Assemblea pubblica antifascista

Giovedì 15 gennaio alle 20:30 al Lab AQ16 convochiamo una seconda assemblea pubblica antifascista, dopo quella molto partecipata del 13 dicembre.

La nostra città è chiamata ad organizzarsi, perché è sotto attacco, da più fronti e trasversalmente, strategia messa in moto da una destra polimorfa: dai fascisti di CasaPound che vorrebbero aprire una sede a Reggio Emilia, dal governo che impone il revisionismo come verità storica nelle scuole, dalla criminalizzazione sempre più aspra che le/gli antifascisti si trovano ad affrontare di giorno in giorno.

Reggio Emilia è ricca di realtà, di associazioni e spazi che intersecando i propri sforzi sono in grado di mettere in campo un vero argine antifascista, un argine che ha funzionato il 30 marzo, e che ogni volta che sarà necessario si potrà riorganizzare.

La strategia che Casapound sta provando ad attuare è chiara e leggibile: ricavare spazi e basi d’appoggio dove non ne ha mai avute. Millantando una legittimità che non gli è mai appartenuta, e che questa città ha più volte manifestato di non voler concedere, prova a sfruttare il momento storico favorevole per i propri scopi.

La contingenza con la data del “Giorno del Ricordo” ci interpella tutte e tutti: la questione delle foibe coinvolge da anni la destra reggiana in una impresentabile presa di parola su posizioni revisioniste che fanno del carnefice la vittima e viceversa.

Il modello foibe è proprio quello con cui la destra è riuscita a fare breccia nella cultura generale, ed è proprio per questo che bisogna sempre più e sempre meglio essere in grado di mostrare la verità in questa fitta rete di menzogne con cui questi bugiardi tentano di ripulire la storia.

Reggio Emilia è una città storicamente antifascista, dalla resistenza ai giorni nostri, e questo lo dobbiamo avere ben presente nell’agire quotidiano, poiché è diretta conseguenza di questo retaggio che fascisti di strada e di governo intensificano le proprie provocazioni, perché hanno bisogno di attaccare sistematicamente l’antifascismo come cultura e pratica, e nel farlo pongono un attacco alla città intera.

Ma se saremo in grado di restare unitə, di attivare in un permanente stato di agitazione ogni realtà del nostro territorio, questo buio che prova a prendere terreno incontrerà una cittadinanza pronta a difendere i propri spazi, a tutelare scuole e quartieri, a prendere posizione senza paura, perché l’antifascismo non può essere un condimento dialettico alle nostre attività, ma una pratica viva e trasversale, in grado di unire nelle differenze di approccio e prassi.

Quando l’attacco all’antifascismo è portato avanti su più fronti l’unica soluzione è di attivarsi sempre di più, intessere legami solidi che facciano della cultura e della verità storica una pratica condivisa.

Un contrattacco necessario, che ad oggi rappresenta l’unico spiraglio verso una vita degna ed una società più giusta, libera da velleità etno nazionaliste e repressive.

Ci vediamo giovedì 15 gennaio ore 20:30 al Lab AQ16 per continuare a parlare, confrontarci e a solidificare i legami necessari ad affrontare questo presente.

Presentazione del libro “Le radici profonde” con l’autore Valerio Renzi

Venerdì 24 ottobre ore 19.00 a #CasaBettola presentazione del libro “Le radici profonde” con l’autore Valerio Renzi.

La destra postfascista si porta dietro da sempre un’ossessione, figlia di un complesso d’inferiorità nei confronti della sinistra: la cultura. Da un lato invidia per sé una nobile tradizione intellettuale, dall’altro denuncia un’esclusione a priori dalla produzione culturale.

Ma che cosa ha prodotto negli ultimi cinquant’anni la cultura della destra italiana?

Quali libri si trovano sugli scaffali di ministri, vicesegratari e parlamentari?

Su cosa fonda la propria formazione politica e il proprio apprendistato sentimentale la Generazione Atreju oggi al governo dell’Italia?

E cosa leggono e ascoltano i giovani militanti che sognano un posto in parlamento?

Ricostruire la dieta culturale di chi ha in mano il paese è essenziale per capire come vede il mondo. Ed è questo l’obiettivo del giornalista e scrittore Valerio Renzi, che indaga in questo libro il rapporto tra la destra postfascista di Giorgia Meloni e la questione culturale, dal dopoguerra all’epopea delle tv private berlusconiane, fino alle culture wars dei nostri anni.

Dalla passione per Il Signore degli Anelli di Tolkien e l’ombra di Julius Evola, passando per la musica identitaria e la stagione dei Campi Hobbit, Renzi analizza le radici profonde che legano la destra italiana alle pagine più oscure del Novecento, radici impossibili da recidere: pena la perdita della propria identità.

Le radici profonde è dunque uno strumento agile per capire l’atteggiamento della destra italiana verso la cultura e gli intellettuali, tra riferimenti pop e storie da un passato che sembra non passare mai.