fra persone portatrici di culture diverse. E come hanno anche dimostrato in un
ampio documento le società linguistiche italiane (Sig -Società italiana di
glottologia, Sli -Società di linguistica italiana, Aitla- Associazione italiana
di linguistica applicata e Giscel -Gruppo di intervento e studio nel campo
dell’educazione linguistica) anche lasciando da parte la questione delle
discriminazioni, queste classi ponte "sono inefficaci".

Oggi vogliamo essere “LA SCUOLA IN PIAZZA”, protagonisti
insieme di questa battaglia perché come non sono i nostri bambini a peggiorare
la qualità della scuola, non siamo noi a peggiorare la qualità della vita di
questo paese.

Per questo venerdì 12 dicembre saremo a Bologna per
partecipare allo sciopero generale ed invitiamo tutte e tutti ad essere con
noi. Appuntamento stazione treni ore 8.45

PROCESSO A CARICO DI UN’ATTIVISTA DELL’ASSOSIAZIONE CITTA’ MIGRANTE


Questa mattina, presso il Tribunale di
Reggio Emilia, è iniziato il processo a carico di un’attivista
dell’Associazione Città Migrante. Le accuse sono: diffamazione,
ingiuria e interruzione di servizio commerciale. La prima udienza si è
conclusa con il rinvio al 24 marzo prossimo in quanto non erano
presenti i teste dell’accusa.

Ascolta gli audio della conferenza stampa e vedi la fotogallery

Il comunicato stampa

Il 25 febbraio 2008 una cinquantina di attivisti dell’associazione
Città Migrante ha indetto un presidio con conferenza stampa per
reclamare una cosa che dovrebbe essere scontata: il diritto ad essere
pagati per le prestazioni lavorative effettuate.
Diverse persone dipendenti da Ital Edil, azienda edile di Reggio
Emilia, hanno infatti denunciato di non aver ricevuto il salario
pattuito per il lavoro svolto.
Il presidio è avvenuto davanti alla sede di Technological Building 7,
poiché gran parte del personale che prima lavorava negli uffici di Ital
Edil (la cui sede era stata abbandonata misteriosamente) esercitava ora
la propria attività negli uffici di questa seconda ditta.
L’incontro di febbraio si è concluso, dopo circa un’ora di trattative,
con la promessa dell’azienda di ricevere i lavoratori entro venerdì 29
febbraio per trovare una soluzione ai loro problemi.
Così non è stato. Dopo qualche tempo, è arrivata, al contrario, una
querela con una richiesta di risarcimento di 20.000 euro. Le accuse
sono: diffamazione, ingiuria, interruzione di servizio commerciale. Si
noti che, durante il presidio di febbraio, una delegazione aveva
semplicemente suonato il campanello e salito le scale dopo che le era
stata aperta la porta presso gli uffici della Technological Building 7.
Aveva quindi espresso verbalmente le proprie richieste e perplessità,
dialogando con alcuni interlocutori prestatisi alla conversazione
volontariamente.
In quell’occasione lo striscione che accompagnava il picchetto
recitava: “Chi è l’irregolare? Lo sfruttato o lo sfruttatore?”. A
questa domanda retorica rispondono i permessi di soggiorno avuti,
tramite l’articolo 18 del testo unico sull’immigrazione (rilascio del
permesso di soggiorno per motivi di grave sfruttamento e racket), da
migranti irregolari che avevano prestato servizio senza ricevere
compenso presso la ditta Ital Edil s.r.l. .

Questa storia è il frutto amaro di un sistema economico che qui a
Reggio Emilia ha fatto del boom edilizio una miniera d’oro: per gli
enti locali una fonte enorme d’ingresso sotto forma di oneri
urbanistici, per il settore edilizio e bancario un’ occasione unica di
profitto e speculazione finanziaria, per le organizzazioni criminali un
terreno ottimale per il riciclo di danaro sporco.

E’ palese che oggi, in questo periodo di crisi (scoppiato con i mutui
subprime americani) a pagare per primo è l’esercito di lavoratori
regolari ed irregolari, in maggior parte di origine straniera, che si
vedono negati il più elementare diritto lavorativo: quello di essere
pagati.
Sottolineiamo ancora una volta che per migliaia di cittadini di origine
straniera lavorare in nero non è una scelta di comodo ma una condizione
obbligata dall’impossibilità oggettiva di potersi regolarizzare, per
cui senza un permesso di soggiorno non è possibile avere un contratto
di lavoro e di affitto in regola. La situazione attuale del territorio
reggiano, già gravissima (pensiamo alle domande di regolarizzazione
presentate con l’ultimo decreto flussi) e ben descritta dal quarto
posto nella classifica del Sole 24Ore in materia di presenza
d’irregolari in Italia, è destinata a peggiorare. La crisi porterà ad
un aumento esponenziale della disoccupazione per cui i lavoratori
migranti oggi regolari si troveranno di colpo nella condizione
d’irregolarità: senza lavoro non è possibile rinnovare il permesso di
soggiorno.
Per questo oggi più che mai chiediamo la sospensione della legge Bossi-Fini.

Noi cittadini migranti siamo stati i primi a viverci sulla pelle gli
effetti della crisi che oggi investe ampi strati della società
italiana. Purtroppo non l’abbiamo vissuta solamente vedendoci tagliati
i diritti base in ambito lavorativo, ma abbiamo assistito ad un
escalation di misure restrittive della libertà imposte dalla politica
che vuole buttarci addosso le inevitabili tensioni sociali che la crisi
innesca, fomentando razzismo e discriminazioni.

Non siamo disposti a pagare una crisi di cui non siamo responsabili.

AL VIA I CORSI DI ITALIANO

Mercoledì 8 ottobre alle ore 20.00 in via F.lli
Manfredi, 14 RE (Foro Boario) presentazione della scuola di italiano dell’Ass.
Città Migrante.

La scuola di italiano dell’Ass. Città Migrante
nasce nel 2007 per rispondere alle esigenze di tanti migranti che, avvicinatisi
all’associazione, esprimevano il bisogno di imparare la lingua italiana.

Quest’anno la scuola si svolgerà nei giorni di
lunedì e mercoledì dalle 20 alle 22 a partire da mercoledì 8 ottobre e seguirà
il calendario scolastico.

Verranno improntati due livelli: principiante ed
intermedio

L’accesso ai corsi è completamente libero, senza
alcun tipo di vincolo e gratuito.

Per info: 392/1272930

 

هذا ما اخترناه لمستقبل افضل لا لحياه غير شرعيه

الاول
من مايو
خرج اكثر من
1500شخص
فى مظاهره ضد سياسه تدعو الى الظلم و تشجعه
وتدعو كل من ليس لديه اوراق للاختباء
والعيش فى الظل راضيه بكل انواع الظلم

علما بان
هؤلاء هم من خرجوا مطالبين حاكم ريدجيوا
ميليا لمقابلتهم في مؤتمر يناقش اوضاعهم
ويصارحهم باخطاءهم هذا المؤتمر الذى ظل
حتى الان فى اطار الرفض بغير سبب واضح

اليوم
ان الخوف الذى نعيش فيه من الاضرار بنا
هو نتيجه الجهل الذى خلق فينا وحش الوهم
والخوف من لاشئ

لذلك
فان العنصريه المعترف بها من جانبنا هى
جرس خطر يدق بالخطر لكل الاجانب باعتبارهم
مجرمين ويتضح ذلك فى الجانب السياسى علي
هيئه قوانين تسن من قانون بوسي فيني الي
قانون الباكتوسكوريتسه

(ونحن
من جانبنا نقول لاللاجرام بكل الوسائل
)

وعليه
فلا نريد ان نسمع من جديد من يقول ان
الكلانديستينيتاه او الغير شرعيه هي احد
اختيارات المهاجر لا بل انها القوانين
التي تصنف الذي ليس لديه اوراق علي انه
غير موجود اساسا وعليه فليس له حقوق يطالب
به انها القوانين التي تركز علي اتاحه
العيش في اطار غير قانوني

حقيقه
ان
من يطلق عليه مسمي كلاندستينو هو
..

* مواطن
مسؤل عن كل ضرر وخلل يحدث من وجهه نظر
الناس

*هو
الذي يظلم بطريقه اسهل من غيره في كل شئ
(السكن.العمل.الكرامه.اسلوب
و طريقه العمل
…..)

*هو
من يتحمل ارتفاع اسعار السكنات وهو صامت

*هو
الذي ليس لديه اختيار اخر الا ان يرضي
بالظلم

*هو
الغير قادر علي الحصول علي البرمسو ولو
كان يملك فرصه عمل

*هو
من يعيش في خوف دائم من فقدان كل شئ

*هو
من يعيش حياه تمشي من سئ الي اسوا من قانون
ضده الي اخر

الحل
من وجهه نظر الساسه

الدخول
في معركه مع قانون دكرتو فلوسي
(العقود)وكسبها(في
الريدجيو وافقوا علي اقل من ثلث الطلبات
المقدمه
)
وهذا
القانون قد سن لاشخاص في بلدهم الام ليس
لمن يعيش هنا مع علمهم التام بان
90%من
الطلبات المقدمه هم لمن يعيش ويعمل هنا
في ايطاليا مع المخاطره بالرجوع الي وطنه
للحصول علي تاشيره دخول من السفاره للعوده
وعندها يصبح امامه خطرين اولا
ان يكون قد اخذ بصماته في التي كان الدخول
فيها غير شرعي
ثانيا
لا
يجد فرصه العمل التي كان عليها او عدم
قدره صاحب العمل علي ان يوفر له فرصه عمل
مناسبه في اطار قانوني
(
في
كلا الحالتين ياتي الرفض للبرمسوا مع
انذار بالمغادره
)

ولذلك
فكل من لم يقدر علي عمل اذن الاقامه او من
فقد اقامته لعدم وجود فرصه عمل مع العلم
بان الفارق بين المهاجر الشرعي وغير
الشرعي هو فارق بسيط جدا

الوقت

الذي يستمر فيه المهاجر في الموت برا و
بحرا للوصول الي الاراضي الايطاليه

. الذي
يستمر فيه المهاجر في الموت في العمل
الاسود كما راينا في ميلانو وغيرها

فان من
يصنعون القوانين يقومون بسن قوانين تصنف
هذا المهاجر علي انه قوه اجراميه ويجب
الاستعانه بقوه الجيش ضدهم هذا باختصار
هو قانون الطوارئ الباكتوسكوريتسه

فهم
ينتقلون من سئ الي اسوا للضغط علي المهاجر
لقبول كل انواع الظلم مع السكوت والرضي

عليه
فلن نبقي صامتين اليوم مثل الاول من مايو
نريدهم سماع اصواتنا

نحن اول
من يرفض الغير شرعيه

ass.città
migrante

AI CLANDESTINI SI VUOLE NEGARE ANCHE IL DIRITTO DI PAROLA

GUARDA IL VIDEO DELL’INIZIATIVA

Oggi a Reggio Emilia si è respirato un clima pesante ma non è stata
certo la canicola estiva la responsabile. Abbiamo assistito ad un
cambio di registro nella gestione del conflitto che da un anno gli
attivisti dell’associazione Città Migrante agiscono nel territorio per
la liberazione di migliaia di irregolari dal giogo della schiavitù
nell’era Bossi Fini.

Durante il presidio davanti al
municipio dove era in corso il consiglio comunale, decine di poliziotti
e carabinieri in borghese ci hanno perentoriamente intimato di
allontanare dalla piazza gli indocumentati, pena il loro arresto.
Volontà non solo verbale ma anche reale quando durante momenti di
tensione alcuni agenti si sono scagliati contro un paio di partecipanti
per arrestarli perché clandestini. Nonostante questo abbiamo deciso di
rimanere compatti e non accettare l’ordine di allontanarci.
Riteniamo inaccettabile la chiara provocazione della questura di
concedere l’autorizzazione ad un presidio e poi durante il suo
svolgimento decidere chi ne deve prendere parte.

La nostra
associazione come tutti sanno lavora con migranti senza distinzione tra
regolari e non, è presente nel territorio reggiano collaborando con
sportelli di orientamento per migranti e gestisce direttamente una
scuola d’italiano.

Chi ha chiesto l’intervento massiccio delle forze dell’ordine? A chi fanno paura i migranti che si auto organizzano?
Oggi abbiamo denunciato la vera natura che la legge Bossi Fini,
indurita da leggi speciali contenute nel pacchetto sicurezza,
rappresenta. Queste leggi bipartisan non sono altro che dispositivi di
sfruttamento e limitazioni della libertà delle persone migranti e
italiane, ne è la prova il trattamento riservatoci oggi.

Città
Migrante è stata promotrice di un grande corteo il 1° maggio per la
rivendicazione dei diritti dei migranti chiedendo a gran voce
l’abrogazione delle leggi che producono irregolarità e sfruttamento. Un
corteo partecipato e deciso che aveva tra le sue richieste anche
l’invito rivolto al sindaco di farsi carico di un incontro con prefetto
e questore per discutere di un problema grave del territorio, ovvero
l’impossibilità di decine di migliaia di persone di regolarizzarsi e
quindi entrare a pieno titolo nel tessuto sociale.

L’unica risposta avuta è stata quella di oggi.
Il quadro è chiaro, le forze politiche che amministrano a Reggio
vogliono il massimo profitto economico che la manodopera irregolare può
dare, e non contenti, cavalcano l’onda emergenziale costruendo il
successo elettorale nelle amministrative del 2009. Per far questo, è
banale, va bene il pacchetto sicurezza, va bene la legge Bossi Fini, va
bene la direttiva rimpatri approvata al parlamento europeo, va bene il
businnes mafioso nei cantieri.

Prendiamo atto del definitivo
deterioramento dei rapporti civili che regolano Reggio Emilia, città
divenuta in pochi anni metropoli. Metropoli nella sua accezione
negativa con tanto di slum e quartieri satelliti per ricchi costruiti
dal businnes edilizio cooperativo, vedi la Reggio Emilia 2 di parco
villa ottavi; verrebbe da dire “Berlusconi c’era arrivato alle vostre
soluzioni 25 anni fa”.
Non per questo, come oggi abbiamo
dimostrato, rinunceremo alla nostra lotta perché è l’unico modo per
ricreare il tessuto sociale disgregato dalla governance della
speculazione e della rendita del grande capitale.
Viviamo qua, lottiamo qua e qua costruiremo il nostro futuro.

Leggi il comunicato stampa dell’iniziativa 

Ascolata gli audio e la cronaca della giornata 

QUELLO CHE SCEGLIAMO E’ UN FUTURO MIGLIORE, NON LA CLANDESTINITA’!

Il 1° maggio scorso, 1500 persone hanno manifestato in città contro una
società che inventa i criminali in base al passaporto e costringe
all’invisibilità ed alla povertà migliaia di persone.
Queste stesse
persone hanno chiesto a gran voce un incontro con il sindaco, incontro
che fino ad oggi ci è stato negato. A fronte di questo silenzio noi
vogliamo parlare e ed essere ascoltati.

Oggi, dove il
pregiudizio e la paura figlie dell’ignoranza generano mostri come la
paranoia securitaria e il razzismo legittimati da campagne contro i
clandestini e da dispositivi politici come il pacchetto sicurezza, è
più che mai attuale ribadire il nostro NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEI
MIGRANTI.

Non vogliamo più sentire dire che la clandestinità è
una scelta. Sono le leggi che dettano la condizione di clandestinità
per cui tu non esisti e quindi non sei portatore di diritti, sono le
leggi che non consentono di poter vivere e lavorare in Italia in modo
regolare. In realtà quello che viene chiamato clandestino è un migrante
senza nessun tipo di tutela, quello che con estrema facilità può essere
sfruttato sul lavoro e a cui la casa viene affittata ad un prezzo più
alto perché non ha nessuna altra scelta, quello che se anche ha un
lavoro non può avere il permesso di soggiorno. Clandestino lo si può
diventare da un giorno all’altro perché si perde il lavoro e questo ci
costringe ad accettare anche le peggiori condizioni di sfruttamento.

Quali sono le possibilità di regolarizzarsi? Rimane il tentativo di
provare a vincere alla lotteria del decreto flussi ( a Reggio le quote
disponibili sono meno di 1/3 delle domande presentate) anche se la
legge prevede che la domanda di assunzione tramite decreto flussi sia
inoltrata per un lavoratore che risiede al paese di origine, ma tutti
ormai sanno che il 90% delle domande riguardano migranti che già vivono
e lavorano in Italia. E i fortunati sono costretti ad un viaggio
clandestino a ritroso per poter ritirare il visto d’ingresso. E per
quelli che sono stati colpiti da un provvedimento di espulsione? I
coraggiosi che hanno tentato comunque la sorte e che hanno vinto la
gara, che sono tornati al paese di origine, che il datore di lavoro li
ha aspettati pronto ad assumerli si sono visti negati il permesso di
soggiorno perché a causa dell’espulsione non possono stare e lavorare
in Italia.
Tutti questi -assieme a chi non ha tentato la sorte
perché il datore di lavoro non voleva metterlo in regola, a chi non è
entrato nella graduatoria, a chi ha perso il permesso di soggiorno (non
dimentichiamo che il confine fra regolarità e irregolarità è molto
sottile)- continueranno oppure entreranno a far parte del cosiddetto
esercito dei clandestini, quindi manodopera a basso costo se non a
costo zero.

E nel frattempo i migranti continuano a morire in
mare ad alimentare l’economia sommersa e a morire nei luoghi di lavoro,
mentre il Decreto legge quanto il Disegno di Legge che costituiscono il
pacchetto sicurezza li indicano come potenziali criminali.
La
funzione che ha in realtà l’impianto della Bossi Fini peggiorato dal
pacchetto sicurezza è quello di renderci disponibili ad accettare
qualsiasi forma di sfruttamento e quindi utili a regolamentare l’intero
mercato del lavoro.

Non rimaniamo in silenzio, oggi come il primo maggio vogliamo far sentire la nostra voce:

SIAMO NOI I PRIMI A NON VOLERLA LA CLANDESTINITA’

هذا ما اخترناه لمستقبل افضل لا لحياه غير شرعي 

PRESIDIO LUNEDI’ 23 GIUGNO ORE 16.30 PIAZZA PRAMPOLINI

Lunedì
23 giugno

Ore
16.30

Il
1° maggio scorso
, 1500 persone hanno manifestato in città
contro
una società che inventa i criminali in base al passaporto e
costringe all’invisibilità ed alla povertà migliaia
di persone
.

In
quell’occasione avevamo chiesto

un incontro
con il Sindaco
che fino
ad oggi ci è stato
negato

A
fronte di questo silenzio

noi
vogliamo parlare
e

chiediamo
di essere ascoltati
.

Oggi
vogliamo anche dire NO AL PACCHETTO SICUREZZA

La lotta non è solo per gli
uomini e le donne migranti

ma
per la tutela dei diritti umani.

 Di
ognun
o
e di
ognun
a.

Città
Migrante
invita
quindi

tutte le persone
antirazziste

in
Piazza Prampolini

lunedì
23 giugno
alle
16,30

 

Il
nostro presidio sarà a pochi passi dal Municipio

dove
in quel momento si svolgerà il Consiglio Comunale

Non
è più possibile rimanere indifferenti né
incerti!

Chiediamo
a tutti i vecchi e nuovi cittadini

di
pensare con noi una città più giusta!

cittamigrante@gmail.com


PROTAGONISTI NELLA COSTRUZIONE DEL NOSTRO FUTURO

Una grande giornata quella del primo maggio a Reggio Emilia, un
successo non scontato risultato di un anno di attività intensa. Duemila
persone, migranti ma non solo, hanno dato finalmente un segnale potente
ed esplicito a chi ostinatamente non vuol riconoscere i cambiamenti di
questo territorio emiliano e si ostina a leggere la realtà con
riferimenti culturali, storici e politici in via di estinzione.

 

 


Il nostro corteo si è snodato lambendo luoghi simbolo della città: la
stazione ferroviaria e il suo quartiere multietnico stigmatizzato dall’
ormai noioso “can can” securitario, ha sfiorato e “superato” il luogo
di ritrovo dei sindacati confederali alle prese con la solita retorica
spuntata mentre il fenomeno leghista avanza tra i propri tesserati, ed
è arrivato nel cuore della città accolto dal mondo delle associazioni e
del volontariato in piazza Prampolini.


E’ proprio l’arrivo del corteo in questa piazza che simbolicamente ci
fa intravedere la città meticcia che sogniamo e che grazie agli sforzi
e all’auto organizzazione giorno dopo giorno costruiamo.


La sfida che abbiamo davanti è enorme. Il pregiudizio e la paura sono
figlie dell’ignoranza e generano mostri come la paranoia securitaria,
il razzismo e dispositivi politici disumani come la legge bossi-fini, i
cpt, lo sfruttamento tanto utili al sistema neoliberista. La rabbia
espressa durante il corteo dimostra però che niente è per sempre e ogni
essere umano se calpestato si ribella.


Le urla di incitamento, i tantissimi interventi dal camion, i cori
“sanatoria subito!” e “contro la legge Bossi Fini siamo tutti
cittadini”, scanditi come mantra durante tutto il corteo non sono solo
gesti liberatori ma espressione dell’ormai insostenibile condizione di
vita di migliaia di persone e soprattutto della voglia di essere i
protagonisti nella costruzione del proprio futuro.


La determinazione di questa giornata segna un passaggio importante, un
vero e proprio punto oltre il quale non è più possibile tornare
indietro. Il conflitto è ormai diventato patrimonio comune,
indispensabile per riuscire a vincere la paura, nostro pane quotidiano,
per auto-organizzarsi e lottare per una vita degna.


Un abbraccio forte ai compagni e alle compagne di Parma, Bologna,
Rimini, Verona e Padova che insieme a noi hanno dato vita, gioia e
rabbia a questa giornata.

Grazie anche a tutti coloro che hanno partecipato al corteo ed in
particolare agli organizzatori del mercato di pollicino in fiera e alle
associazioni presenti in piazza per la calorosa accoglienza.

 

LETTERA AL SINDACO


Al Sindaco Graziano Delrio

Le scriviamo questa lettera in merito alla manifestazione migrante che si svolgerà a Reggio Emilia il 1 maggio 2008.

Le chiediamo di ascoltare le istanze che quel giorno verranno portate
dai migranti che vivono nella città da Lei amministrata, di sentire
anche quello che noi abbiamo da dire in merito alla condizione di
clandestinità e di sfruttamento sul lavoro che moltissimi di noi stanno
vivendo.

Come ben saprà a Reggio Emilia sono state presentate 13.563 domande con
il decreto flussi 2007, e sempre come saprà, la quasi totalità delle
richieste è stata inviata da migranti che già vivono e lavorano nella
città. Questi, più molti altri che non hanno potuto presentare tale
domanda anche avendone i requisiti come il lavoro e la casa ma
provvisti di un provvedimento di espulsione, sono quelli a cui viene
data la caccia e che con tanta facilità vengono descritti con il
binomio clandestino=criminale. In realtà quello che viene chiamato
clandestino è un migrante senza nessun tipo di diritto, quello che con
estrema facilità può essere sfruttato sul lavoro e a cui la casa viene
affittata ad un prezzo più alto perché non ha nessuna altra scelta.

Per questo Le chiediamo di guardare questa parte della città di cui Lei
è sindaco, una parte importante che il primo maggio riempirà le strade
di Reggio Emilia, e di prendersi la responsabilità di organizzare dopo
questa grande giornata un incontro con una nostra delegazione, il
questore, il prefetto e Lei stesso per discutere di questi temi con i
diretti interessati perché a non volerla la clandestinità siamo i
primi, rammentandole , a nostro parere, che si tratta di un suo preciso
dovere.

Associazione Città Migrante