Respingiamo il vittimismo fascistaNessuno spazio per C*saPound in città

Sabato 21/02
Presidio antifascista in piazza del Monte, ore 15.00

Domani i fascisti di C*sapound vogliono portare la loro propaganda in piazza, lo fanno in sordina, senza preavviso, perché sanno che la loro legittimità a Reggio Emilia è nulla, che la loro presenza non è tollerata. L’antifascismo reggiano ha sempre dimostrato di essere capace di non cedere terreno alle organizzazioni di estrema destra e come sempre anche domani ci saremo.

C*saPound vuole strumentalizzare la morte di Quentin Deranque per condannare la “violenza antifascista”, detto da parte di un’organizzazione che propone leggi per la deportazione di massa e che ha centinaia di aggressioni armate sul suo curriculum.

Ma questa operazione va inserita in un quadro più ampio, di alleanza tra estrema destra globale e capitalismo oligarchico per la ridefinizione dei rapporti di potere sfruttando la crisi.
Per questo le destre sono all’offensiva, guadagnano terreno e consensi ogni giorno.

In Europa tutto ciò si declina con un attacco senza precedenti alla sinistra e all’antifascismo, due cardini fondamentali dell’architettura sociale europea dell’ultimo mezzo secolo.
I fatti di Lione spiegano bene la dinamica in atto; la morte di Quentin Deranque viene utilizzata per additare gli antifascisti come terroristi e spingere all’isolamento le organizzazioni di sinistra che non si piegano all’ineluttabilità del capitalismo e all’avanzata dell’estrema destra nelle strade e nella politica istituzionale.

Una delle frasi ricorrenti che rimbalza dal web alle bocche dei politici è: “l’antifascismo uccide ancora”, “antifascisti assassini”.
Queste sono frasi false e vanno rispedite al mittente senza indugi.
L’antifascismo non uccide, i fascisti invece si.

In Europa ricordiamo numerosi omicidi di compagni antifascisti da parte di fascisti:
— Davide Cesare (Dax), 26 anni, Ucciso il 16/03/03 con varie coltellate a Milano.
— Renato Biagetti, 26 anni, Ucciso il 27/08/2006 con varie coltellate a Focene(Roma)
— Carlos Palomino, 16 anni, Ucciso il 11/11/2007 con varie coltellate a Madrid
— Jan Kucera, 18 anni, Ucciso il 18/01/2008 con varie coltellate a Pribram, Repubblica Ceca.
— Clement Meric, 18 anni, Ucciso il 05/06/2013 morto a causa di lesioni cerebrali dovute all’aggressione subita.
— Pavlos Fyssas, 34 anni, Ucciso il 18/09/2013 con varie coltellate ad Atene.

Sono migliaia inoltre le aggressioni e altre decine le morti riconducibili al neofascismo e al neonazismo europeo contro persone ritenute nemiche, solo in Francia dal 2022 ad oggi si contano 11 morti e 19 feriti gravi.

Anche la morte di Quentin Deranque è una conseguenza di un’aggressione fascista armata di spranghe di ferro e bastoni, come ben documentato dal sito di controinformazione contre-attaque-net.

Non cediamo alla propaganda, non facciamoci isolare, l’antifascismo è un valore che non può essere messo fuori legge.
Lottiamo contro la barbarie del nostro tempo, facciamolo avanzando insieme.

Domani scendiamo tutte e tutti in piazza. Ci vediamo alle ore 15:00 in piazza del Monte.
Non un passo indietro!

Assemblea pubblica antifascista

Giovedì 15 gennaio alle 20:30 al Lab AQ16 convochiamo una seconda assemblea pubblica antifascista, dopo quella molto partecipata del 13 dicembre.

La nostra città è chiamata ad organizzarsi, perché è sotto attacco, da più fronti e trasversalmente, strategia messa in moto da una destra polimorfa: dai fascisti di CasaPound che vorrebbero aprire una sede a Reggio Emilia, dal governo che impone il revisionismo come verità storica nelle scuole, dalla criminalizzazione sempre più aspra che le/gli antifascisti si trovano ad affrontare di giorno in giorno.

Reggio Emilia è ricca di realtà, di associazioni e spazi che intersecando i propri sforzi sono in grado di mettere in campo un vero argine antifascista, un argine che ha funzionato il 30 marzo, e che ogni volta che sarà necessario si potrà riorganizzare.

La strategia che Casapound sta provando ad attuare è chiara e leggibile: ricavare spazi e basi d’appoggio dove non ne ha mai avute. Millantando una legittimità che non gli è mai appartenuta, e che questa città ha più volte manifestato di non voler concedere, prova a sfruttare il momento storico favorevole per i propri scopi.

La contingenza con la data del “Giorno del Ricordo” ci interpella tutte e tutti: la questione delle foibe coinvolge da anni la destra reggiana in una impresentabile presa di parola su posizioni revisioniste che fanno del carnefice la vittima e viceversa.

Il modello foibe è proprio quello con cui la destra è riuscita a fare breccia nella cultura generale, ed è proprio per questo che bisogna sempre più e sempre meglio essere in grado di mostrare la verità in questa fitta rete di menzogne con cui questi bugiardi tentano di ripulire la storia.

Reggio Emilia è una città storicamente antifascista, dalla resistenza ai giorni nostri, e questo lo dobbiamo avere ben presente nell’agire quotidiano, poiché è diretta conseguenza di questo retaggio che fascisti di strada e di governo intensificano le proprie provocazioni, perché hanno bisogno di attaccare sistematicamente l’antifascismo come cultura e pratica, e nel farlo pongono un attacco alla città intera.

Ma se saremo in grado di restare unitə, di attivare in un permanente stato di agitazione ogni realtà del nostro territorio, questo buio che prova a prendere terreno incontrerà una cittadinanza pronta a difendere i propri spazi, a tutelare scuole e quartieri, a prendere posizione senza paura, perché l’antifascismo non può essere un condimento dialettico alle nostre attività, ma una pratica viva e trasversale, in grado di unire nelle differenze di approccio e prassi.

Quando l’attacco all’antifascismo è portato avanti su più fronti l’unica soluzione è di attivarsi sempre di più, intessere legami solidi che facciano della cultura e della verità storica una pratica condivisa.

Un contrattacco necessario, che ad oggi rappresenta l’unico spiraglio verso una vita degna ed una società più giusta, libera da velleità etno nazionaliste e repressive.

Ci vediamo giovedì 15 gennaio ore 20:30 al Lab AQ16 per continuare a parlare, confrontarci e a solidificare i legami necessari ad affrontare questo presente.