#Manifestazione nazionale a #Roma: giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese

Non torneremo a casa: tutt* in piazza a Roma contro i Re e le loro guerre!

Con l’Assemblea Nazionale Contro i re e le loro guerre, svoltasi lo scorso 15 novembre alla Sapienza Università di Roma, abbiamo scommesso sull’inizio di un percorso nuovo, di convergenza costruito non a tavolino, ma nel confronto e nella discussione collettiva, aperta, plurale e larga, nelle assemblee e in percorsi nuovi, da inventare insieme. Se il mondo intorno a noi rompe con le certezze del passato, anche noi dobbiamo farlo. Dobbiamo costruire giornate che non siano scommesse indovinate, ma reali spazi che consentano, partendo dagli stessi, di allargarli per immaginare una società diversa.

Dall’anno scorso tante e tanti hanno aperto spazi di convergenza contro il ddl Sicurezza e contro la stretta repressiva che avanzava, e poi contro la guerra, il riarmo, il genocidio, l’autoritarismo; siamo persone e realtà che hanno animato le piazze strabordanti contro il riarmo in solidarietà con la Global Sumud Flotilla e con il popolo palestinese, riconoscendo che la lotta contro l’autoritarismo interno e quella contro l’oppressione internazionale non sono due fronti separati. Ci siamo trovate per stringere un nuovo patto tra di noi, con la scommessa di lavorare costantemente per la generalizzazione degli scioperi, per svelare nelle città e nei territori i re, i padroni, e per resistere alla svolta autoritaria cercando in ogni modo di ribaltare quei rapporti di forza che garantiscono il loro potere.

I re sono Netanyahu, Trump, Giorgia Meloni. I re sono Ursula von der leyen e i tecnocrati europei. Ma non solo. Putin, Xi Jin Ping, Modhi.

I re sono le compagnie fossili, che guadagnano dalla distruzione della crisi climatica.

I re sono gli oligarchi delle piattaforme, da Bezos a Musk.

I re sono gli immobiliaristi e i grandi fondi d’investimento che speculano sulle nostre città.

I re sono le politiche dell’economia di guerra.

I re sono i confini e il patriarcato.

I re sono i decreti che cancellano diritti.

Sono tutti coloro che provano a convincerci che la violenza è ordine, che l’ingiustizia è necessità, che l’autoritarismo è sicurezza.

È avendo questi elementi come minimo comune denominatore che abbiamo deciso di ritrovarci tutte e tutti alle 13:00 di sabato 29 novembre a Roma, a Parco Schuster, per partecipare alla manifestazione nazionale ed internazionale in solidarietà col popolo Palestinese.

Non è il tempo degli steccati. Dobbiamo cambiare il mondo, far saltare il tavolo, sconfiggere i Re ma non per instaurare un regno nuovo.

Dobbiamo sconfiggere i Re per immaginare un futuro diverso per tutti i popoli del mondo.

Iniziare a farlo dai nostri territori, per convergere in un grande momento nazionale inserito in una cornice globale, ci pare la condizione minima per dare concretezza a quanto affermiamo.

Facciamolo insieme.

Non torniamo a casa.

Per la Palestina libera, contro il sistema, la cultura e l’economia di guerra.

Per fermare le torsioni autoritarie e sconfiggere il potere.

Continuiamo a mobilitarci!

Incontro con Cesare Tofani della #Flotilla

Il nostro paese è stato attraversato da un potente movimento di solidarietà verso la popolazione palestinese di Gaza colpita dall’aggressione genocida israeliana.
Due scioperi generali ed un fiume di iniziative si sono susseguite in tutte le città italiane coinvolgendo centinaia di migliaia di persone.

Anche nella nostra città decine di iniziative e cortei enormi hanno attraversato e bloccato più volte Reggio Emilia.
L’iniziale carattere umanitario della mobilitazione si è unito alla solidarietà con la missione della Global Sumud Flotilla, innescando una vera e propria detonazione popolare.

È proprio con uno dei protagonisti della Flotilla, il capitano dell’Otaria Cesare Tofani, che vogliamo riprendere il filo di quei giorni che hanno portato decine di imbarcazioni ed equipaggi provenienti da più di 40 paesi del mondo a imbarcarsi carichi di aiuti umanitari per rompere il blocco navale israeliano e raggiungere le coste di Gaza. A Cesare chiederemo cosa lo ha spinto, lui e tanti altri a rischiare la vita per disobbedire alle logiche assassine che decidono che la vita di un popolo intero non vale niente e quindi passibile di sterminio. Con lui ripercorreremo le fasi di preparazione della flotilla, le giornate di navigazione fino ai momenti tragici degli attacchi e la conseguente detenzione da parte della polizia di Tel Aviv.

⛵️ Cesare Tofani è navigatore ed attivista, è stato il capitano dell’Otaria, una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla per Gaza, impegnata nel portare aiuti umanitari e solidarietà al popolo palestinese attraverso il Mediterraneo.
Da anni alterna la vita in mare all’impegno civile: dalla coltivazione di canapa industriale e la creazione della rete d’imprese Italcanapa, nata per promuovere una filiera sostenibile, fino alle missioni internazionali per la libertà e i diritti umani.
La sua è una rotta di resistenza e responsabilità, che unisce ecologia, attivismo e una visione del mare come spazio politico, umano e solidale.

🗓️ Giovedì 20 novembre
💫 ore 20:30
📌 viale Ramazzini 33, presso Ex Maffia

Di seguito la registrazione dell’incontro:

🇵🇸 Mercoledì 8 Ottobre – Presidio in Piazza Prampolini #reggioemilia

La #FreedomFlotilla è stata attaccata in acque internazionali. Navi civili, cariche di aiuti umanitari e di speranza, sono state abbordate con forza dalla Marina israeliana. Attivisti, giornalisti, parlamentari europei e italiani sono stati sequestrati, minacciati con le armi, detenuti senza assistenza legale.

Questa non è solo una violazione del diritto internazionale. È un atto di guerra contro la solidarietà. È un attacco diretto alla dignità umana.

Questa sera ci ritroviamo in piazza per dire:

STOP genocidio
NO al blocco criminale su Gaza
NO alla complicità internazionale
NO al silenzio istituzionale italiano

E diciamo forte:
SÌ alla solidarietà internazionale
SÌ alla libertà del popolo palestinese
Non ci fermeranno. Non ci intimidiscono. Non ci silenziano.

La Flotilla non è sola. Gaza non è sola. Noi non siamo sole e soli.

AVEVAMO DETTO BLOCCHIAMO TUTTO, E COSÌ È STATO

Oggi, in una grandissima giornata di sciopero generale indetto unitariamente dai sindacati di base e Cgil, tutte le città di Italia si sono riempite di centinaia di migliaia di studentə, lavoratori e lavoratrici, cittadinə, tuttə unitə al suono del grido Palestina libera.

Anche a Reggio Emilia abbiamo immobilizzato la città.
Già dalla mattina lə studentə del Coordinamento Rabûn hanno bloccato l’ingresso al Polo Scolastico, mentre contemporaneamente lə universitariə hanno bloccato il Dipartimento di educazione scienze umane.

In corteo in 25.000 abbiamo bloccato la circonvallazione e il centro storico, con cori, musica e rabbia. Mentre il nostro governo tace sulle ingiustizie, rendendosi complice di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, le piazze gridano a gran voce e lottano, ponendosi dalla parte giusta della storia, quella che riconosce l’illegittimità di isr4el3, quella che è fermamente contro il massacro che si sta compiendo sotto i nostri occhi, finanziato dalle potenze occidentali e dal nostro stesso governo.

L’assedio di Gaza deve cessare immediatamente, il popolo palestinese deve essere libero di vivere nella propria terra, e di vivere senza il timore della violenza e del colonialismo isr4elian0 che da più 80 anni ormai lo opprime.
L’equipaggio della Global Sumud Flotilla deve essere rilasciato, e le azioni illegali di detenzione dellə attivistə da parte di isr4el3 devono essere messe sotto processo.

La marea che ha bloccato tutta Italia oggi è stata una promessa mantenuta, ma più di tutto una risposta contro il governo Meloni, che prova imperterrito a delegittimare gli scioperi, provando a desincentivare in tutti i modi, anche con motivazioni false e ridicole, le persone a scendere in piazza a protestare.
In questo clima di repressione, dove l’unica risposta che il nostro governo sà dare passa attraverso la violenza dei manganelli e l’oppressione delle libertà, noi continueremo a scendere nelle strade, continueremo a bloccare le scuole, le università, finché la Palestina non sarà libera.

AGITAZIONE PERMANENTE

Dopo l’attacco alla #GlobalSumudFlotilla da parte delle forze israeliane ieri sera, anche a #Reggio si è creato un corteo spontaneo fortissimo, rumoroso e deciso nel ribadire che la nostra città sa chiaramente da che parte stare. Dalla parte del popolo palestinese e dalla parte di chi resiste.Ieri in un presidio chiamato in brevissimo tempo siamo arrivatə a dare vita ad un corteo di più di 1.000 persone, a dimostrare la determinazione e la potenza di questa grandissima marea che lotta e supporta la Palestina e la Global Sumud Flotilla. Ora tocca a noi continuare a riempire le strade, a bloccare tutto.

VENERDÌ 3 OTTOBRE🔥 SCIOPERO GENERALE: Ore 8:30—Polo Scolastico, via Makallé

GIOVEDÌ 2 OTTOBRE: Ore 18:30—Presidio in piazza Prampolini

Se bloccano la #globalsumudflotilla blocchiamo tutto

La Flotilla è sotto minaccia concreta di essere violentemente attaccata ogni miglio solcato in direzione di #Gaza e della popolazione sotto assedio.

Non staremo fermi a guardare: spazi sociali, reti, associazioni e sindacati si sono già mobilitati per accompagnare la Flotilla nella sua missione!

Il giorno dell’attacco convergiamo tutte insieme nel presidio permanente di piazza Prampolini a Reggio Emilia alle 18:30 e diamo spinta e agitazione allo sciopero generale che i sindacati convocheranno d’urgenza nelle 24 ore successive all’attacco!
Seguiranno aggiornamenti

Se bloccano la Flotilla blocchiamo tutto!🇵🇸