Pizzata a sostegno della campagna per il #referendum #cittadinanza

Mercoledì 9 aprile #CasaBettola a #reggioemilia apre le porte per una serata all’insegna del gusto e del confronto. Dalle ore 19, ci ritroveremo per gustare insieme la nostra pizza cotta nel forno comune, simbolo di condivisone e di legami.

Prenota la tua pizza al numero 3929768118 oppure a questo link https://bit.ly/3Srw4eo

L’evento non è solo un’occasione per mangiare una buona pizza ma anche un momento per approfondire le ragioni per cui votare “Sì” al referendum per la cittadinanza e che cosa effettivamente cambia.

Il referendum chiede di abrogare la norma che nel 1992 ha aumentato a 10 anni il tempo di residenza in Italia richiesto alle persone non comunitarie che vivono regolarmente in Italia, per poter richiedere la cittadinanza italiana per residenza (c.d. naturalizzazione). Se con il referendum prevale la maggioranza di “SI”, gli anni richiesti si ridurranno a 5: chi presenta domanda dovrà comunque soddisfare tutti gli altri requisiti previsti dalla legge come il reddito e la conoscenza della lingua italiana. Il referendum si terrà l’8 e il 9 giugno. Potranno votare tutte le persone in possesso della cittadinanza italiana e con diritto di voto; anche le persone fuorisede potranno esercitare il diritto di voto presentando una richiesta formale entro il prossimo 5 maggio.

Inclusione e Uguaglianza: Votare “Sì” significa riconoscere il diritto di ogni persona a far parte della nostra comunità, contribuendo a una società più giusta e inclusiva.
Partecipazione Attiva: Attraverso il voto, ogni cittadino diventa protagonista del cambiamento, rafforzando il senso di appartenenza e responsabilità collettiva.

Unisciti a noi per una serata di gusto e riflessione, dove ogni morso di pizza si trasforma in un piccolo ma prezioso contributo verso il futuro della nostra comunità. La tua presenza e la tua partecipazione faranno la differenza!

Il contributo per pizza con birra/vino/bibita sarà di 15 euro. La pizzata sostiene le spese per la campagna referendaria.

Report sportello solidale 2024

Condividiamo il report dello sportello solidale di Città Migrante #reggioemilia riguardante i dati raccolti nel 2024

Dall’introduzione:

Lo “sportello solidale” di Città Migrante nasce nel 2007 come risposta concreta alle necessità della popolazione di origine straniera che si rivolge all’associazione, e fin dal principio offre assistenza a una gran varietà di persone e si occupa di diverse tipologie di bisogni.

Oltre a essere un servizio, il cui scopo è rispondere a bisogni immediati, il nostro sportello svolge un ruolo fondamentale come osservatorio delle dinamiche migratorie e sociali. Il contatto con le persone che si rivolgono a noi ci consente di raccogliere dati e testimonianze: analizzando le problematiche ricorrenti e le tendenze emergenti via via siamo in grado di inserire i bisogni individuali in una lettura collettiva.

Obiettivo fondamentale è per noi quello di rendere visibile ciò che spesso rimane nascosto, non visto dalle istituzioni e anche dalla società. Attraverso il nostro lavoro quotidiano portiamo alla luce difficoltà, discriminazioni, ostacoli che molte persone affrontano, facendo emergere problematiche che rischiano di rimanere ignorate. In particolare, accompagniamo le persone nelle procedure amministrative e documentali regolamentate dalla normativa in materia di immigrazione.

In questo modo, dunque, non solo affrontiamo situazioni specifiche e forniamo assistenza, ma contribuiamo a evidenziare discriminazioni e inefficienze istituzionali, oltre ad agire su nuove sfide legate al fenomeno migratorio, ponendo così le basi per azioni di sensibilizzazione e cambiamento.

Dal 2007 a oggi lo sportello dell’Associazione Città Migrante ha affrontato un ventaglio diversificato e complesso di problematiche, riflettendo l’evoluzione dei fenomeni migratori e delle difficoltà sociali nel territorio.

Di seguito il video della presentazione del report

I MIEI SETTE PADRI – Discussione e proiezione con Adelmo Cervi

Giovedì 3 aprile alle 21:00 ci troviamo al Lab AQ16 per un confronto con Adelmo Cervi a partire dal suo libro “I miei sette padri” per poi proiettare il docufilm con il medesimo nome girato dalla regista Liviana Davì.

Nell’anno in cui si celebra l’ottantesimo anniversario della Liberazione, un docufilm racconta l’eredità dei sette fratelli antifascisti reggiani attraverso lo sguardo di Adelmo, figlio di Aldo, caduto nella rappresaglia del 28 dicembre 1943. Il film si intitola I miei sette padri ed è stato realizzato dalla regista Liviana Davì e sostenuto dalla film commission della Regione Emilia-Romagna e da un crowdfunding che ha coinvolto più di 600 realtà antifasciste. La pellicola, impreziosita da alcune testimonianze inedite della famiglia Cervi, sarà presentata insieme al libro di Adelmo.

🌹La vicenda dei fratelli Cervi

La mattina del 28 dicembre 1943 al Poligono di Tiro di Reggio Emilia, i fratelli Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore Cervi insieme a Quarto Camurri, compagno di lotta di Guastalla, vengono fucilati e frettolosamente sepolti da uno squadrone fascita per rappresaglia ordinata dai maggiorenti della RSI reggiana, in risposta all’attentato mortale a Davide Onfiani a Bagnolo. L’evento rappresenta uno dei primi veri faccia a faccia tra partigiani e fascisti a Reggio Emilia: nei Cervi i repubblichini riconoscono un nemico organizzato, il primo di cui hanno raccolto tracce. Per i fascisti i sette fratelli sono la “banda Cervi”, un nucleo di ribelli sediziosi e comunisti. Hanno imbracciato le armi dopo l’8 settembre e fatto della loro casa un rifugio per fuggiaschi e resistenti di ogni nazionalità. Per questo il 25 novembre del 1943, un mese prima dell’eccidio, un plotone di militi della Guardia Nazionale Repubblicana circonda la casa della famiglia Cervi e dà fuoco alla stalla e al fienile, determinando la resa degli antifascisti e l’arresto di Alcide papà Cervi, dei sette fratelli maschi e degli altri compagni di lotta che in quel momento si trovavano nella casa.

✊🏻 Adelmo Cervi e il documentario I miei sette padri

Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi e Verina Castagnetti, aveva appena quattro mesi quando il suo papà fu fucilato dai fascisti. Adelmo è un uomo inquieto, un antifascista militante che da anni svolge attività politica contro le ingiustizie. I sette fratelli Cervi sono un mito della Resistenza e Adelmo ha avuto a che fare con quel mito per tutta la vita. Ma chi erano, davvero, i Cervi? È questa la domanda che guida la ricerca di Adelmo, un viaggio a ritroso per trovare suo padre Aldo, per spogliarlo del mito e scoprire l’uomo che combatteva la dittatura, ma che aveva anche una vita segnata dal lavoro, dagli affetti, dalle speranze. Quello di Adelmo è quindi un viaggio segnato da un doppio sguardo: da un lato quello di un bambino che insegue un uomo che non c’è più, tra frammenti di terra e schegge di memoria, per capire chi era; e dall’altro, quello di Adelmo adulto, che ritrova nel proprio impegno politico e sociale il segno, inevitabile, della presenza di quel padre perduto.

Sportello solidale di Città Migrante: presentazione del report 2024

Sabato 5 aprile alle ore 11, presso la sede di Città Migrante, ( Viale Risorgimento 2/1 RE) presenteremo i dati del 2024 dello sportello di Città Migrante, attivo dal 2007.

In questi anni, abbiamo incontrato centinaia di persone che hanno condiviso con noi le loro esperienze e le difficoltà che affrontano, spesso legate alle complessità della legislazione vigente.
Attraverso il nostro lavoro, le abbiamo accompagnate, fornito supporto concreto e indirizzate agli uffici competenti per risolvere le problematiche più urgenti.

Abbiamo monitorato con attenzione l’evoluzione delle normative, i cambiamenti sociali e le trasformazioni globali, raccogliendo testimonianze e dati che ci hanno permesso di comprendere meglio i fenomeni migratori e le sfide che queste persone incontrano.
Inoltre, abbiamo denunciato situazioni di ingiustizia e le abbiamo portate all’attenzione pubblica, contribuendo a sensibilizzare la comunità su questioni cruciali.

Questa presentazione sarà un momento per riflettere insieme sulle dinamiche emerse e sul ruolo dello sportello come strumento di supporto e di osservazione. Vi aspettiamo per condividere dati, esperienze e visioni future.

Presentazione de “Le prime gocce della tempesta” di Leonardo Bianchi

SABATO 15 MARZO ORE 16.30 – CENTRO SOCIALE GATTO AZZURRO – GATTAGLIO
VIA DEL GATTAGLIO 30, #REGGIOEMILIA


Presentazione del saggio “Le prime gocce della tempesta” di Leonardo Bianchi.
E’ recente la notizia della scarcerazione di Luca Traini, che nel lontano Febbraio 2018 ha tentato una strage a sfondo razziale nella città di Macerata, per vendicare, secondo le sue testuali parole, l’omicidio di Pamela Mastropietro, uccisa da un pusher di origine nigeriana. Non pensiamo che la riflessione vada fatta sulla brevità della pena, nè sulla giustizia del nostro paese. Bisogna però riflettere sulle idee che hanno armato la mano di Traini, il brodo culturale che prima ha causato e poi ha giustificato un gesto tanto efferato.

In Italia sono tanti gli episodi simili a quello di Luca Traini: la strage dei Senegalesi a Firenze il 13 Dicembre 2011 con la morte di Samb Modou e Diop Moor per mano del militante di CasaPound Gianluca Casseri, la morte di Emmanuel Chidi Namdi a Fermo straziato da Amedeo Mancini, fan degli Zeta Zero Alfa, gruppo NaziRock capitanato da Gianluca Iannone leader di CasaPound.

Per questo abbiamo pensato di presentare il libro di Leonardo Bianchi “Le prime gocce della tempesta, miti armi e terrore dell’estrema destra globale”; per capire in quale clima favorevole si muovono i cosiddetti “lupi solitari”, stragisti di estrema destra, e per sottolineare il clima di terrore che in diversi paesi dell’Europa ha armato persone fragili e confuse, tramite una retorica suprematista razzista.

Da dove nasce questo pensiero? Quali sono le sue radici storiche? Come i governi di estrema destra ne sono l’alveo infetto? Di questo parleremo con Leonardo Bianchi nel momento in cui anche sul territorio della nostra città si muovono gruppi di estrema destra, che trovano consenso nel dibattito pubblico agitando l ‘odio sociale verso i migranti e i più deboli della società… non mancate!

LEONARDO BIANCHI è editor di Facta.
Ha lavorato a lungo per VICE Italia. Collabora con Valigia Blu, Internazionale e altre testate. Cura una newsletter sulle teorie del complotto chiamata «Complotti!» e seguita da migliaia di iscritti


#𝟴𝗠𝗔𝗥𝗭𝗢 𝗗𝗜 𝗟𝗢𝗧𝗧𝗔! 𝗟𝗔 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗦𝗜 𝗙𝗔 𝗖𝗢𝗦Ì ❤️‍🔥

Sabato scorso in occasione della giornata dell’8 marzo, #ReggioEmilia si è colorata di fucsia. Ci siamo ripresɜ rumorosamente le strade del centro storico e della stazione risignificando la sicurezza della nostra città.

A differenza di come sono state istituite le nuove zone rosse, non sono i daspo urbani, la sorveglianza e l’esercito a rendere le nostre città sicure, ma sono i nostri corpi liberi, che occupano e vivono i luoghi della città. Non è la politica del decoro urbano a rendere i quartieri più belli e meno degradati, ma sono gli spazi di aggregazione e di emancipazione per tuttɜ, soprattutto per lɜ giovani.

La nostra sicurezza è sinonimo di cura, e si fa partendo dalla difesa della salute pubblica, oggi sempre più smantellata e privatizzata.
𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗘𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗲 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗲 𝗹’𝗢𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝘂𝗿𝗮 𝗣𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲, uno spazio autonomo da cui creare una rete di supporto con le persone che non trovano risposte nel SSN, uno spazio di sorellanza, ma anche di dissenso e inchiesta politica.

La sicurezza a Reggio Emilia vogliamo che sia così.

Bisogna diffidare e rifiutare chi invece propone pacchetti di sicurezza che operano intolleranza, odio razziale e misoginia, che possono aprire spazi a organizzazioni neofascista, come i cosiddetti White Boys, nucleo di Casapound, che durante il corteo hanno osato mostrarsi a margine della piazza e tutelati dalla polizia. Ma l’onda transfemminista che ha riempito le strade di Reggio era troppo rumorosa per far passare le loro provocazioni, e sono stati messi all’angolo, così come è stato impedito a Forza Nuova di presentarsi nella nostra città, tramite presidi diffusi durante tutta la mattinata portati avanti dall3 compagn3.

L’8 marzo apre la primavera di lotte contro i fascisti che tentano di insediarsi nella nostra città, ma soprattutto per dare una forza costante alla marea di dissenso che tornerà a Roma quando comincerà la discussione in Senato del DDL Sicurezza.

𝗖𝗛𝗘 𝗧𝗥𝗘𝗠𝗜 𝗢𝗚𝗡𝗜 𝗙𝗔𝗦𝗖𝗜𝗦𝗧𝗔 𝗢𝗚𝗚𝗜 𝗘 𝗦𝗘𝗠𝗣𝗥𝗘 𝗥𝗘𝗚𝗚𝗜𝗢 𝗧𝗥𝗔𝗡𝗦𝗙𝗘𝗠𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗔 ❤️‍🔥

#8marzo 𝘼𝘽𝘽𝙄𝘼𝙈𝙊 𝙍𝘼𝘿𝙄𝘾𝙄 𝙋𝙍𝙊𝙁𝙊𝙉𝘿𝙀, 𝙀𝙎𝙏𝙄𝙍𝙋𝙄𝘼𝙈𝙊 𝙁𝙄𝙊𝙍𝙀

𝙎𝘼𝘽𝘼𝙏𝙊 𝟴 𝙈𝘼𝙍𝙕𝙊 𝙃.𝟭𝟬 𝙋𝙄𝘼𝙕𝙕𝘼 𝙁𝙊𝙉𝙏𝘼𝙉𝙀𝙎𝙄 #ReggioEmilia
𝘼𝘽𝘽𝙄𝘼𝙈𝙊 𝙍𝘼𝘿𝙄𝘾𝙄 𝙋𝙍𝙊𝙁𝙊𝙉𝘿𝙀, 𝙀𝙎𝙏𝙄𝙍𝙋𝙄𝘼𝙈𝙊 𝙁𝙄𝙊𝙍𝙀
𝘿𝙊𝙑𝙀 𝙎𝙄𝘼𝙈𝙊 𝙉𝙊𝙄 𝙉𝙊𝙉 𝙎𝘼𝙍𝘼𝙉𝙉𝙊 𝙇𝙊𝙍𝙊

Nei giorni scorsi Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova, ha rilanciato nuovamente la sua presenza in città e l’apertura di una sede del partito.
Ha promesso di presentarsi con un presidio in Piazza Fontanesi proprio nella giornata dell’ 8 marzo, una giornata che da sempre è caratterizzata dalla lotta dei movimenti femministi e transfemministi.

È chiara per noi la provocazione di Fiore.
Gruppi neofascisti come quelli di Forza Nuova demonizzano le lotte per combattere la violenza di genere, per l’educazione affettiva e al consenso nelle scuole, per il riconoscimento delle soggettività queer in tutti gli ambiti della vita. Vediamo una continuità tra le dichiarazioni omo-lesbo-bi-transfobica di Forza Nuova e le politiche del governo Meloni.
Il loro nemico è la nostra autodeterminazione perché è sabbia nel loro ingranaggio reazionario.

Per questo sabato mattina saremo ovunque in città con movimenti e azioni, incluso in Piazza Fontanesi dalle ore 10:00 con un volantinaggio pubblico, per presidiare la piazza e non permettere l’ingresso di Roberto Fiore. Per dimostrare quanto sono profonde le radici antifasciste e transfemministe nella nostra città!

La giornata dell’ 8 marzo sarà caratterizzata da movimenti ovunque:
In mattinata saremo anche con presidio del comitato bosco ospizio davanti al Conad via Luxembourg e nel pomeriggio saremo per le piazze e le strade della città!

🚩𝐇. 𝟏𝟓:𝟑𝟎 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐢𝐧 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐢
❤️‍🔥 𝐇. 𝟏𝟕:𝟎𝟎 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞𝐨

NON VOGLIAMO I FASCISTI A #REGGIOEMILIA, NE’ l’#8MARZO NE’ MAI

Come realtà femministe e transfemministe cittadine, che insieme stanno costruendo la mobilitazione dell’ 8 marzo, data annuale di convergenza e lotta, non possiamo accettare la presenza di Roberto Fiore, leader di Forza nuova a Reggio Emilia, in questa stessa data.

Prendiamo atto dai giornali della richiesta di Forza Nuova, fatta alla questura, per l’autorizzazione di un presidio proprio il giorno dell’ 8 marzo.
Forza Nuova è un gruppo neofascista, che propone un modello di società machista, razzista, omo-lesbo-bi-trans-fobica.
Una società che si fonda sulla diffidenza e sulla violenza.
L’8 marzo è ovunque data di mobilitazione in cui invece persone, realtà sociali, politiche, sindacati attraversano portando avanti l’idea di una società curante, solidale, inclusiva e soprattutto transfemminista.

Transfemminismo. Una parola che fa molta paura all’ estrema destra di tutto il mondo, perché carica di un’ energia trasformativa e arginante di questa avanzata autoritaria che sia nel nostro paese che in altri paesi europei, come in Germania, sta avvenendo.

Come ogni anno l’8 marzo saremo marea nelle piazze e nelle strade della nostra città, dal mattino alla sera. Qualsiasi tentativo di Forza Nuova di entrare in città, soprattutto in quella giornata, troverà una risposta forte e oppositiva.
Roberto fiore parla di estirpare i “poteri forti” dal nostro territorio.
Forse non ha capito che deve fare i conti con un tessuto sociale molto radicato e impossibile da estirpare.

Se verrà autorizzato in qualsiasi forma la presenza di Fiore e del suo partito noi saremo pronte a contestarlo, perché l’odio e il fascismo non possono essere tollerati.

Mandiamo inoltre la nostra solidarietà all’ ANPI per la querela ricevuta direttamente da Fiore. L’antifascismo non si silenzia.

Assemblea cittadina
L’OTTOMarzoRe