RACCOLTA VIDEO E IMMAGINI DELLA MANIFESTAZIONE “LA STRADA NON E’ UNA CASA”

LA STRADA NON E’ UNA CASA

SU PRECARIETA’ E MARGINALITA’ NON SI COSTRUISCE IL FUTURO!

Foto: Domani, ore 15.30 da questa casa recuperata da 20 anni di abbandono partirà il corteo "La strada non è una casa". Su marginalità e precarietà non si costruisce il futuro. Vi aspettiamo, una questione di dignità.

Ringraziamo tutte e tutti per il contributo a questa importante giornata di lotta!

Abbiamo messo insieme un pò di documentazione della giornata, ma tanto ancora è il materiale che sta girando  e che continua ad arrivare!

Gallerie fotografiche

Hundreds march for housing rights in Reggio Emilia

La strada non è una casa – Chiara Tolomelli

Diritto alla casa – diritto alla città!

Video:

START Corteo 21 settembre 2013 – La casa è un diritto!

START Corteo 21 settembre 2013 – Si comincia dai DIRITTI –

Corteo 21 settembre 2013 – Siamo nel cuore della nostra città?

Rassegna stampa:

Reggio Emilia – In centinaia in corteo per il diritto all’abitare

21 settembre 2013: La strada non è una casa. Corteo a Reggio Emilia per il diritto alla casa

Reggio Emilia: sfilata del corteo per il diritto alla casa

Tante case vuote. Eppure c’è chi dorme in strada

 

 

LA STRADA NON E’ UNA CASA- MANIFESTAZIONE 21 SETTEMBRE

LA STRADA NON È UNA CASA
SU PRECARIETÀ E MARGINALITÀ NON SI COSTRUISCE IL FUTURO
 
SABATO 21 SETTEMBRE 2013 CORTEO CITTADINO
 
CONCENTRAMENTO in via Gorizia n. 12 ore 15.30
di fronte alla casa occupata da alcuni profughi provenienti dalla Libia,
come esempio di riappropriazione di un diritto fondamentale:
IL DIRITTO ALLA CASA
Mostra fotografica sull’auto-recupero dello stabile
 
ARRIVO IN CENTRO STORICO
Iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza
sul tema della marginalità sociale
Mostra fotografica sulle condizioni di vita dei senzatetto

sacarica il volantino:  pagina 1/4 , pagina2/3

Il piano comunale per affrontare la scorsa “emergenza freddo” rivolto ai senza fissa dimora con periodo 01/12/2012 – 31/03/2013, ha visto accolte oltre 150 persone (di diverso sesso, età e nazionalità) presso strutture di accoglienza Comunali e del circuito parrocchiale.
Allo scadere del suddetto periodo, queste persone si sono trovate di nuovo catapultate in una condizione di estremo bisogno, aggiungendosi a quanti non erano riusciti a trovare un posto nemmeno per l’inverno.
Come risultato, a Reggio Emilia oltre trecento uomini e donne vivono in strada, costretti a cercare riparo da freddo ed intemperie in alloggi di fortuna quali cantine, casolari abbandonati o baracche, in condizioni talvolta disumane, vedendosi negata la possibilità di contare su una fissa dimora, ottenere un lavoro e garantirsi condizioni minime di stabilità da cui ripartire.
Dopo mesi di lotte e appelli alle autorità, una petizione con oltre 1200 firme, un presidio in Piazza Prampolini, innumerevoli incontri con membri delle istituzioni e una mozione consiliare a cui non ha fatto seguito nessun provvedimento urgente,

NUOVAMENTE SI MOBILITANO

persone senza fissa dimora, disoccupati e famiglie (sostenuti dalle associazioni, gruppi e collettivi primi firmatari del presente appello) sollecitando pubblicamente

– il Sindaco reggente Ugo Ferrari,
– l’Assessore alle Politiche Sociali Matteo Sassi,
– l’Assessore alla Sicurezza e Coesione Sociale Franco Corradini,
– la Giunta Comunale (e i rispettivi corrispondenti provinciali),

a collaborare con gli organi competenti (AUSL, Servizi Sociali, Enti Assistenziali, Terzo settore..), al fine di adoperarsi, con risposte concrete ed immediate, all’avvio di progetti per l’accoglienza e il reinserimento, che siano garantiti durante tutto l’anno.

NELLO SPECIFICO, SI CHIEDE:

IMMEDIATA ATTIVAZIONE DI STRUTTURE DI ACCOGLIENZA
es. un dormitorio pubblico permanente e/o appartamenti e strutture attualmente inutilizzate di proprietà del Comune, della Provincia o di privati (a cui si potrebbe offrire, in cambio, il restauro degli stabili interessati e/o agevolazioni nel pagamento delle imposte relative agli stessi) per garantire un tetto alle attuali persone senza fissa dimora e a coloro che, a causa della crisi, si ritroveranno nella medesima condizione di estremo bisogno nei mesi a venire;

POTENZIAMENTO DI TUTTA LA RETE DEI SERVIZI AD OGGI IN ESSERE
al fine di intercettare, accogliere e favorire il reinserimento nel tessuto sociale di tutti coloro che ad oggi si sono ritrovati isolati ed emarginati, causa perdita del lavoro (e di conseguenza, dell’abitazione, della residenza e dei diritti ad essa correlati) e nel caso di migranti, l’aggravio della perdita del permesso di soggiorno, da cui consegue la condizione di clandestinità;

PERCORSI DI REINSERIMENTO SOCIO LAVORATIVO
che permettano a coloro che verranno accolti di uscire dalla condizione di dipendenza assoluta dai servizi;

BLOCCO DEGLI SFRATTI E PIGNORAMENTI IMMOBILIARI
specialmente su impulso di Equitalia Emilia Nord ed Istituti Bancari, permettendo alle famiglie in difficoltà di sanare eventuali posizioni debitorie senza dover perdere l’abitazione;

IL PROBLEMA RIGUARDA TUTTA LA CITTÀ!
SOLTANTO CON POLITICHE IMPRONTATE AI BISOGNI PRIMARI, RIVOLTE AL SOCIALE, PARTECIPATE ED ATTENTE ALLA DIGNITA’ DELLA PERSONA E TUTELA DEI DIRITTI UMANI, SI POTRANNO AFFRONTARE E CONTRASTARE GLI EFFETTI PIÙ GRAVI DELLA CRISI, MA REGGIO EMILIA CONTINUA
AD ASSISTERE A SCELTE CHE PRIVILEGIANO IL SUPERFLUO
E IL PROFITTO DI POCHI.

INVITIAMO PERTANTO TUTTA LA CITTADINANZA A FARE PRESSIONE SULLE
ISTITUZIONI AFFINCHÉ ADOTTINO FINALMENTE UN’ALTRA LINEA

Coordinamento “La strada non è una casa”, Associazione culturale “Partecipazione”, “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”, “A.G.E. – Associazione Giovani in Europa”, Associazione “Passaparola” – Scuola di italiano per migranti , Amnesty International gruppo Reggio Emilia , Emergency gruppo Reggio Emilia, Associazione “Città Migrante”, Associazione “Mondattivo”, Associazione “Clochard alla Riscossa” onlus , Associazione di promozione sociale “Kuraj”, Associazione “G.A.3 – Generazione Articolo 3”, Associazione culturale “La Valigia dell’Attore”, Associazione “Scandiano Città in Transizione”, Associazione “Aztlan”, “Jahspora Crew” – Social Sound System, “Partigiani Urbani”, G.M.I. – Giovani musulmani d’Italia sez. di Reggio Emilia , Collettivo R60, “Casa Bettola” – Casa Cantoniera Autogestita , Laboratorio sociale “Aq16”, Cobas Scuola – Reggio Emilia, Federconsumatori – Reggio Emilia , C.U.B. Confederazione Unitaria di Base – Reggio Emilia , Comitato “NO Parcheggio in Piazza della Vittoria” , Comitato Provinciale Acqua Bene Comune, “Zon@civica” – periodico d’informazione reggiana, “MAG6” – Società Cooperativa, “pollicino gnus” – mensile su Pace, Solidarietà, Ambiente, Convivenza- “Progetto Avvocato di Strada” Reggio Emilia

OTTENUTO TITOLO DI VIAGGIO PER I MIGRANTI DALLA LIBIA

logo

IL PRERSIDIO SOTTO LA PREFETTURA

I migranti provenienti dalla Libia che vivono nella città e nella provincia di Reggio Emilia, insieme all’ass. Città Migrante, Emergency Reggio Emilia, e all’ass. Ga3 dopo una serie di mobilitazioni messe in campo la scorsa settimama, questa mattina hanno organizzato un sit-in nei pressi della Questura per il rilascio del titolo di viaggio.
Infatti, ad oggi, ancora molte persone accolte nel piano Emergenza Nord Africa non hanno né passaporto né titolo di viaggio. Siccome sono impossibilitate a chiedere il passaporto all’autorità diplomatiche del loro paese, è necessario che la Questura rilasci loro un titolo di viaggio, indipendenetemente dal paese di origine, sia la Nigeria, il Bangladesh, il Burkina Faso, la Costa d’Avorio piuttosto che il Mali o altri paesi.
Durante il presidio è stata compilata l’istanza per il rilascio del titolo di viaggio con la richiesta che una delegazione fosse ricevuta dalla Questura per presentare le domande raccolte.
I migranti e le associazioni hanno ottenuto un incontro con il capo gabinetto della Questura a cui hanno consegnato le richieste che sono state accolte con la conferma che la questura di Reggio Emilia provvederà a rilasciare il titolo di viaggio a tutti i migranti provenienti dalla Libia.
Fino a pochi giorni fa la Questura di Reggio Emilia rifiutava in molti casi il rilascio del titolo di viaggio ai migranti provenienti dalla Libia, il risultato di oggi è stato ottenuto grazie alle mobilitazioni messe in campo in questi mesi.
Un’altro passo è stato fatto ma le questioni da risolvere sono ancora molte.
Incerto è il futuro di queste persone, tanti rischiano a breve di ritrovarsi in strada e di finire nel sommerso delle nostre città.

le foto e video della giornata

SABATO 9 MARZO – MOBILITAZIONE CON I MIGRANTI DALLA LIBIA

Continua la mobilitazione dei migranti provenienti dalla Libia insieme all’ass. Città Migrante, Emergency RE, Ass. Ga3.

Sabato 9 marzo a partire dalle ore 10 saremo in Via Dante perché la Questura  rilasci il titolo di viaggio ai migranti provenienti dalla Libia accolti nelle provincia di Reggio Emilia.

Ancora molte persone accolte nel piano Emergenza Nord Africa ad oggi non hanno né passaporto né titolo di viaggio. Siccome sono impossibilitate a chiedere il passaporto all’autorità diplomatiche del loro paese, è necessario che la Questura rilasci loro un titolo di viaggio. Molte Questure di altre città  hanno già concesso il titolo di viaggio alle persone nelle medesime condizioni ( persone a cui è stata riconosciuta la protezione sussidiaria o umanitaria) di chi è inserito nel piano Emergenza Nord Africa della provincia di Reggio Emilia, per tutte le nazionalità (ad es. a Bologna  e a Rimini tutti i cittadini nigeriani hanno ricevuto il titolo di viaggio).

Invitiamo tutte e tutti a partecipare!

I MIGRANTI DALLA LIBIA E LE ASSOCIAZIONI OTTENGONO INCONTRO CON IL CAPO GABINETTO DELLA PREFETTURA

Si è svolto oggi sotto la Prefettura il presidio organizzato dall’ass. Città Migrante, Gruppo Emergency Reggio Emilia, ass. Ga3 insieme ai migranti provenienti dalla Libia che sono accolti all’interno del Piano Emergenza Nordafrica nella provincia di reggio Emilia. Il sit-in, molto partecipato, si è tenuto nelle giornate di mobilitazione con i rifugiati lanciata dall’appello del Progetto Meting Pot Europa. I migranti e le associazioni hanno chiesto un incontro con la Prefettura per portare richieste e proposte precise rispetto a quella che dovrebbe essere la conclusione della gestione “Emergenza Nordafrica”. Mancano ormai pochi giorni al 28 febbraio e le questioni urgenti sono ancora molte.
Verso le 12 una delegazione dei migranti dalla Libia insieme alle associazioni sono stati ricevuti dal Capo del Gabinetto Orru’. Al tavolo sono state discusse le richieste/proposte, presentate anche per iscritto.
Il primo punto riguarda la residenza per tutti mi migranti provenienti dalla Libia accolti nelle provincia di Reggio Emilia, in quanto ad oggi ancora comuni della provincia non riconoscono il diritto all’iscrizione angrafica se la persona è sprovvista di passaporto o titolo di viaggio.
Il secondo punto è la necessità del rilascio del titolo di viaggio, ad oggi molte persone non hanno il titolo di viaggio (in particolar modo i cittadini nigeriani del Bangladesh e del Burkina Faso ).
Il terzo ma non sicuramente ultimo punto è il 28 febbraio, data in cui viene decretata la fine della cosidetta Emergenza Nordafrica. Per i migranti provenienti dalla Libia , non sono state create le condizioni minime per iniziare un percorso autonomo.Per questo è necessario garantire, attraverso i comuni in cui sono accolti e coinvolgendo Provincia e Regione, dei percorsi di inserimento sul territorio dopo il 28 febbraio.
Infine è stato ribadito come 500 euro di uscita non siano di certo sufficienti per poter intraprendere un qualsiasi tipo di percorso.
Il capo del gabinetto si è fatto carico di sollecitare i comuni della provincia di reggio Emilia affinchè procedano all’iscrizione angrafica dei migranti accolti nei diversi comuni, di portare all’attenzione della questura la questione del rilascio del titolo di viaggio, e di stimolare percorsi di inserimento.
Il capo del Gabinetto ha inoltre fatto sapere che, dopo aver portato le questioni discusse all’interno dei vari organi proposti farà un resoconto alle associazioni e ai migranti provenienti dalla Libia, questo nel giro di pochi giorni.

Gli interventi video e le foto durante il sit-in dal sito del Melting Pot

 

LA CRONACA DELLA MANIFESTAZIONE CON I MIGRANTI PROVENIENTI DALLA LIBIA

Nella settimana in cui si celebra la giornata del migrante a Reggio Emilia si è svolta la manifestazione con i migranti provenienti dalla Libia lanciata dall’Ass. Città Migrante, Ass. Città Migrante, Ass. GA3, Gruppo Emergency Reggio Emilia, Laboratorio Aq16.
Il corteo che ha attraversato le vie del centro storico della città è stato ricco di interventi. I migranti hanno reclamato a gran voce diritti dignità e futuro. Il leit motiv della giornata: “Non più profughi ma cittadini” a partire dal riconoscimento della residenza nel Comune di Reggio Emilia.
Ad oggi, infatti, il comune di Reggio Emilia, così come molti comuni della provincia, non riconosce la residenza ai richiedenti asilo violando un diritto fondamentale e negando così l’accesso alla cittadinanza del luogo in cui queste persone ormai da più di un anno e mezzo stanno vivendo.
Le voci del corteo hanno reclamato garanzie di accoglienza degna dopo il 31 dicembre, data in cui termina il piano Emergenza Nord Africa. Dal microfono è stata letta la lettera dei migranti provenienti dalla Libia che vivono nella città di Bologna in cui invitano tutte e tutti a partecipare al presidio di giovedì 20 dicembre 2012 alle ore 14 sotto alla Regione Emilia Romagna (Viale Aldo Moro 52, Bologna) dove assessori di Comuni, Province e Regione si incontreranno nella “Cabina di Regia” per stabilire l’ “exit strategy”.

Le voci dal corteo e la galleria fotografica
dal sito www.meltingpot.org

L’articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 17 dicembre 2012

MANIFESTAZIONE CON I MIGRANTI PROVENIENTI DALLA LIBIA – 16 DICEMBRE

NON PIU’ PROFUGHI MA CITTADINI
DIRITTI DIGNITA’ FUTURO  PER I MIGRANTI PROVENIENTI DALLA LIBIA
Domenica 16 dicembre manifestazione cittadina:
concentramento ore 15 stazione dei treni
(Piazzale Marconi) Reggio Emilia

Nella settimana in cui si celebra la giornata mondiale del migrante saremo al fianco dei migranti provenienti dalla Libia che vivono nella provincia di Reggio Emilia ormai da più di un anno e mezzo. Vogliamo attraversare le vie della città per reclamare il diritto ad essere a pieno titolo riconosciuti come parte di queste città e non più come “profughi”.
Uomini e donne in fuga dalla guerra in Libia sono stati utilizzati dal governo xenofobo di destra e dal ceto politico-amministrativo del “centro-sinistra” per creare un’emergenza che, come più volte è stato evidenziato non è stata oggettiva e imprevista ma voluta, creata e sfruttata. I numeri delle persone che sono arrivate in Italia infatti non hanno avuto nulla di eccezionale.  L’Italia ha 60 milioni di abitanti e gli stranieri sono già 4,5 milioni. Dalla Libia sono arrivate circa 20 mila persone: parlare di emergenza è ridicolo e falso.
All’interno del Piano Accoglienza Emergenza Nord Africa il Governo in accordo con Regioni, Provincie e Comuni ha distribuito gli arrivi in proporzione al numero di abitanti delle varie province. Il compito di organizzare la dislocazione dei cittadini stranieri nelle singole regioni è stato affidato alla Protezione Civile.
Centinaia di enti in tutta Italia, con modalità e standard disomogenei, provvedono alla loro ospitalità.
In tutta la provincia di Reggio Emilia arrivano poco meno di 200 migranti.
I migranti provenienti dalla Libia,  hanno dovuto fare richiesta di asilo, unica possibilità a loro concessa dallo stato per avere ospitalità ed essere regolari nel territorio italiano. Non sono libici ma sono nati in Somalia, in Eritrea, in Ghana, in Nigeria, nel Mali, nel Ciad, in Sudan, in Costa d’Avorio, in Bangladesh in Pakistan o nel Burkina Faso. In Libia tanti di loro avevano un lavoro.
Dopo molti mesi di esasperante attesa, le commissioni hanno iniziato le audizioni e molte delle richieste di asilo vengono rifiutate, inizia l’iter dei ricorsi. Il rischio è la clandestinità.
Per questo abbiamo promosso e sostenuto anche a Reggio Emilia la campagna Diritto di scelta per il rilascio di un titolo di soggiorno umanitario a tutti i migranti provenienti dalla Libia.  Se avessero avuto quel permesso un anno fa avrebbero potuto cercare lavoro, essere più autonomi, uscire dall’assistenza passiva. Ma le autorità italiane non lo hanno voluto, per scelta politica!
Siamo oggi vicini al 31 dicembre data in cui viene decretata la fine dell’accoglienza e – solo ora! – inizia il rilascio dei permessi di soggiorno per motivi umanitari, fuori tempo massimo e con un meccanismo piuttosto complesso, non è di certo sufficiente per tracciare un bilancio positivo.
Per questo chiediamo garanzie di accoglienza degna per i migranti provenienti dalla Libia e prospettive di futuro per chi oggi vive nella provincia di Reggio Emilia.
Sono persone che da un anno e mezzo vivono tra noi, a Reggio, a Baiso, Brescello, Bibbiano, Guastalla , Cavriago, Scandiano, Montecchio, Novellara….etc. Ma per le autorità restano sulla soglia ed a gennaio rischiano d’esser messi fuori dalla porta.
Oggi manifestiamo a Reggio Emilia perché ancora il Comune, così come la maggior parte dei Comuni della provincia, non riconosce il diritto alla residenza dei richiedenti asilo che pure sono stati accolti volontariamente dallo stesso Comune.
Nonostante ci siano leggi chiare e la Regione Emilia-Romagna abbia inviato una nota agli enti locali per chiedere di applicarle e garantire l’accesso ai servizi- sottolineando che i cittadini stranieri richiedenti asilo e i titolari di protezione internazionale hanno diritto all’iscrizione anagrafica se dimostrano di avere una dimora abituale in Italia (e le persone di cui parliamo stanno lì da un anno e mezzo, dove li ha mandati la Protezione Civile) ad oggi nella maggior parte dei Comuni della provincia di Reggio Emilia i richiedenti asilo non vengono iscritti nella popolazione residente in quanto viene chiesto loro il passaporto.
Una cosa illogica: un richiedente asilo fugge in fretta, è quasi sempre sprovvisto di passaporto e impossibilitato a chiederlo in ambasciata. E’ invece la questura che ne accerta, riconosce l’identità. E infatti ha dato a tutti un regolare permesso, per quanto ancora temporaneo.
La residenza è un requisito fondamentale per l’accesso ai servizi sociali locali ed ai diritti fondamentali della persona ma è anche un primo passo perché queste persone non siano più profughi ma cittadini a pieno titolo.
Per questo è necessario ed urgente che il Comune di Reggio Emilia, così come quelli che ancora non lo fanno, riconosca immediatamente il diritto alla residenza. In Emilia Romagna  a Piacenza, Parma, Ravenna, Rimini ed anche in altri comuni è stata data la residenza: cosa aspetta Reggio, un comune che invece su altri aspetti dell’accoglienza  è stato attivo, cercando almeno di ridurre le aberrazioni della fallimentare gestione di emergenza?
La residenza è’ il minimo da cui partire per costruire un futuro di dignità e diritti e una battaglia per i diritti e la dignità riguarda direttamente ognuno di noi,
A Reggio Emilia siamo stati in tanti a sostenere fin da subito il percorso di accoglienza dei migranti provenienti dalla Libia, dagli operatori del settore, a quelli in ambito sanitario, ai legali che seguono i ricorsi, ai volontari, agli attivisti, alle scuole di italiano. Ora è necessario che tutti insieme ci mettiamo la faccia perché i migranti provenienti dalla Libia non siano più profughi ma cittadini e che sia garantita accoglienza degna e percorsi dopo il 31 dicembre perché tutto quello che abbiamo sostenuto ad oggi abbia un senso.
Per questo domenica 16 dicembre invitiamo tutte e tutti ad essere insieme ai migranti provenienti dalla Libia a manifestare per le strade della città.

Ass. Città Migrante, Ass. GA3, Gruppo Emergency Reggio Emilia, Laboratorio Aq16

MANIFESTAZIONE 10 NOVEMBRE

Anche da Reggio Emilia
Diritti Dignità Futuro
per i migranti fuggiti dalla Libia

meeting point: Sabato 10 novembre ore 12.30 Stazione dei treni (RE)
per raggiungere la manifestazione a Bologna
http://www.meltingpot.org/articolo18128.html

LA SITUAZIONE ATTUALE DEI MIGRANTI PROVENIENTI DALLA LIBIA

La conferenza stampa per rendere pubblica la condizione odierna dei migranti arrivati dalla Libia che alloggiano a Reggio Emilia

I video degli interventi e la galleria fotografica

Oggi era previsto l’incontro con la Prefettura e i migranti arrivati dalla Libia insieme alle associazioni Città Migrante, Ga3, ASNOCRE, Emergency Reggio Emilia, Amnesty International Reggio Emilia, Pollicino Gnus, Parecipazione, Jahspora Crew e la Cooperativa Dimora di Abramo che gestisce l’accoglienza. La richiesta di incontrare un rappresentante della Prefettura è perchè venga trasmessa formalmente la richiesta di rilasciare un titolo di soggiorno ai migranti provenienti dalla Libia indipendentemente da quale sia l’esito della loro domanda di asilo così come chiesto dalla petizione #dirittodiscelta e ormai sottoscritta da oltre 11mila persone fra cui ammministratori, associazioni, artisti e singoli cittadini.
Per problemi tecnici l’incontro è stato spostato a data da definirsi.
Nell’attesa del nuovo appuntamento con il Prefetto si è svolta la conferenza stampa con i migranti arrivati a Reggio Emilia dopo lo scoppio della guerra in Libia per rendere nota qual’è la situazione a ormai un anno di distanza.
In particolare dai dati forniti dalla Protezione Civile di Reggio Emilia, nella provincia sono ospitati 198 persone e sono state attivate 36 strutture.
Nel territorio sono state messe in campo diverse risorse a partire dalla Cooperativa Dimora di Abramo che gestisce l’accoglienza ed accompagna i migranti nell’iter legislativo, alle associazioni e reti territoriali che hanno messo in campo una serie di inizative di scambio e incontro con la cittadinanza, alla rete Diritto di parola che ha promosso corsi di italiano. Attualmente molti migranti frequentano il ctp (Centro Territoriale Permanente).
Ogni risorsa e ogni sforzo risulteranno vani senza la prospettiva di un titolo di soggiorno. Perchè pur provenendo dalla Libia non sono nati in Libia. A Reggio le principali nazionalità sono Nigeriana e Maliana.
Spesso (non sempre certo) le storie dei paesi di provenienza e quelle soggettive non rientrano nella normativa sull’asilo perchè sia rilasciata una forma di protezione, e molte delle domande rischiano di essere rigettate, come sta avvenendo anche a Reggio Emilia. Nello specifico sono attualmente arrivati 13 esiti alle domande di asilo, fra cui 4 hanno ricevuto una forma di protezione e 9 domande sono state diniegate, al momento la percentuale nella nostra provincia è del 70% dei dinieghi.
Siamo consapevoli che in questo modo le persone non torneranno al paese di origine ma andranno ad ingrossare le fila dei clandestini, quindi persone costrette all’irregolarità, al lavoro nero, consegnate ai circuiti dello sfruttamento, della criminalità e non da ultimo della criminalità organizzata.
Tutto questo può essere evitato rilasciando un titolo di soggiorno umanitario come da più parti si sta chiedendo. E’ ora una necessità sempre più impellente.