Se bloccano la #globalsumudflotilla blocchiamo tutto

La Flotilla è sotto minaccia concreta di essere violentemente attaccata ogni miglio solcato in direzione di #Gaza e della popolazione sotto assedio.

Non staremo fermi a guardare: spazi sociali, reti, associazioni e sindacati si sono già mobilitati per accompagnare la Flotilla nella sua missione!

Il giorno dell’attacco convergiamo tutte insieme nel presidio permanente di piazza Prampolini a Reggio Emilia alle 18:30 e diamo spinta e agitazione allo sciopero generale che i sindacati convocheranno d’urgenza nelle 24 ore successive all’attacco!
Seguiranno aggiornamenti

Se bloccano la Flotilla blocchiamo tutto!🇵🇸

A Sara, compagna, amica, sorella

Ieri ci ha lasciati Sara.

Le parole sono difficili da trovare in questi momenti, ma noi vogliamo ricordare Sara come la persona solare, forte, altruista, combattiva che è sempre stata.

Figura fondamentale non solo per la scena politica reggiana, Sara lascia un’impronta indelebile nella storia delle lotte degli spazi sociali e nelle nostre vite.

Da sempre sensibile alle ingiustizie, Sara ha sempre offerto tutta se stessa per costruire un mondo migliore per tuttə.

Lascia un vuoto immenso nella comunità degli spazi sociali. Ci stringiamo alla famiglia, la mamma Antonietta, il papà Alessandro e il fratello Andrea. Ci stringiamo a tuttə quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerla, ci stringiamo tra noi compagnə, vicini e lontani.

La forza di Sara, il suo impegno politico, la sua umanità ed il suo ricordo non saranno mai dimenticati, saranno innervati nelle battaglie che continueremo a combattere insieme a lei.

Sei stata compagna, amica, sorella. Ti porteremo ovunque con noi.

Ciao Sara, vivi per sempre nelle nostre lotte.

❤️‍🔥

I MIEI SETTE PADRI – Discussione e proiezione con Adelmo Cervi

Giovedì 3 aprile alle 21:00 ci troviamo al Lab AQ16 per un confronto con Adelmo Cervi a partire dal suo libro “I miei sette padri” per poi proiettare il docufilm con il medesimo nome girato dalla regista Liviana Davì.

Nell’anno in cui si celebra l’ottantesimo anniversario della Liberazione, un docufilm racconta l’eredità dei sette fratelli antifascisti reggiani attraverso lo sguardo di Adelmo, figlio di Aldo, caduto nella rappresaglia del 28 dicembre 1943. Il film si intitola I miei sette padri ed è stato realizzato dalla regista Liviana Davì e sostenuto dalla film commission della Regione Emilia-Romagna e da un crowdfunding che ha coinvolto più di 600 realtà antifasciste. La pellicola, impreziosita da alcune testimonianze inedite della famiglia Cervi, sarà presentata insieme al libro di Adelmo.

🌹La vicenda dei fratelli Cervi

La mattina del 28 dicembre 1943 al Poligono di Tiro di Reggio Emilia, i fratelli Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore Cervi insieme a Quarto Camurri, compagno di lotta di Guastalla, vengono fucilati e frettolosamente sepolti da uno squadrone fascita per rappresaglia ordinata dai maggiorenti della RSI reggiana, in risposta all’attentato mortale a Davide Onfiani a Bagnolo. L’evento rappresenta uno dei primi veri faccia a faccia tra partigiani e fascisti a Reggio Emilia: nei Cervi i repubblichini riconoscono un nemico organizzato, il primo di cui hanno raccolto tracce. Per i fascisti i sette fratelli sono la “banda Cervi”, un nucleo di ribelli sediziosi e comunisti. Hanno imbracciato le armi dopo l’8 settembre e fatto della loro casa un rifugio per fuggiaschi e resistenti di ogni nazionalità. Per questo il 25 novembre del 1943, un mese prima dell’eccidio, un plotone di militi della Guardia Nazionale Repubblicana circonda la casa della famiglia Cervi e dà fuoco alla stalla e al fienile, determinando la resa degli antifascisti e l’arresto di Alcide papà Cervi, dei sette fratelli maschi e degli altri compagni di lotta che in quel momento si trovavano nella casa.

✊🏻 Adelmo Cervi e il documentario I miei sette padri

Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi e Verina Castagnetti, aveva appena quattro mesi quando il suo papà fu fucilato dai fascisti. Adelmo è un uomo inquieto, un antifascista militante che da anni svolge attività politica contro le ingiustizie. I sette fratelli Cervi sono un mito della Resistenza e Adelmo ha avuto a che fare con quel mito per tutta la vita. Ma chi erano, davvero, i Cervi? È questa la domanda che guida la ricerca di Adelmo, un viaggio a ritroso per trovare suo padre Aldo, per spogliarlo del mito e scoprire l’uomo che combatteva la dittatura, ma che aveva anche una vita segnata dal lavoro, dagli affetti, dalle speranze. Quello di Adelmo è quindi un viaggio segnato da un doppio sguardo: da un lato quello di un bambino che insegue un uomo che non c’è più, tra frammenti di terra e schegge di memoria, per capire chi era; e dall’altro, quello di Adelmo adulto, che ritrova nel proprio impegno politico e sociale il segno, inevitabile, della presenza di quel padre perduto.

La luna alla stazione!

Pubblichiamo qualche foto scattata durante la pittura collettiva del muro del binario 2. Abbiamo dipinto la luna nelle sue diverse fasi!

Evento realizzato con il contributo del Comune di Reggio Emilia nell’ambito del bando CULTURA#RE2021#laculturanonstaràalsuoposto

Il tema del viaggio nei nuovi murales della Stazione di S.Croce

Dopo tante giornate di lavoro il sottopasso della Stazione di Santa Croce si riempie di colori grazie alle opere realizzate dagli artisti Lorenzo Fornaciari e Samuele Minotti.
Il viaggio è il tema centrale delle due opere che attraversano i lati del sottopassaggio.

L’idea si sviluppa con due approcci differenti per creare un contrasto, in termini visivi, tra le due opere. Un’opera è astratta, l’altra è più figurativa e questo crea interesse per il visitatore che passa con lo sguardo tra una e l’altra durante l’attraversamento del sottopassaggio.

L’opera astratta affronta il tema del viaggio dal punto di vista di un’idea. L’idea che muta nel tempo, che cambia, si arricchisce e non rimane mai uguale a se stessa.
E’ fluida e muta solo con la conoscenza, la scoperta e l’apertura verso l’altro da noi.
Vuole ispirare questo concetto attraverso le forme che mutano per ricordarci sempre che alcune idee e pregiudizi vanno cambiati per poter vivere in una comunità serena e costruttiva.

L’opera figurativa utilizza il treno come vero protagonista del viaggio. Il treno attraversa con gran dinamismo paesaggi, luoghi e porta innovazione ovunque vada. La lunga superficie del muro diventa lo spazio dove il treno crea una connessione tra idiversi ambienti in cui passa.

Progetto realizzato nell’ambito del Bando CULTURA #RE20/21 – La cultura non starà al suo posto


Genova, 19 luglio 2001

Il 19 luglio 2001 le giornate di mobilitazione di Genova si aprono con un corteo di 50mila persone per la libertà di movimento e per l’apertura delle frontiere.

Quella manifestazione ha anticipato quello che oggi vediamo. Il nostro impegno e la nostra battaglia per la libertà di movimento è parte del nostro presente, nei progetti quotidiani così come nelle piazze , per una giustizia sociale ed ambientale.

 

Giornata Mondiale del Rifugiato – 19 giugno- Casa Diritti Dignità!

casa diritti dignità

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2015

Casa, Diritti, Dignità!

Basta morti in mare! Libera circolazione in Europa! Diritto all’abitare!

Venerdì 19 giugno 2015

Corteo in bicicletta (puoi partecipare anche senza la bici)

Partenza ore 19 dall’ex Magazzino dei Formaggi occupato, Via Gramsci 44 (RE)

Arrivo Centro Loris Malaguzzi dove raggiungeremo

“Gira la storia. Geopedalata tra storie native e storie migranti”

organizzata da Progetto Sprar, Comune di Reggio Emilia e Cooperativa Dimora D’Abramo

dalle ore 20.30, sarà possibile ascoltare storie migranti. È previsto rinfresco finale

 

In questa giornata mondiale del rifugiato, nell’anno 2015 vogliamo provare a fare un bilancio per capire a cosa ci troviamo davanti oggi.

Continue stragi in mare, persone che fuggono da guerre e miseria alla ricerca di un futuro migliore e non hanno altre alternative per raggiungere l’Europa se non quella di affidare la loro vita a trafficanti di esseri umani, a barche fatiscenti investendo tutto quello che hanno per intraprendere i cosiddetti viaggi della speranza. Questi flussi non si arrestano perché chi è disposto a rischiare la vita per arrivare in Europa non ha altra scelta o possibilità. Perché? Perché nel mondo i conflitti sono molti e in molti paesi si muore di fame e di malattia. Perché non esistono canali di accesso regolari. Perché queste persone non possono entrare in Europa con visti di ingresso . Perché non ci sono canali umanitari per chi fugge dalla guerra.

Queste sono le leggi sull’immigrazione, questa è la politica della gestione dei flussi migratori.

E le vittime sono i migranti che con i loro corpi sfidano il confine, e di confine si può morire.

Gli ultimi scandali di Mafia Capitale, che ormai non sono più una novità in quanto è il sistema a permettere cose di questo tipo, dimostrano come i migranti sono vittime anche del business che si crea intorno all’accoglienza, dove i fondi finiscono nelle tasche di gestori e politici corrotti, gli stessi politici che poi utilizzano la figura del migrante per propagande razziste e fomentano nei territori la cosiddetta guerra fra poveri, gettando inoltre discredito su tutto il mondo della cooperazione.

I soldi ci sono ma vengono spesi male o, come in questo caso, passano da una tasca all’altra.

Quanto denaro viene speso per il controllo e il pattugliamento delle frontiere?

Nel 2015 il budget stanziato per Frontex ( che ha come scopo il coordinamento del pattugliamento delle frontiere esterne aeree, marittime e terrestri degli Stati della UE e l’implementazione di accordi con i Paesi confinanti con l’Unione europea per la riammissione dei migranti respinti lungo le frontiere ) è stato incrementato del 14% rispetto allo scorso anno . Sono stati stanziati 114 milioni di euro.

Denaro che potrebbe essere utilizzato per l’accoglienza in diversi paesi europei fra cui il nostro.

Questi stessi migranti subiscono doppiamente la violenza del confine, prima rischiano la vita e poi, se superstiti, rimangono ingabbiati nei regolamenti di Dublino che obbligano a richiedere asilo nel paese di arrivo e li rimanere. Arrivati in Italia devono restare nel territorio, non possono scegliere di ricongiungersi ai propri familiari in uno stato membro dell’Unione, non possono raggiungere reti amicali o paesi dove il tasso di occupazione è maggiore. Anche una volta ottenuta una forma di protezione internazionale in Italia, possono viaggiare in Europa ma non lavorare (almeno in regola…).

Ci troviamo spesso di fronte a persone che si sono salvate dal mare, che sono anche state inserite in progetti di accoglienza dignitosi ma che una volta fuoriusciti non hanno trovato un lavoro e un posto dove stare, in poche parole in mezzo alla strada. Alcune di queste persone a Reggio Emilia, così come in tante altre parti di Italia hanno deciso di riprendersi il diritto all’abitare e a una vita degna occupando degli stabili lasciati all’abbandono . Alcune di queste persone sono state denunciate per l’occupazione e si troveranno ad affrontare per questo un processo. La giustizia, quella legale fa il suo corso, mentre la giustizia sociale arretra, mentre i migranti continuano a morire in mare, a lavorare in nero in molti paesi europei o nelle campagne del sud, sfruttati e sottopagati e il sistema permette Mafia Capitale, permette a Buonanno della Lega Nord di dire che i rom sono la feccia della società, di fare propaganda razzista , permette che ci siano tante case vuote (creando fra l’altro degrado sia sociale che urbanistico) e tante persone senza casa così come di consumare suolo e terreno quando il bisogno non è di nuove costruzioni ma di riempire di vita quelle che già esistono. Per questo, in occasione della giornata mondiale del rifugiato 2015 partiremo da Via Gramsci 44 (ex Magazzino dei Formaggi), uno degli stabili occupati da alcuni migranti e profughi, sede anche della ciclofficina Raggi Resistenti gestita dagli stessi abitanti delle case occupate a Reggio Emilia, dove si recuperano biciclette ma soprattutto diritti e dignità. Siamo al fianco dei superstiti perché nessuno debba più morire per arrivare in Europa, perché tutti possano scegliere dove vivere e perché la vita di ognuno di noi sia degna. Costruiamo insieme il nostro presente!

Ass. Città Migrante

Manifestazione del 25 Aprile: condannati senza processo

Venerdì 28 novembre si è svolta l’udienza presso il tribunale delle libertà di Bologna in merito all’ impugnazione del PM Mariarita Pantani delle decisioni de GIP di Reggio Emilia riguardo le misure cautelari ai danni di sedici attivisti che presero parte alla manifestazione del 25 aprile 2014.
Ad un settimana di distanza il giudice ha sciolto la riserva sul ricorso del PM accogliendo in buona parte la sua richiesta con un’ordinanza ancora non definitiva che prevede due arresti domiciliari e l’estensione quotidiana, sette giorni su sette, degli obblighi di firma.

Video intervento Avv. Vainer Burani

Video intervento Gianluca Tegoni – Lab aq16

Video intervento Federica Zambelli – Ass. Città Migrante

Davanti ad un ricorso già discutibile in partenza, su misure sproporzionate e intempestive rispetto alla concretezza di quanto verificatosi in piazza, la nuova ordinanza segna un ulteriore aggravamento delle misure adottate, manifestando un gap giudiziario che vede applicarsi una pena arbitraria, coercitiva più che cautelare, ancor prima che sia espressa una verità giudiziaria nell’ambito di un processo.
Nessuno dei 15 indagati ha condanne penali, risultano tutti incensurati, stando agli incartamenti emessi dal riesame l’aggravante che motiva le misure adottate è data dalla rivendicazione della predisposizione dei manifestanti alla contestazione. Ad essere sotto processo non tanto gli atti compiuti, da dimostrare, ma la risolutezza delle idee che avrebbero spinto gli indagati a compierli, la loro disponibilità ad esprimere dissenso. Un processo alle idee prima ancora che alle intenzioni.
Un episodio gravissimo che conferma l’inadeguatezza di un intero sistema politico in profonda crisi nel produrre risposte politiche a istanze politiche se non attraverso un esercizio arbitrario delle strutture giudiziarie, che da una parte producono l’auto-assoluzione del sistema, basti pensare alla sentenza Eternit o Cucchi, dall’altra oppongono una feroce offensiva a chiunque contesti scelte politiche lesive della dignità umana e dei diritti formalmente riconosciuti, come esprime per esempio la sentenza ai quattro no tav per il danneggiamento d’un compressore, laddove la vita di migliaia di persone avvelenate dalla produzione industriale o uccise da agenti di polizia viene svalorizzata rispetto all’integrità di un solo oggetto inanimato.

Un’ ulteriore riflessione sullo stato di salute della democrazia formale, all’interno di un contesto nazionale che vede l’affermarsi di un sistema di governance sempre più lontano dal rapporto diretto con la base sociale e politica dei diversi territori, come già si evince dai dati delle ultime elezioni regionali agite da appena un terzo della popolazione e dal mandato auto-definito dal terzo governo non eletto negli ultimi quattro anni.

Lo stesso sistema politico che, come le recenti cronache dimostrano, è fondato su una trasversale collusione con l’ambiente mafioso, sullo sfruttamento finanziario e criminoso di vite umane spezzate dalla guerra e sulla speculazione del disagio e degrado evocati per alimentare politiche di gestione securitarie e profittevoli, le stesse cavalcate da Salvini per fomentare odio razziale e guerra fra poveri, nel sogno dell’ instaurazione di una democrazia illiberale in Italia e in Europa sul modello russo di Putin o quello ungherese di Orban.

Quest’ordinanza tesa a silenziare e mettere sotto processo il diritto di manifestare a Reggio Emilia si scontra tuttavia con un contesto territoriale caratterizzato da un forte fermento sociale e da relazioni quotidiane di costruzione di percorsi politici, come dimostrano le mobilitazioni degli ultimi mesi.

Dalla manifestazione dell’8 Novembre, convocata da un percorso pubblico di assemblee cittadine e da una campagna pubblica, che ha visto molte centinaia di persone sfilare in corteo in risposta alle misure cautelari precedentemente adottate, passando per il tempestivo intervento di numerosi gruppi in risposta alla provocatoria presenza di Salvini che ha scelto la provincia di Reggio Emilia per concludere la propria campagna elettorale, facendo tappa nel quartiere delle ex Fabbriche Reggiane (oggi luogo oggetto di speculazione politica e di disagio sociale), fino alla recente contestazione sotto al comune per l’esorbitante bonus che la multiutility IREN consegna ai suoi dirigenti nonostante l’enorme buco finanziario accusato, provocando al contempo stacchi alle utenze in periodo invernale a centinaia di persone che non hanno la possibilità di pagare le utenze.
Durante la conferenza stampa tenutasi nello studio dell’avvocato Vainer Burani è stato annunciato il ricorso in Cassazione rispetto alle nuove misure, ed immediatamente rilanciata la partecipazione alla giornata di sciopero generale del 12 Dicembre.

Si ricomincia con Cucine Senza Frontiere

Da venerdì 31 ottobre l’Osteria Cucine Senza Frontiere apre di nuovo ogni due venerdì a Casa Bettola. (Via Martiri della Bettola 6 RE)

Ci vediamo a tavola per il diritto all’abitare e un accoglienza degna, a seguire concerto con gli Honolulu Swing!

Durante la serata verrà presentato il progetto di ciclofficina nella casa occupata di Via Gramsci

Prenotazioni sul 338 7663416, cittamigrante@gmail.com

Negli ultimi due anni alcuni profughi provenienti dalla Libia, rimasti senza alloggio e costretti a dormire in strada, si sono riappropriati di un diritto fondamentale, quello alla casa, occupando due stabili abbandonati e lasciati al degrado.Il contributo della cena andrà a sostegno dei lavori di autorecupero degli edifici: per affermare che l’abitare è un diritto di tutte e tutti e che le case non devono essere lasciate all’abbandono e alla speculazione edilizia!

Promosso dall’associazione Città Migrante & Casa Bettola

cucine senza frontiere

Si riparte con i corsi di Italiano!

Scuole italiano logo

SCUOLA DI ITALIANO a partire da lunedì 15 settembre

TUTTI  I LUNEDI’ E GIOVEDI’ DALLE 19 ALLE 21
PRESSO LAB AQ16 VIA F.LLI MANFREDI,14 (FORO BOARIO) RE – capolinea minibù G
ISCRIZIONI SEMPRE APERTE. LE LEZIONI SONO GRATUITE
info: 349 5238926 – 3291853806

Scarica il volantino multilingue

SCUOLA DI ITALIANO PER DONNE a partire da mercoledì 17 settembre
TUTTI I MERCOLEDI’ E VENERDI’ DALLE 16 ALLE 18
PRESSO CASA BETTOLA, VIA MARTIRI DELLA BETTOLA 6
ISCRIZIONI SEMPRE APERTE. LE LEZIONI SONO GRATUITE
info:338 7663416 – 3339572308

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