𝗟𝗮 𝗱𝘂𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝗔𝗹𝗯𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗼𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗥𝗮𝗺𝗮-𝗠𝗲𝗹𝗼𝗻𝗶 𝗲̀ 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮, 𝗺𝗮 𝗹𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗲̀ 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝗮 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗮!
Il cosiddetto Nuovo pacchetto sicurezza è un disegno di legge (1660) del governo che mira a processare e incarcerare tutto ciò che non si conforma al modello sociale e culturale della destra.
Non colpirà solo fette marginali o le parti maggiormente attive della popolazione ma colpirà tutt*.
Il miglior modo per contrastarlo è conoscerlo, per questo vi invitiamo giovedì 3 ottobre, alle 21:00, al Laboratorio AQ16 a discuterne insieme a noi e a due avvocati del foro di Reggio Emilia: 𝗩𝗮𝗶𝗻𝗲𝗿 𝗕𝘂𝗿𝗮𝗻𝗶 𝗲 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗮 𝗟𝗮𝗿𝗼𝗰𝗰𝗮.
Laboratorio AQ16 / Città Migrante / Casa Bettola / ADL Cobas
In occasione del #WorldRefugeeDay, a #ReggioEmilia presso l’Ostello della Ghiara, in via Guasco 6, presenteremo il libro
CHIUSI DENTRO
I campi di confinamento nell’Europa del XXI secolo.
Prefazione di Livio Pepino . A cura di RiVolta ai Balcani
Con la presenza di
Gianfranco Schiavone – Coautore del libro e presidente di ICS ( Consorzio Italiano di Solidarietà)
Michele Rossi – Coautore del libro e direttore di Ciac Parma
Modera Federica Zambelli – Città Migrante
L’Europa muore ai suoi confini. “Chiusi dentro” è l’analisi critica più aggiornata delle politiche di respingimento dei migranti a livello internazionale: dall’esternalizzazione delle frontiere alla creazione di veri e propri campi di confinamento dentro e fuori l’Ue. Italia inclusa.
C’è un filo rosso che unisce i lager libici, i campi di transito bosniaci, i centri di detenzione lituani o greci e i Cpr italiani. È quello del trattenimento e della segregazione di migliaia di persone in movimento, spogliate della propria dignità e dei propri diritti.
Questo libro si propone di rispondere a domande cruciali, attraverso un’indagine approfondita delle politiche europee sull’asilo e sull’immigrazione.
Descrive, a più voci, i casi di Bosnia ed Erzegovina, Grecia, Lettonia e Lituania, Macedonia del Nord, Libia, Polonia, Serbia, Turchia, e infine dell’Italia.
Esplorando temi di grande attualità come l’impiego della tecnologia nella violazione dei diritti umani, il ruolo delle Agenzie internazionali (Frontex in primis), la cancellazione del diritto d’asilo, i respingimenti alle frontiere esterne dell’Ue e le “riammissioni” ai confini interni.
Si tratta ancora oggi di prassi illegittime e sistematiche, che l’Unione europea vorrebbe far diventare la “nuova normalità”. Conoscere e raccontare le pratiche di resistenza rappresenta il primo passo per contrastare questa eclissi.
Con i contributi di: Matteo Astuti, Alexandra Bogos, Caterina Bove, Anna Brambilla, Silvia Carbonari, Duccio Facchini, Robert Ford, Hannah Huser, Mahmut Kacan, Nikola Kovačević, Monica Massari, Keely McDonnell, Andrea McTigue, Davide Pignata, Michele Rossi, Erminia Rizzi, Luca Rondi, Gianfranco Schiavone, Ivana Stojanova, Meleanna Sunderland, Manuela Valsecchi

Ieri ci siamo riappropriati di un luogo importante della città, uno spazio da alcuni anni privato alla cittadinanza e messo all’asta per rispondere alle logiche pervasive della speculazione immobiliare. Con l’apertura delle porte dei Poliambulatori di via Monte San Michele abbiamo voluto indicare la possibilità di invertire la tendenza della svendita del patrimonio comune e la privatizzazione dei servizi pubblici, per restituire i luoghi della città ad una funzione collettiva e i processi di gestione del territorio alla comunità.
Un Primo Maggio fuori dalle ritualità in cui si sono intrecciate diverse vertenze incarnate nelle nostre vite – dal lavoro all’educazione, dalla casa alla sanità – sempre più soggette a forme di precarizzazione e impoverimento. Lungo il corteo, caratterizzato da un forte protagonismo giovanile, questi temi sono stati legati da un filo rosso tenuto insieme da una molteplicità di voci: dalla lotta contro il lavoro povero, per il reddito e condizioni di lavoro dignitose, al contrasto ai tagli alla sanità pubblica, per la riapertura di luoghi di cura e prossimità come i consultori, dalla lotta contro la rendita, per il diritto all’abitare e il diritto alla città, alla mobilitazione studentesca contro la mercificazione dell’educazione e della formazione, per affermare la scuola come luogo di emancipazione e autodeterminazione.
Una giornata che non rappresenta un punto di arrivo ma un momento per creare continuità e rilanciare in avanti.
Ci vediamo questa settimana a “Sold out” in via Monte San Michele 8!
– GIOVEDÌ 2 MAGGIO
ORE 18:30 – ‘La salute si-cura’
assemblea pubblica transfemminista
– VENERDÌ 3 MAGGIO
ORE 18:30 – ‘Reclaim the city’
assemblea sul diritto all’abitare
ORE 20:00 – a dialogo con CHEAP, presentazione del libro “Disobbedite con generosità”
– SABATO 4 MAGGIO
ORE 16:00 – ‘Praticare l’impossibile’, assemblea plenaria
Spazi sociali di Reggio Emilia | Lab AQ16 | Casa Bettola Casa Cantoniera Autogestita | Città Migrante | Collettivo Rabûn | ADL Cobas Emilia Romagna
La Road Map per il diritto di asilo e la libertà di movimento arriva a #ReggioEmilia
Il 6 aprile alle 17.00, presso la sede di Città Migrante – Viale Risorgimento 2/1 Reggio Emilia – ci troveremo per un incontro di formazione per esaminare il patto e le sue ricadute sull’Italia.
Verso la fine del diritto d’asilo in Europa?
Durante l’incontro, introdotto da Federica Zambelli (Città Migrante), Gianfranco Schiavone (CIS e ASGI) analizzerà i momenti chiave della storia del Patto Europeo che hanno portato alle recenti riforme che, il 20 dicembre 2023, hanno portato il Consiglio e il Parlamento europeo ad un accordo su quattro regolamenti chiave sottoposti a voto finale di approvazione da parte del Parlamento, prevista per metà aprile 2024:
1) un nuovo regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione (detto Reg. Ramm) che sostituisce il vigente Reg. Dublino III;
2) l’introduzione di un nuovo regolamento finalizzato alla gestione delle migrazione e in caso di crisi;
3) l’introduzione di un nuovo regolamento che introduce una procedura di screening alla frontiera;
4) la riforma della Direttiva 2013/32/Ue in materia di procedura comune di asilo adottando al suo posto un più stringente Regolamento.
Ci interrogheremo su quali siano le finalità della riforma, su quali rischi tale riforma comporterà per il sistema di asilo in UE, nonché sulle conseguenze della cessione delle responsabilità giuridiche – imposte dagli accordi internazionali – su paesi terzi.
Presenti in qualità di organizzatori:
Ass. Città Migrante,
Avvocato di Strada – Reggio Emilia, Passaparola,
Ass. Partecipazione,
Gruppo Laico Missionario,
Coop Vivere la Collina,
Cooperativa Centro Sociale “Papa Giovanni XXIII” – s.c.s. Onlus
Sabato 10 febbraio : dalla Tunisia con musica e cibo nella sede di Città Migrante in Viale Risorgimento 2/1 a #reggioemilia
Si parte alle 18 con :
THE KING OF BONGO EXPERIENCE – ARKTAH’ + ALI BELAZI
Due musicisti della scena alternativa tunisina di stanza a Bologna, Taha Ennouri alias ArkTah’ alla consolle e Ali Belazi alle percussioni, presentano un DJ Live-set di world music elettronica.
Alte temperature ritmiche, mix tra dimensione elettrica e acustica, basi elettroniche che lasciano spazio ai bagagli musicali di entrambi, echi lontani ma sorprendentemente familiari, perché istintivi: il mondo si muove, come le persone e i battiti.
La musica sarà accompagnata da un aperitivo con omek houria: (insalata tunisina a base di carote) e tajine malsouka (frittata tunisina con formaggio)
Ore 20:
Cucine senza frontiere dalla Tunisia con – couscous con verdure
e market khodra (salsa di verdure cotte)
prenotazioni cena e informazioni via WhatsApp al numero 3463790545 o alla mail cittamigrante@gmail.com
*Ali Belazi è percussionista, paroliere di testi in arabo e cantante. Fin dalla giovane età in Tunisia frequenta gli ambienti della tradizione musicale sufi e della musica popolare e folcloristica: elemento presente già nei suoi primi progetti musicali, che fondono stili e generi (Yamam, Strava, Mizrap Band). Con l’arrivo in Italia, prosegue il suo percorso di mescolanza tra culture musicali diverse.
*Taha Ennouri alias ArkTah’ è batterista, percussionista e produttore di musica elettronica. Negli anni suona in diversi gruppi della scena musicale alternativa tunisina (Gultrah Sound System, Chabbouba Stambeli Urbain, Treeq, Hiya wal Aalam).
Guidato dal ritmo, si orienta verso destinazioni diverse e attraversa latitudini e generi, creando soundscapes dove l’elettronica si mescola alle sonorità nordafricane e a quelle più ancestrali subsahariane, fino a toccare quelle più dolci e calde sudamericane. Leggi tutto “CUCINE SENZA FRONTIERE DALLA TUNISIA”
𝘐𝘯 𝘷𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘷𝘦𝘯𝘵𝘦𝘯𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭 #𝘎𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰𝘥𝘦𝘭𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘰𝘯𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘶𝘯 𝘤𝘪𝘤𝘭𝘰 𝘥𝘪 𝘪𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘱𝘢𝘳𝘭𝘢𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘩𝘪 𝘥𝘢 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘯𝘢𝘴𝘤𝘰𝘯𝘥𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘰𝘭𝘷𝘦𝘳𝘦 𝘴𝘰𝘵𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘵𝘢𝘱𝘱𝘦𝘵𝘰, 𝘤𝘩𝘪 𝘦̀ 𝘳𝘪𝘮𝘢𝘴𝘵𝘰 𝘪𝘯 𝘴𝘪𝘭𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰 𝘪𝘯 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘪 𝘢𝘯𝘯𝘪, 𝘤𝘩𝘪 𝘩𝘢 𝘯𝘦𝘨𝘢𝘵𝘰 𝘭𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘦 𝘳𝘦𝘴𝘱𝘰𝘯𝘴𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘱𝘦𝘳 𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘤𝘤𝘢𝘥𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘭𝘵𝘰 𝘢𝘥𝘳𝘪𝘢𝘵𝘪𝘤𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘮𝘦𝘵𝘢̀ 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘭𝘰 𝘴𝘤𝘰𝘳𝘴𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢 𝘱𝘳𝘦𝘱𝘢𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘣𝘳𝘰𝘥𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘦𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘯𝘦𝘨𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘷𝘦𝘳𝘪𝘵𝘢̀ 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘤𝘢, 𝘮𝘪𝘴𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘢𝘭𝘵𝘢̀ 𝘦 𝘣𝘢𝘴𝘢𝘳𝘦 𝘭’𝘪𝘴𝘵𝘪𝘵𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘢𝘵𝘢 𝘴𝘶 𝘧𝘢𝘭𝘴𝘪𝘵𝘢̀ 𝘪𝘯𝘷𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘣𝘶𝘨𝘪𝘦 𝘦 𝘰𝘮𝘪𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘪.
Dal 1945 ad oggi nessun rappresentante dello stato italiano è andato in visita al campo di Arbe. In occasione delle celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della chiusura (a seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943) le autorità italiane furono invitate, al pari di quelle slovene e croate, a partecipare alle cerimonie. Ancora una volta lo stato italiano è stato l’unico a non mandare nessun suo rappresentante a queste cerimonie di ricordo. Arbe è paradigmatico di come lo stato italiano si rapporti alle vicende dell’alto adriatico ed è da questo che vogliamo partire per parlare di chi, come e perché mantiene realmente il silenzio sviando la responsabilità della propria parte.
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Forti sono stati i diluvi che hanno causato inondazioni in diversi luoghi della nostra regione ma forte è stata anche la risposta delle comunità che si sono organizzate per sostenersi in modo reciproco. Il nostro pensiero va alle vittime, ai familiari e a chi si ritrova a fare i conti con danni ingenti ai propri luoghi di vita e di lavoro.
La rabbia è tanta, perché conosciamo bene le cause di questo disastro: politiche che negli ultimi anni hanno ignorato la gravità del cambiamento climatico e un modello di sviluppo territoriale che ha continuato a consumare suolo.
Ma oggi rimandiamo il tempo della critica, la prima necessità è costruire rete di solidarietà e mutualismo. Per questo ci stiamo organizzando per partire come brigate di mutuo soccorso verso i territori in cui c’è ancora bisogno.
Chiediamo a tuttɜ di contribuire partecipando alla raccolta di materiali che si terrà:
– Lab AQ16 (Via fratelli Manfredi 14)
Domenica 21 maggio 15-18 | Lunedì 22 maggio 18-20
– Città Migrante e ADL (Viale Risorgimento 2/1 )
Lunedi 22 maggio 17-20
– Casa Bettola (Via Martiri della Bettola 6)
Mercoledì 24 maggio 18-20
Abbiamo bisogno di:
stivali di gomma – badili – carriole – scope larghe – pale – guanti e pantaloni da lavoro impermeabili – tira acqua – cibi pronti in scatola – spugne – stracci – sacchi immondizia – candeggina