CONTRO LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA CONTRO LO SFRUTTAMENTO PER I DIRITTI DEI LAVORATORI

A breve avrà luogo la terza udienza del processo a carico di un’attivista dell’associazione Città Migrante. (data ancora da stabilirsi).
Nel frattempo invitiamo tutti a mobilitarsi sabato 11 luglio contro il pacchetto sicurezza partecipando alla manifestazione indetta dall’assemblea io non ho paura

La parte dell’attività dell’associazione che viene messa sotto processo

L’associazione Città Migrante, fra le tante attività, gestisce già da anni uno sportello informativo rivolto ai cittadini di origine straniera. Le persone si rivolgono allo sportello per diverse necessità che vanno dal rinnovo del permesso di soggiorno, alla domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare, alla richiesta di cittadinanza, a quella di asilo politico e tante altre pratiche.

Molte sono anche le segnalazioni di discriminazioni che i cittadini migranti subiscono nella nostra città. Fra queste moltissime sono state quelle di sfruttamento della manodopera migrante e soprattutto irregolare. L’associazione ha in questo modo la possibilità di monitorare quello che succede nel proprio territorio e non solo di accompagnare i migranti che chiedono aiuto nella risoluzione dei casi ma di denunciare pubblicamente ciò che avviene troppo spesso e di cui troppo poco si parla, di analizzarne le cause e di capire il meccanismo perverso del governo delle migrazioni e le conseguenze che questo ha su tante vite.

Perché sono così tante le denuncie di discriminazioni nel mondo del lavoro che ci vengono portate dai cittadini di origine straniera, arrivando fino alla riduzione in schiavitù?

La legge sull’immigrazione prevede che una delle condizioni indispensabili per il rinnovo del permesso di soggiorno sia il lavoro. Inoltre il contratto di lavoro determina la durata del permesso di soggiorno. Questo significa non poter poi accedere ad alcuni servizi, come per esempio l’edilizia residenziale pubblica che prevede come uno dei requisiti un minimo di due anni di durata del permesso di soggiorno. Questo strettissimo legame fra soggiorno e lavoro viene ulteriormente evidenziato dall’art 5 bis del Testo unico che prevede l’obbligo della stipula del contratto di soggiorno. Questo strettissimo vincolo legislativo fra permesso di soggiorno e lavoro mette il lavoratore migrante in una posizione subalterna e di possibile ricattabilità da parte del datore di lavoro. Questo perché il cittadino di origine straniera può trovarsi costretto ad accettare lavori sottopagati o a lavorare in condizioni di disagio, a non far valere i propri diritti in quanto lavoratore proprio perché dal suo contratto di lavoro dipende la regolarità del soggiorno nel territorio italiano.

Molte volte ci siamo sentiti dire al nostro sportello: non posso lasciare il lavoro perché il mio permesso di soggiorno sta per scadere. Per esempio da parte di assistenti familiari che vivono condizioni di forte disagio lavorativo all’interno delle famiglie costrette a lavorare senza giorno di riposo o a dormire nella stessa stanza della persona che assistono.

Oggi , dentro la crisi, il nesso tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro mostra la sua natura di dispositivo che punta a disciplinare violentemente la mobilità dei migranti, introducendo al tempo stesso una spaccatura e una divisione all’interno della composizione del lavoro. La crisi globale che stiamo attraversando non manca e non mancherà in futuro di avere pesanti ripercussioni anche per quanto riguarda la vita dei migranti e più in generale sui fenomeni migratori.

Se sempre l’immigrazione è stata considerata “utile”(intendiamo da un punto di vista di produzione economica), oggi la crisi e la conseguente chiusura di aziende, fabbriche, cooperative, industrie, pone un problema nuovo: migliaia di persone verranno licenziate e per gli immigrati ci sarà anche la perdita del titolo di soggiorno. Che ne sarà di questi lavoratori, in larga parte già formati e professionalizzati, che dovranno essere espulsi per poi riassumerne altri
quando ci saranno fasi di ripresa? La legislazione prevede un permesso di soggiorno per attesa occupazione della durata di sei mesi. E se in questi sei mesi il migrante non avrà una nuova occupazione si troverà nella condizione di soggiorno irregolare. Come abbiamo detto questo costringe il migrante a dover accettare ogni forma e condizione di lavoro.

Dentro allo scenario della crisi si stanno riscrivendo nuove regole, fra cui quelle che avranno un violento impatto negativo sulla vita dei migranti. Parliamo del ddl733 (pacchetto sicurezza). Ci sono moltissime norme che vanno a restringere il campo dei diritti dei migranti. Soprattutto per quelli che già sono qui. Pesanti restrizioni per i ricongiungimenti, tasse per il rinnovo del permesso di soggiorno , permesso di soggiorno per contrarre il matrimonio, nuovi criteri per l’iscrizione anagrafica, trattenimento nei cpt per 6 mesi, permesso di soggiorno a punti ed anche il reato di ingresso e soggiorno illegale.

Abbiamo fino ad ora parlato di quei migranti che vengono definiti regolari, cioè provvisti di un permesso di soggiorno. Ma quando ci troviamo a parlare con i migranti ci rendiamo conto come periodi di soggiorno irregolare siano la normalità. La maggior parte di migranti che oggi sono regolari lo sono grazie a sanatorie (l’ultima è stata nel 2002) o decreti flussi utilizzati come regolarizzazioni. Che cosa significa questo?

Abbiamo prima detto che il soggiorno è strettamente legato al lavoro ma non è esatto il contrario. Cioè il solo fatto di avere a disposizione un lavoro o un datore di lavoro disponibile a regolarizzare la posizione non danno il diritto ad un soggiorno regolare. La disposizione dei flussi di ingresso è regolata dall’art 3 del Testo unico. Si tratta dei tanto conosciuti decreti flussi. Il decreto flussi stabilisce le quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello stato per lavoro subordinato, autonomo e stagionale. La normativa prevede che la domanda di assunzione attraverso il decreto flussi sia inoltrata per un lavoratore residente all’estero ma, come noto, la maggior
parte delle richieste avviene in realtà per migranti che già vivono e lavorano
nel territorio italiano dal momento che non vi sono altri canali di regolarizzazione del soggiorno. Questo è facile anche da immaginare perché
sarebbe molto improbabile che un datore di lavoro sia disposto ad assumere una persona che non ha mai visto e conosciuto prima. Sebbene presente in Italia, una volta ricevuto il nulla osta il lavoratore deve ritornare al paese di
origine per ritirare il visto di ingresso per motivi di lavoro intraprendendo un
viaggio clandestino a ritroso con il rischio di incorrere in un provvedimento
di espulsione. Innanzitutto le domande inoltrate hanno sempre superato di un gran numero le quote messe a disposizione, quindi questo crea una gara di chi prima inoltra la domanda. Ma non è tutto qui. L’iter è molto lungo e complicato e non sempre va a buon fine, per esempio se il migrante ha già avuto un provvedimento di espulsione il suo visto di ingresso o il suo futuro permesso di soggiorno per motivi di lavoro molto probabilmente verranno bloccati.
Infatti non a caso si è parlato della lotteria del decreto flussi. Molte volte capita anche che il datore di lavoro non è disposto ad aspettare i tempi di ri-ingresso del lavoratore (anche di più di un anno dall’inizio della procedura) e il lavoratore si trova costretto ad “acquistare” un lavoro alimentando il mercato nero e gli sfruttatori di esseri umani. (Abbiamo conoscenza di pagamenti fino ad 8000 euro per domande di assunzione tramite decreto flussi). I fortunati che vincono la lotteria intraprendono il viaggio clandestino a ritroso e in molti casi pagano per riuscire ad ottenere prima della scadenza del nulla osta (6 mesi) un appuntamento all’ambasciata per ritirare il visto di ingresso riempiendo ancora una volte le tasche dell’economia sommersa.

Durante l’ultimo decreto flussi (2007) a Reggio Emilia sono state inoltrate a Reggio Emilia 13.563 domande di assunzione, i posti disponibili sono meno di 1/3. Questo dato è significativo per comprendere la dimensione del fenomeno del lavoro nero, della clandestinità forzata, dell’assenza di procedure di emersione dall’irregolarità che tocca anche la nostra città.

L’irregolarità e di conseguenza il lavoro nero non sono quindi effetti collaterali ma bensì strutturali. Viene quindi naturale chiedersi che utilità hanno questi soggetti privi di permesso di soggiorno nel mercato del lavoro?Queste persone sono di fatto, dal punto di vista sociale, ricattabili. Predisposte cioè al lavoro in nero e di conseguenza sfruttabili senza ritegno, “sospese” dal diritto.

La ricattabilità nei posti di lavoro a partire da chi un permesso di soggiorno non ce l’ha ed è costretto ad alimentare le tasche dell’economia sommersa lavorando sottopagato e sfruttato a chi deve rinnovare il permesso di soggiorno ed accetta condizioni di lavoro svantaggiate, alle diverse tipologie di contratto che pongono forme di stratificazione e differenziazione all’interno del mondo lavoro non fanno altro che regolamentare il mercato del lavoro riducendo in questo modo la sfera complessiva dei diritti di tutti.

Perché il processo? Città Migrante contro la criminalità organizzata, contro lo sfruttamento nel mondo del lavoro.

Molti lavoratori di origine straniera in maggior parte senza permesso di soggiorno hanno lavorato, soprattutto nel settore dell’edilizia senza ricevere il compenso (o a volte solo una parte) per la prestazione svolta.

In poche parole lavoro gratis. Città Migrante ha deciso di sostenere quei lavoratori che con coraggio e stanchi di sentirsi dire : denunciami pure tanto sei un clandestino sono usciti allo scoperto per riprendersi un diritto base, che dovrebbe essere scontato: la paga al lavoro. L’associazione insieme a questi lavoratori ha intrapreso un percorso di denuncia pubblica e di
assistenza legale con l’appoggio di un avvocato presentando richiesta di
convocazione fra le parti presso la direzione provinciale del lavoro, quello
che viene chiamato tentativo di conciliazione per poter poi intraprendere una causa nel caso in cui appunto la conciliazione non vada a buon fine.

Il direttore della Direzione Provinciale del lavoro di Reggio Emilia dichiara che i lavoratori hanno posto un’istanza ma non avevano i requisiti per porla. I “clandestini” non possono attivare il tentativo di conciliazione previsto dall’art n. 410 del Codice di Procedura Civile presso la nostra direzione né tanto meno, in egual misura, il tentativo di conciliazione con l’art n. 411 presso un’organizzazione sindacale.
In realtà non si trova scritto da nessuna parte quanto dichiarato dal Direttore
della Dpl di Reggio Emilia. Si può inoltre aggiungere che nell’ordinamento
italiano esistono delle norme che possono essere applicate anche ai lavoratori irregolari. Queste risalgono al Codice Civile del 1942, in particolare, gli artt n. 2126 e n. 2116, costituiscono la base giuridica per garantire al lavoratore, anche se clandestino, come a tutti i lavoratori impiegati irregolarmente sul territorio italiano, il diritto di recuperare le differenze fra quanto avuto dal datore di lavoro e quanto sarebbe dovuto in applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali. E’ quindi prevista nel nostro ordinamento la possibilità, anche per i clandestini, di avviare vertenze per il recuperodel salario dovuto.

L’associazione ha più volte denunciato questo gravissimo fatto provocando anche la reazione dei Giuristi democratici che hanno scritto una lettera al direttore della Dpl e all’allora Ministro del lavoro. Purtroppo nonostante la campagna lanciata da Città Migrante le forze sociali che si occupano di lavoro e le istituzioni sono rimaste in silenzio di fronte a questa pesante affermazione e presa di posizione della Direzione provinciale del lavoro, atteggiamento che tutt’ora è in corso e che istituzionalizza la schiavitù, una legge però non ancora attiva ma a Reggio Emilia già effettiva. Reggio Emilia porta con se questo orribile primato nonostante venga più volte citata come città dalle buone prassi soprattutto in tema di integrazione. Forse non tutti sanno che è avanguardia nell’applicazione del pacchetto sicurezza, non solo nel divieto di manifestare in centro storico nel fine settimana ma anche nell’impedire il tentativo di conciliazione e i matrimoni per chi non ha il permesso di soggiorno. L’entrata in vigore del pacchetto sicurezza prevedrà l’esibizione del permesso di soggiorno per gli atti civili e quindi anche per il tentativo di conciliazione presso le direzioni provinciali del lavoro di
tutta Italia rendendo effettivamente gli irregolari schiavi per legge e il permesso di soggiorno per poter contrarre matrimonio. A Reggio Emilia l’ufficio matrimoni, già dall’estate scorsa chiede il permesso di soggiorno, che non è ostativo al matrimonio, ma in caso che non venga esibito la persona viene segnalata alla questura, cosa che naturalmente scoraggia i matrimoni. Quando a Reggio Emilia si vantano i matrimoni misti come fatto di integrazione si dovrebbe anche parlare del perché siamo avanguardia di
questa norma del pacchetto sicurezza.

Lo sfruttamento della manodopera irregolare è un fenomeno diffuso basta pensare ai rapporti di medici senza frontiere o per esempio alle inchieste del giornalista Fabrizio Gatti. Condizioni di sfruttamento assimilabili alla schiavitù. Queste non riguardano soltanto il sud del nostro paese ed il lavoro agricolo.

Da novembre 2007 a gennaio 2008 tanti sono stati i lavoratori soprattutto di origine egiziana e moldava che ci hanno denunciato situazioni paragonabili alla schiavitù e si sono susseguiti una serie di casi che riportavano sempre il nome della stessa ditta: Ital Edil. Questi lavoratori hanno deciso di organizzarsi e di denunciare la situazione e come associazione li abbiamo sostenuti. Oltre ad una battaglia legale si è deciso di uscire allo scoperto perché questo fenomeno diventasse patrimonio e conoscenza di tutti.

Il 25 febbraio 2008 gli attivisti dell’associazione Città Migrante insieme ai lavoratori hanno indetto un presidio con conferenza stampa per reclamare una cosa che dovrebbe essere scontata: il diritto ad essere pagati per le prestazioni lavorative effettuate.
Diverse persone dipendenti da Ital Edil, azienda edile di Reggio Emilia, hanno
infatti denunciato di non aver ricevuto il salario pattuito per il lavoro
svolto.
Il presidio è avvenuto davanti alla sede di Technological Building 7, poiché
gran parte del personale che prima lavorava negli uffici di Ital Edil (la cui sede era stata abbandonata misteriosamente) esercitava ora la propria attività negli uffici di questa seconda ditta.
L’incontro di febbraio si è concluso, dopo circa un’ora di trattative, con la promessa dell’azienda di ricevere i lavoratori entro venerdì 29 febbraio per trovare una soluzione ai loro problemi.
Così non è stato. Dopo qualche tempo, è arrivata, al contrario, una querela con una richiesta di risarcimento di 20.000 euro. Le accuse sono: diffamazione, ingiuria, interruzione di servizio commerciale. Si noti che, durante il presidio di febbraio, una delegazione aveva semplicemente suonato il campanello e salito le scale dopo che le era stata aperta la porta presso gli uffici della Technological Building 7. Aveva quindi espresso verbalmente le proprie richieste e perplessità, dialogando con alcuni interlocutori prestatisi alla conversazione volontariamente.
In quell’occasione lo striscione che accompagnava il picchetto recitava: “Chi è l’irregolare? Lo sfruttato o lo sfruttatore?”. A questa domanda retorica
rispondono i permessi di soggiorno avuti, tramite l’articolo 18 del testo unico
sull’immigrazione (rilascio del permesso di soggiorno per motivi di grave
sfruttamento e racket), da migranti irregolari che avevano prestato servizio
senza ricevere compenso presso la ditta Ital Edil s.r.l. e l’inchiesta aperta dalla magistratura che fino ad ora ha portato agli arresti domiciliari di alcuni dei responsabili della ditta. Una persona era appunto la stessa che abbiamo incontrato personalmente il 25 febbraio del 2008 all’interno della sede
della Technological Building 7. Oltre a questo il fatto di essere usciti
pubblicamente ha permesso a tanti altri lavoratori sfruttati di avere il coraggio di denunciare. Tante sono state le terribili storie che questi lavoratori ci hanno poi raccontato. Purtroppo questo non è un film, non avviene dall’altra parte del mondo. È proprio a casa nostra che tutto questo sta succedendo e il silenzio è assenso. Non vogliamo essere complici di questo sistema, non abbiamo paura di denunciare. Ancora una volta Not in my name.

Queste sono alcune delle ombre, delle zone oscure di cui troppo spesso è conveniente non parlare e non portare alla luce.

Zone buie che Città Migrante continua a denunciare, a sollevare il coperchio di una pentola che è in ebollizione e proprio per questo si trova oggi sotto processo, un processo che dovrebbe riguardarci tutti come parti sociali ma anche come cittadini che vogliono essere liberi dallo sfruttamento,
liberi dalla criminalità organizzata, perché tutti abbiamo una famiglia e se
tutti ci assumessimo la responsabilità di denunciare un sistema malato saremmo sicuramente più sicuri, sicuri di non essere sfruttati e sottopagati, sicuri di vivere in una città dove siano la criminalità organizzata e il razzismo
istituzionale a non avere cittadinanza. Per questo invitiamo tutti alla
manifestazione contro il pacchetto sicurezza che si terrà sabato 11 luglio alle
ore 18. a Porta Santa Croce a Reggio indetta dall’assemblea io non ho paura e a sostenere le spese legali dei lavoratori che continuano a denunciare situazioni di sfruttamento facendo un versamento al conto corrente intestato all’associazione di volontariato Città Migrante presso Banca Popolare dell’Emilia Romagna sede di Reggio Emilia IBAN: IT68V0538712800000001851154

MANIFESTION 1 MAI 2009

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SI C’EST PAS TOI, QUI? SI C’EST PAS AUJOURD’HUI, QUAND? DEMAIN CE SERA TROP TARD : 1° MAI DE LUTTE

Nous
sommes ceux qui avons manifesté dans les rues de Reggio Emilia le 1° mai 2007
contre l’exploitation de la main d’oeuvre clandestine, nous sommes ceux qui
après différentes mobilisations sommes de nouveau descendus dans la rue, sur la
place un an plus tard, lors du 1° mai migrant. Cette année aussi nous voulons
remplir les rues de notre ville. Une année particulière que depuis que nous
habitons sur ces terres, nous n’avions encore jamais vu. La crise que nous
sommes en train de traverser est historique et concerne beaucoup d’entre nous,
travailleurs immigrés et travailleurs italiens. Nombreuses sont les personnes
au chômage technique, nombreux sont ceux qui ont déjà perdu leur emploi et qui
ne réussissent pas à en trouver un autre. Les versements pour les emprunts qui
s’accumulent, les retards de paiement pour le loyer qui augmentent, les
factures à payer, les courses et le travail qui ne vient pas rendent la vie de
chacun de nous désormais insoutenable. Nous sommes nombreux à payer le prix de
cette crise, une crise que nous n’avons pas généré. Les étudiants paient les
supressions des aides pour l’instruction, perdant ainsi des droits dans le
monde de l’éducation et les fonctionnaires subissent le licenciement des
précaires qui accroît le manque de personnel, nous immigrés, en perdant notre
emploi nous perdons aussi le permis de séjour et de cette façon les situations
irrégulières continueront à augmenter avec alors de graves répercussions à
l’intérieur du tissu social. Et pendant ce temps là le gouvernement offre de
l’argent aux banques, aux industriels et aux agents financiers.  Cette situation a créé un clima de peur
trouvant des réponses rapides dans la soi disant guerre des pauvres où il est
de plus en plus facile d’attaquer le plus faible au lieu de s’en prendre aux vrais
responsables, puissants et riches. Il est plus simple et moins compromettant de
penser que c’est le voisin qui nous vole ce qui nous est du. Mais le voisin en
question est en réalité dans la même situation que nous, il vit les mêmes peurs
et il est en train d’essayer de survivre dans le même monde que le nôtre. Et
c’est justement dans ce clima de peur que naît “il pacchetto sicurezza”. Mais
sécurité de qui, sécurité pour qui ? Qui se sent plus en sécurité si nous les
immigrés nous payons plus cher pour obtenir un permis de séjour, si nous sommes
ici sans notre famille parce que les conditions pour obtenir le regroupement
familial sont de plus en plus restreintes, si les médecins pourront dans le
futur dénoncer les sans papiers qui demandent des soins, si les manifestations
deviennent interdites, si les grèves deviennent uniquement virtuelles ? La
seule certitude qui nous reste est celle de perdre nos droits. C’est dans ce
même clima qu’ici, dans une ville comme Reggio Emilia commencent à apparaître
des mouvements d’extrême droite comme la nouvelle librairie fasciste Casa
Pound. Nous pensons que pour répondre à ce clima de peur, il faut abbattre le
mur de la méfiance et de l’indifférence avec la solidarité, il faut combattre
contre un énnemi plus grand mais aussi quotidien. C’est pour cela que nous
invitons le 1°mai 2009 toutes et tous, travailleurs immigrés, italiens,
travailleurs au chômage technique, chômeurs, étudiants, enseignants, médecins,
mais aussi tous les habitants qui ont envie de crier “je n’ai pas peur, je
manifeste, je sors, moi des rondes je n’en veux pas, je suis là et cette crise
je ne la paie pas. Pour que le 1°mai 2009 soit une journée de lutte.

 

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MANIFESTION 1 MAI 2009  

 

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Rendez vous 
14h00 place Marconi (stazione F.S./gare)

 

POUR STOPPER LE RACISME
INSTITUTIONNEL ET LE PACCHETTO SICUREZZA
 

POUR DIRE NON AUX RONDES 

POUR AVOIR LE DROIT DE
MANIFESTER LE SAMEDI ET LE DIMANCHE DANS LE CENTRE DE REGGIO EMILIA

POUR LE MAINTIEN DU PERMIS DE
SEJOUR MEME EN CAS DE PERTE DE L’EMPLOI
 

POUR RENEGOCIER L’EMPRUNT EN
CAS DE PERTE DE L’EMPLOI
 

POUR STOPPER LES EXPULSIONS 

POUR QUE NOUS PUISSIONS TOUS
BENEFICIER DES AIDES SOCIALES
 

NON AU DELI DE CLANDESTINITE 

POUR LE MAINTIEN DE
L’INTERDICTION DE DENONCER DES IMMIGRES SANS PAPIER QUI CONSULTENT DES
STRUCTURES SANITAIRES ET POUR LE DROIT AUX IMMIGRES CLANDESTINS DE RECONNAITRE
LA NAISSANCE DE LEURS ENFANTS.
 

POUR LA FERMETURE DES CIE (cpt)

POUR LA GARANTIE D’AVOIR ACCES AU DROIT ASILE 

 

 

1 OF MAY 2009

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IF
NOT YOU, WHO? IF NOT NOW, WHEN?

TOMORROW
IS TOO LATE!

1 OF
MAY 2009

We are the same people that demonstrated on the
streets of Reggio Emilia the first of May 2007 against the exploitation of
clandestine manpower, the ones that after several mobilizations one year later marched
through the city on the migrant first of May.  

Even this year we want to fill the streets of
our city. It’s a particular year, and we are experiencing things that we hadn’t
yet encountered since we live these lands. The crisis that we are passing
through signs an epoch and it co involves many of us, migrant workers and
Italian workers. Many are the people depending on the wages guarantee fund,
many are the people that have already lost there work and that can’t find
another. The installments of the loan that accumulates, the impossibility to
pay the bills because of the increasing rents, the bills to pay and the work we
can’t find makes our everyday lives unsustainable. We are in many to pay the
price of this crisis, a crisis that we haven’t caused. The students pay the
financial cuts on the school loosing rights in the education system and the
public workers suffer the discharge of precarious workers increasing the crisis
of staff, us migrants loosing our jobs we will also loose our permission to
stay and in this way the irregularity will continue to increase with heavy
repercussions in the social sphere. Meanwhile, the Government gives money to
the bancs, to the industrial powers and to big financers.

This situation have generated a social climate
of fear, which many time finds simplistic answers in the so called war amongst
poor were it becomes easier to attack the most vulnerable instead of raging
against the responsible, the potent and the rich. It’s easier and less
challenging to think that it’s our neighbor that robs us from what should be
ours. But that neighbor in reality is in our own situation, lives the same
fears and is trying to survive in the same world. And it’s in this climate of
fear were the “package of security” is born. But the security of who, security
for who? Who will feel more secure if us migrants pay more money for our
permission to stay, if we live here without our families because the parameters
that enables us to rejoin gets restricted, if the doctors will have to report
people without documents that ask for healthcare assistance, if there will be
prohibitions against manifestations, if the strikes only can be virtual?

The only security that remains is that too
loose our rights.

In this climate, even in a city like Reggio
Emilia, the right wing movements like the newly opened fascist library of Casa
Pound.

We think that the answer to this climate of
fear is to tear down the wall of distrust and indifference with solidarity, and
to fight together against a bigger enemy, the enemy that we really have in
common. Therefore on the first of May we invite everybody, migrant and Italian
workers, people depending on the wages guarantee fund unemployed, students,
teachers and healthcare workers but also all the citizens that want to shout
out loud I don’t feel afraid, I demonstrate, I go out, I don’t want the
militarization of the public spaces, I’m here and I wont pay this crisis, for a
first of May 2009 of struggle.
 

 

1 OF
MAY 2009, MEETING POINT 14.00

IN THE TRAIN
STATION (PIAZZALE MARCONI)

 

TO STOP THE INSTITUTIONAL RACISM

TO SAY NO AGAINST THE “RONDE”

FREDOOM OF DEMONSTRATION IN THE CITY CENTER ON
SATURDAY AND SUNDAY

FOR THE MAINTENANCE OF THE MIGRANT VISA EVEN IN
CASE YOU LOOSE THE JOB

FOR THE RE NEGOTIATION OF THE LOANS IN CASE YOU
LOOSE THE JOB

TO STOP THE EVICTIONS

FOR THE POSSIBILITY FOR EVERYBODY TO ENJOY THE
SOCIAL SAFETY NET

NO TO THE CRIMINALIZATION OF CLANDESTINE
MIGRATION

TO MAINTAIN THE PROHIBITION FOR HEALTHCARE
WORKERS TO DENOUNCE MIGRANT WITHOUT DOCUMENTS AND FOR THE POSSIBILITY TO
REGISTER THE BIRTH OF THEIR CHILDREN

FOR THE CLOSURE OF THE CIE’S

FOR THE GUARANTEE TO ACCESS THE RIGHT OF ASYLUM

 

 

 

 

مظاهره الاول من مايو 2009

 

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ليس انت .من؟

ليس اليوم.متي؟

غدا ستكون تاخرت كثيرا.

هذا العام هو عام خاص جدا فمنذ عشنا هنا لم نرى مثله من حيث
الكثير من المشكلات المحيطه

الازمه التي نحياها الان تصيب الجميع ايطاليين واجانب

.الكثير منا قد اجبروا
على ترك اعمالهم

.الكثير منا قد فقدوا وظائفهم

.معدل القروض المستمر
في التراكم يوما بعد اخر

. كميه الفواتير التي
لم تدفع

. زياده معدل الايجارات
المتأخره التي لم تدفع

_ في ظل كل هذه الظروف
والعمل الذي لا ياتي يجعل حياه الفرد منا لا يمكن الدفاع عنها.

فنحن ندفع ثمن هذه الازمه الحاليه مع اننا لم نكن سببا لهذه
الازمه.

*الطلاب يدفعون ثمنها
عن طريق محو الكثير من حقوقهم التعليميه.

*العاملين في القطاع
العام يفقدون وظائفهم.

*نحن المهاجرين بفقدان
العمل سنفقد ايضا تصريح الاقامه وبهذا فان الغير شرعيه ستستمر في الزياده مع عواقب
وخيمه علي النسيج الاجتماعى.

في الوقت ذاته فان الحكومه تهدى الاموال الى اصحاب البنوك
ورجال الصناعه.

 هذا الوضع الذى خلق
مناخا من الخوف والحرب بين الفقراء الضعفاء .

و به فان الازمه تؤثر فقط على الضعفاء وليس علي المسؤلين
الاساسيين لهذه الازمه من اصحاب البنوك وغيرهم.
..

(في هذا الخضم يولد ما يسمى بال

pacchetto
sicurezza

ولكن لمن هذا الامن ؟

*في ظل كل ما سبق.

*في ظل ان المهاجر يدفع
اكثر من قبل للحفاظ علي تصريح الاقامه.

يحيا بدون عائله لانه اصبح من الصعب ان تاتي بعائلتك .

*ان الطبيب قد يرشد عن
المريض الغير مالك للاوراق اذا ذهب للعلاج.

*انهم بدأوا يمنعونا حق
التظاهر .

*انهم قد جعلوا حق
الاضراب افتراضي وليس حقيقى .

*مع كل هذا ان تجد
الفاشيه طويقها للولاده من جديد حيث سمحوا بفتح ما سموه كاظا باوند  كرمز للفاشيه.

(مع كل هذا فان الامن
الوحيد الاكيد المتبقى هو فقدان الحقوق)

***للاجابه علي هذا
المناخ السائد نعتقد انه لكسر حاجز عدم الثقه والامبالاه هو التضامن والكفاح معا
ضد هذه الازمات والذي هى الواقع السائد .

**الاول
من مايو 2009 دعوه للجميع

العمال المهاجرين والايطاليين,العاطلين عن العمل
,الاطباء,المعلمين
.

وكل من يريد ان يصرخ قائلا انا لا اخاف ,انا اتظاهر معبرا عن
رأيى قائلا لا اريد دوريات مراقبه او قيود.

انا هنا وهذه الازمه لن ادفع ثمنها

مظاهره الاول من مايو 2009

التجمع امام محطه القطار الساعه الثانيه ظهرا

1 МАЯ 2009

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font-family:”Times New Roman”;}ЕСЛИ НЕ ТЫ,ТО КТО?ЕСЛИ НЕ СЕЙЧАС,ТО КОГДА? ЗАВТРА
БУДЕТ СЛИШКОМ ПОЗДНО!!!
 

1 МАЯ 2009

Мы те самые,что в
прошлом году вышли на улицы
Reggio Emilia в 2007 году против эксплуатации
нелегальной рабочей силы и через год вышли опять на площадь.

 И в этом году хотим наполнить улицы нашего
города.Это особенный год,сложный для всех,с тех пор как мы здесь живем такого
не видели.Кризис,которы затронул всех,мигрантов,итальянцев.Многие живут на
пособии,но и многие из тех ,что потеряли рабочее место,были уволены и найти другую
работу не могут.Накапливаются проценты по кредиту,долги по аренде жилья
растут,счета 
накапливаются,расходы,расходы и отсутствие работы-вот причины,которые
превратили нашу жизнь невыносимой.Большинство из нас платят этот кризис,кризис
который породили не мы.Студенты платят урезанием рассходов теряя право на
образование,общественных работников уволняют увеличивая нехватку персонала.Мигранты
теряя работу теряют и
Permesso di soggiorno,таким образом пополняя ряды нелегалов.В то же время правительство помогает
банкам,предпринимателям…

  Этот климат порождает всеобщий страх и
панику,находя виновников среди самых слабых и безащитных,в то время как искать
их надо в банках и у богатых.Удобнее и легче всего думать что сосед отбирает у
тебя то, что предназначено тебе.Но дело в том,что сосед находится в таком же
положении как и ты.Живет в том же страхе как и ты.Пытается выжить также как и
ты.Именно на этой почве рождается и процветает такой декрет как “
Pacchetto sicurezza”.Но в безопасности живет кто?Безопасность для кого?Кто и как чуствует себя
в большей безопасности если мигранты будут платить больше денег за  
Permesso di soggiorno?Кто и как будет в большей безопасности
если мигранты находясь вдали от дома и детей становится трудней воссоединить
семьи,если врачи будут заявлять на нелегальных мигрантов,если забастовки
становятся виртуальними и протестовать нельзя?

  Единственная безопасность-это утеря прав для
всех.

  Этот климат порождает такие новые явления в Reggio Emilia как фашисткий книжный магазин “Casa paund”.

  Ответ этому климату может быть снос стены
недоверия и равнодушия используя солидарность для борьбы с общим ,но и более
реальным врагом.

  Для этого приглашаем всех 1 МАЯ 2009
рабочих,мигрантов,итальянцев,безработных,студентов,учителей,врачей и всех
граждан,которые чуствуют необходимость выкрикнуть:Я не боюсь,Я протестую,Я
выхожу,Я не хочу патрули на улицах моего города,Я здесь и Я платить этот кризис
не собираюсь.

   ЕСЛИ НЕ ТЫ,ТО КТО?ЕСЛИ НЕ СЕЙЧАС,ТО КОГДА?
ЗАВТРА БУДЕТ СЛИШКОМ ПОЗДНО!!!

                           1 МАЯ 2009

-Остановить
институционный расизм.

-Сказать нет  патрулям.

–За право
протестовать в любой день и в любом месте.

-Сохранить Permesso di soggiorno в случае потери работы.

-Пересмотреть
кредит в случае потери работы

-Не допустить
выселение.

-Доступны для
всех пособия по безработице.

-Запретить
заявлять на нелегалов ,которые обратились за медицинской помощю.Возможность
регистрации их новорожденных.

-Нелегалы не
являются криминалами

-Закрыть CIT(CPT)

-Гарантированный
доступ на право беженца.

 

 

We have already paid the crisis let’s go on strike on Friday the 12th of December

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Today the crisis is clear and
everybody talks about it, even politicians. We migrants have lived for years
this condition, especially those of us who worked in the construction’s sector
and now finds itself as well as irregular even unemployed.

For us it is crisis since
2002, almost since the entry into force of Bossi Fini law, that law which
divides the new Italian citizens in regular and irregular. We are the driving
force working in the Italian economy but they want us silent and submissive
when we lose the job and leave, they send the police into our house because we
are illegal but tthey didn’t left us the possibility of having a residence
permit, the Owners of home thrown us out because they are afraid of  fines. In these years in which the crisis has
eaten our lives we have witnessed hypocritical proclamations for
"our" integration into the social fabric, we reiterate that any
immigrant who lives in Italy produces wealth from day one that he sets foot in
the territory, paying double price for everything. The political exploitation
has understood a long time ago that we are the weaker social group and easier
to use, then we are classified and "integrated" as low labor cost. We
do not like this and we’re thinking that migrants should self-organize to
strike and to show everyone that a day without us will have a heavy impact in
a  territory like Emilia Romagna is.

We invite all migrants in
Reggio Emilia to strike Friday the 12th of December and express in
Bologna against:

 

– the Bossi Fini
law. No to block for two years of decrees flows

-the safety package
and its immediate consequences, the crime of illegal immigration, heavy
penalties for those who host or rent houses to people without permission.

– the government
proposal to a residence permit in points, and the blocking of the right to
health care for people who are illegal foreigns.- the separate classes for
students who are sons of migrants people

All legislative
measures that encourage and legitimize xenophobia and racist

 

We will meet to
take the train in Reggio Emilia train’s station at 8.45 a.m.

 

Nous la crise, nous l’avons déjà payée ! Vendredi 12 décembre faisons grève !

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Aujourd’hui la crise est
une évidence et tous en parlent, même les hommes politiques. Nous, immigrés,
vivons depuis des années cette condition, en particulier qui de nous travaillait
dans le secteur de bâtiment et qui désormais se retrouve au chômage en plus
d’être sans papier.

Pour nous la crise a
commencé en 2002, c’est à dire lorsque la loi Bossi-Fini est entrée en
vigueur : une loi qui divise les nouveaux habitants italiens en deux
catégories : les régularisés et les sans papiers.

Nous sommes une force
qui travaille, nous sommes le moteur de l’économie du pays, mais ils préfèrent
ne pas entendre nos voix, ils nous veulent silencieux et soumis quand nous
perdons notre travail et notre permis de séjour, ils envoient les forces de
l’ordre chez nous, à la maison simplement parce que nous sommes sans papier,
mais on ne nous laisse pas la possibilité d’obtenir un permis de séjour, les
propriétaires nous mettent dehors car ils craignent les amendes.

Ces dernières années la
crise a mangé nos vies et nous avons assisté à des discours hypocrites en
faveur de « notre » intégration dans le tissu social. Nous répétons
aujourd’hui que chaque immigré en Italie est une richesse pour le pays et que
dès le premier jour de son arrivée sur le territoire, il paie le double pour
tout. La politique de l’exploitation a compris depuis longtemps que nous sommes
la catégorie sociale la plus faible et la plus facile à exploiter. Dans la
société nous sommes donc considérés et « intégrés » comme étant une
main d’œuvre très peu coûteuse. Mais cela ne nous plait pas et nous pensons que
les immigrés devraient s’organiser ensemble pour faire grève et montrer à tous
quel est l’impact sur le territoire de l’Emilie Romagne quand nous sommes
absents au travail une journée.

Nous invitons tous les
immigrés de Reggio Emilia à faire grève le vendredi 12 décembre et à manifester
à Bologne CONTRE :

 

–        
La loi Bossi-Fini. Non à la fermeture des frontières et au blocage des flux migratoires prévus
pour deux ans

–        
Le plan de sécurité et
ses conséquences immédiates, contre ce plan qui fait de l’immigration
clandestine un délit, contre les sanctions pesantes contre qui accueille ou
loue un appartement à des habitants sans permis de séjour.

–        
Le permis de séjour à
points et le blocage du droit aux soins, à l’assistance sanitaire pour les
habitants étrangers sans papier

–        
 Les classes séparées pour les élèves, fils
d’immigrés.

–        
Toutes les mesures
législatives qui autorisent et accentuent la xénophobie et les comportements
racistes

 

RENDEZ VOUS en gare de
Reggio Emilia, à 8H45

يطالبونا بدفع ثمن البطاله الحاليه وقد دفعناه مقدما

 

 

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 يطالبونا
بدفع ثمن البطاله الحاليه وقد دفعناه مقدما

لذا فالجمعه 12ديسمبر سنقوم بعمل اضراب جماعي عن العمل

الكل يتكلم عن البطاله في سوق العمل مواطنين وساسه

نحن المهاجرين نعيش منذ زمن في هذه البطاله وعلي الخصوص من يعمل في مجالات
المعمار

فنحن نحيى في حلقه من البطاله السوداءمنذ عام 2002 وذلك منذ ان صدر قانون
بوسو فينى

ذلك القانون الذى يميز ويفرق بين المواطنين الايطاليين القانونيين وغير ذلك
من الغير قانونيين

فنحن المهاجرين نمثل القوه العامله المقام عليها الاقتصاد الايطالي

وبالرغم من ذلك فهم يريدوننا ان نصمت ونضع رؤسنا في الرمال عندما  نفقد العمل او تصريح الاقامه

فهم يقومون بارسال القوات الخاصه من رجال الشرطه الى البيوت التى نعيش فيها
وذلك لاننا نعيش فى اطار غير قانوني

فهم من وضعونا في هذا الاطار ولم يتركوا لنا اختيار لتقنين وضعنا والحصول
على تصريح الاقامه

ملاك المنازل يطيحون بالخارج كل من ليس لديهم اوراق خوفا من الغرامه

تحت كل هذا فقد اكلت البطاله حياتنا

لقد راينا في حياتنا الكثير من الاعلان الكاذب المنادى بعمليه الاندماج علي
المستوي الاجتماعى

نكرر ان كل مهاجر يعيش علي ارض ايطاليه قد مر بتجربه البطاله من اول يوم
وضع قدمه على هذه الاراضى

السياسه الظالمه قد فهمت ووضعت في اعتبارها اننا نوع اجتماعى ضعيف يسهل
استغلاله لذلك فنحن في نظرهم غير منظمين وليس لنا ثمن

لكل ما سبق فقد فكرنا ان علي المهاجرين من خلال
ايطار منظم ان يقوموا بتنظيم اضراب جماعي ليري جميع من يعيش على ارض ميليا رومانيا
كيف يكون يوما من غير اجانب

ندعو كل مهاجر في ريجيوميليا و غيرها للقيام بعمل باضراب جماعي القيام
بمسيره في بولونيا الجمعه 12ديسمبر مطالبين بالاتي

لا لايقاف قانون العقودديكريتو فلوسي

الوقوف ضد قانون الطوارئ والذى ينص على ان المهاجر الغير شرعى هو مجرم يجب
عقابه ومنعه حتى من الهواء الذي يتنفسه

المطالبه برد الحكومه على القول بان يصبح البريمسو بنظام النقاط

المساعده الصحيه للمهاجرين الاجانب

الاعتراف بان كل القوانين الجديده المتخذه هي قوانين تؤيد العنصريه

الحفاظ علي كرامتنا تجاه كل ما سبق

القطار من الريجيو الجمعه 12علي الساعه 8.45صباحا مجانا


    جماعه

ass.città migranteمدينه
المهاجرين

 

 

 

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هذا ما اخترناه لمستقبل افضل لا لحياه غير شرعيه

الاول
من مايو
خرج اكثر من
1500شخص
فى مظاهره ضد سياسه تدعو الى الظلم و تشجعه
وتدعو كل من ليس لديه اوراق للاختباء
والعيش فى الظل راضيه بكل انواع الظلم

علما بان
هؤلاء هم من خرجوا مطالبين حاكم ريدجيوا
ميليا لمقابلتهم في مؤتمر يناقش اوضاعهم
ويصارحهم باخطاءهم هذا المؤتمر الذى ظل
حتى الان فى اطار الرفض بغير سبب واضح

اليوم
ان الخوف الذى نعيش فيه من الاضرار بنا
هو نتيجه الجهل الذى خلق فينا وحش الوهم
والخوف من لاشئ

لذلك
فان العنصريه المعترف بها من جانبنا هى
جرس خطر يدق بالخطر لكل الاجانب باعتبارهم
مجرمين ويتضح ذلك فى الجانب السياسى علي
هيئه قوانين تسن من قانون بوسي فيني الي
قانون الباكتوسكوريتسه

(ونحن
من جانبنا نقول لاللاجرام بكل الوسائل
)

وعليه
فلا نريد ان نسمع من جديد من يقول ان
الكلانديستينيتاه او الغير شرعيه هي احد
اختيارات المهاجر لا بل انها القوانين
التي تصنف الذي ليس لديه اوراق علي انه
غير موجود اساسا وعليه فليس له حقوق يطالب
به انها القوانين التي تركز علي اتاحه
العيش في اطار غير قانوني

حقيقه
ان
من يطلق عليه مسمي كلاندستينو هو
..

* مواطن
مسؤل عن كل ضرر وخلل يحدث من وجهه نظر
الناس

*هو
الذي يظلم بطريقه اسهل من غيره في كل شئ
(السكن.العمل.الكرامه.اسلوب
و طريقه العمل
…..)

*هو
من يتحمل ارتفاع اسعار السكنات وهو صامت

*هو
الذي ليس لديه اختيار اخر الا ان يرضي
بالظلم

*هو
الغير قادر علي الحصول علي البرمسو ولو
كان يملك فرصه عمل

*هو
من يعيش في خوف دائم من فقدان كل شئ

*هو
من يعيش حياه تمشي من سئ الي اسوا من قانون
ضده الي اخر

الحل
من وجهه نظر الساسه

الدخول
في معركه مع قانون دكرتو فلوسي
(العقود)وكسبها(في
الريدجيو وافقوا علي اقل من ثلث الطلبات
المقدمه
)
وهذا
القانون قد سن لاشخاص في بلدهم الام ليس
لمن يعيش هنا مع علمهم التام بان
90%من
الطلبات المقدمه هم لمن يعيش ويعمل هنا
في ايطاليا مع المخاطره بالرجوع الي وطنه
للحصول علي تاشيره دخول من السفاره للعوده
وعندها يصبح امامه خطرين اولا
ان يكون قد اخذ بصماته في التي كان الدخول
فيها غير شرعي
ثانيا
لا
يجد فرصه العمل التي كان عليها او عدم
قدره صاحب العمل علي ان يوفر له فرصه عمل
مناسبه في اطار قانوني
(
في
كلا الحالتين ياتي الرفض للبرمسوا مع
انذار بالمغادره
)

ولذلك
فكل من لم يقدر علي عمل اذن الاقامه او من
فقد اقامته لعدم وجود فرصه عمل مع العلم
بان الفارق بين المهاجر الشرعي وغير
الشرعي هو فارق بسيط جدا

الوقت

الذي يستمر فيه المهاجر في الموت برا و
بحرا للوصول الي الاراضي الايطاليه

. الذي
يستمر فيه المهاجر في الموت في العمل
الاسود كما راينا في ميلانو وغيرها

فان من
يصنعون القوانين يقومون بسن قوانين تصنف
هذا المهاجر علي انه قوه اجراميه ويجب
الاستعانه بقوه الجيش ضدهم هذا باختصار
هو قانون الطوارئ الباكتوسكوريتسه

فهم
ينتقلون من سئ الي اسوا للضغط علي المهاجر
لقبول كل انواع الظلم مع السكوت والرضي

عليه
فلن نبقي صامتين اليوم مثل الاول من مايو
نريدهم سماع اصواتنا

نحن اول
من يرفض الغير شرعيه

ass.città
migrante

LETTERA AL SINDACO


Al Sindaco Graziano Delrio

Le scriviamo questa lettera in merito alla manifestazione migrante che si svolgerà a Reggio Emilia il 1 maggio 2008.

Le chiediamo di ascoltare le istanze che quel giorno verranno portate
dai migranti che vivono nella città da Lei amministrata, di sentire
anche quello che noi abbiamo da dire in merito alla condizione di
clandestinità e di sfruttamento sul lavoro che moltissimi di noi stanno
vivendo.

Come ben saprà a Reggio Emilia sono state presentate 13.563 domande con
il decreto flussi 2007, e sempre come saprà, la quasi totalità delle
richieste è stata inviata da migranti che già vivono e lavorano nella
città. Questi, più molti altri che non hanno potuto presentare tale
domanda anche avendone i requisiti come il lavoro e la casa ma
provvisti di un provvedimento di espulsione, sono quelli a cui viene
data la caccia e che con tanta facilità vengono descritti con il
binomio clandestino=criminale. In realtà quello che viene chiamato
clandestino è un migrante senza nessun tipo di diritto, quello che con
estrema facilità può essere sfruttato sul lavoro e a cui la casa viene
affittata ad un prezzo più alto perché non ha nessuna altra scelta.

Per questo Le chiediamo di guardare questa parte della città di cui Lei
è sindaco, una parte importante che il primo maggio riempirà le strade
di Reggio Emilia, e di prendersi la responsabilità di organizzare dopo
questa grande giornata un incontro con una nostra delegazione, il
questore, il prefetto e Lei stesso per discutere di questi temi con i
diretti interessati perché a non volerla la clandestinità siamo i
primi, rammentandole , a nostro parere, che si tratta di un suo preciso
dovere.

Associazione Città Migrante