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Reggio Emilia – Presentata la mozione popolare contro lo sfruttamento del lavoro irregolare

tratto da globalproject.info

Una mozione popolare presentata da ass.Città Migrante, Libera, Emergency, Popolo Viola, Comitato Provinciale Acqua Bene Comune, Federazione della sinistra, Sinistra Ecologia Libertà

700 firme per chiedere al Comune di costituirsi parte civile al processo Ital Edil.

Guarda il video della conferenza stampa

Oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della mozione di iniziativa popolare che chiede al Comune di Reggio Emilia di costituirsi parte civile al processo Ital Edil. Un processo che vede imputate 10 persone per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della manodopera clandestina. Le ditte coivolte sono tre: la F.R.M. Ital Edil srl, la Technological Building 7 srl e la Valsem Costruction  Italia. Tutte facenti parte del settore edile, le prime due con sede a Reggio Emilia e la terza in Moldova. I lavoratori moldavi venivano direttamente reclutati al paese di orgine e pagati con gli stipendi moldavi 1,75 euro l’ora, mentre gli altri, in maggior parte di origine egiziana venivano reclutati in loco e costretti a firmare un contratto con un nome falso come condizione per poter lavorare. Le ditte lavoravano in più di 40 cantieri con appalti di opere pubbliche. Dagli atti del processo emerge che i lavoratori “assunti” dalla ditta erano non meno di quattrocento senza contare quante persone in realtà lavoravano sotto lo stesso nome. Una settantina di questi lavoratori hanno denunciato di non essere stati pagati, spesso gli veniva detto che parte dello stipendio serviva per la loro regolarizzazione, e di essere stati più volte minacciati. Alle denunce legali sono seguite una serie di iniziative fra cui un picchetto in una di queste ditte. I lavoratori che hanno sporto querela hanno ottenuto un permesso di soggiorno per protezione sociale ai sensi dell’art 18 del Testo Unico sull’immigrazione.Vantano un credito che varia dai 3000 agli 8000 euro fino a punte di 25.000 per un totale di circa 700.000 euro.

L’associazione Città Migrante, che fin dall’inizio ha raccolto le storie di queste persone e insieme ai lavoratori migranti ha intrapreso un percorso di denuncia, oggi con altre realtà del territorio come Libera, Emergency, Popolo Viola, Comitato Provinciale Acqua Bene Comune, Federazione della sinistra, Sinistra Ecologia Libertà ha promosso la mozione popolare raccogliendo 700 firme in meno di un mese. La mozione chiede al Comune di Reggio Emilia di costituirsi parte civile al processo che inizierà a breve. Vista la gravità dei fatti, il numero di lavoratori interessati, lo sfruttamento a cui sono stati sottoposti, il danno ecomonico che ne hanno riportato e l’incidenza dei fatti sulla vita sociale ed ecomomica della città di Reggio Emilia è responsabilità civile di questa istituzione prendere una posizione chiara in merito.

Rassegna stampa:

Tg3  Emilia Romagna

Viaemilianet

La Gazzetta di Reggio

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Il Resto del carlino

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