Lunedì 22 settembre è stata una grandissima giornata di lotta in tutto il paese. Dal sud al nord, tutte le città, le piazze e le strade d’Italia sono state attraversate da maree di centinaia di migliaia di persone.
Dopo due anni di genocidio e mezzo secolo di apartheid a Gaza e in Palestina qualcosa di grande si è mosso, il blocco del paese in risposta agli attacchi subiti dalla Flotilla si è espresso con un oceano di persone e dimostra inequivocabilmente sia la vicinanza al popolo Palestinese ed alla sua lotta, sia la volontà di opporsi ad un governo che promuove politiche di guerra, che arma Israele e che reprime e condanna chi a tutto questo si oppone.
La forza dirompente che ieri è emersa in ogni piazza del nostro paese è stata possibile solo grazie all’unità delle molteplici ed eterogenee forze sociali con obiettivi comuni: studentə, lavoratorə, cittadinə, migrantə e militantə che unitə hanno bloccato tutto.
A Reggio Emilia eravamo in 8000: una grandissima manifestazione che ha bloccato la viabilità della città, prendendo la stazione e le vie principali.
Siamo l’equipaggio di terra della Flotilla e la giornata di ieri ha dimostrato che le coscienze sono vive più che mai, che centinaia di migliaia di persone non tacciono davanti al genocidio e alla repressione, che se serve bloccare il paese lo possiamo bloccare, ed è quello che faremo per continuare a difendere la Flotilla e la Palestina.
Siamo tuttə Global Sumud Flotilla! Con Gaza contro la guerra al popolo di Palestina!
Di fronte agli ultimi attacchi d’Israele al popolo palestinese non possiamo rimanere in silenzio. I tank di Israele sono entrati a #Gaza City per portare avanti il loro piano di sterminio e la striscia continua ad essere bombardata sotto agli occhi inermi degli organi sovranazionali. Dobbiamo convergere da ogni città per creare un unico grande blocco, un argine capace di fermare le logiche del commercio mondiale da cui dipende questo massacro. Saremo nelle piazze, nei porti, nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro; saremo l’equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla; saremo il blocco che non può stare a guardare. Scioperiamo e blocchiamo tutto: uniamoci in piazza per opporci al genocidio.
Un uomo è morto a #ReggioEmilia dopo essere stato colpito da un #Taser durante un intervento di polizia. Non è un caso isolato. È l’ennesima morte che si consuma nel silenzio istituzionale, tra comunicati di circostanza e difese automatiche. Ma non basta più invocare “le regole d’ingaggio” o “l’attesa dell’autopsia”. Il Taser è uno strumento di violenza, e la sua legittimazione è una scelta politica precisa.
La narrazione che lo descrive come “alternativa non letale” è una mistificazione. Il Taser immobilizza attraverso scariche elettriche che possono provocare arresti cardiaci, crisi respiratorie, traumi. Viene usato su persone in stato di alterazione, disagio psichico, fragilità estrema. E ogni volta che accade, la responsabilità viene scaricata sulla vittima, mai sul dispositivo, mai sulla cultura dell’intervento. Questa morte è il risultato di una deriva autoritaria che trasforma il disagio in minaccia, la sofferenza in pericolo, la marginalità in bersaglio. Non è sicurezza: è repressione. Non è tutela: è abuso. E ogni volta che un sindacato difende l’operato “senza esitazioni”, si legittima un sistema che uccide.
Il Taser non è uno strumento neutro. È parte di un modello di gestione del conflitto che punta alla neutralizzazione immediata, all’azzeramento del contesto, alla cancellazione della complessità. È il sintomo di uno Stato che non sa ascoltare, non sa mediare, non sa prendersi cura. E che risponde con la forza anche quando la forza è l’ultima cosa che serve.
Amnesty International ha definito il Taser un “strumento di tortura”, denunciandone l’uso eccessivo e sproporzionato in tutto il mondo. L’organizzazione ha più volte sottolineato come la sua classificazione come “arma non letale” porti a un impiego troppo disinvolto, soprattutto contro persone con condizioni di salute compromesse, aumentando il rischio di esiti fatali. In Italia, nonostante le segnalazioni e i casi di morte, il Taser continua a essere distribuito e difeso, senza alcun monitoraggio indipendente.
Chiediamo la sospensione immediata dell’uso del Taser da parte delle forze dell’ordine. Chiediamo che si apra un’indagine indipendente, non gestita dalle stesse istituzioni coinvolte. Chiediamo che si smetta di trattare le vite fragili come minacce da neutralizzare. Questa non è una tragedia inevitabile. È una responsabilità precisa. È una scelta. Ed è inaccettabile.
Mercoledì 25 giugno vi proponiamo una serata di incontro, di conoscenza di scambio, presso Labart al Parco Santa Maria a #reggioemilia con Viruta y Sudor (Violeta e Jorge) dalla Patagonia argentina.
H. 18 Performance teatrale di strada nel parco “Canzoni da guardare” H. 19 apericena argentino a offerta libera e consapevole a favore dei progetti di sostegno al popolo Mapuche. ( Prenotazione gradita via WhatsApp o sms al numero 346 379 0545) H. 20 Incontro e dibattito sulla storia del popolo Mapuche, sulle ultime devastazioni che hanno colpito il loro territorio, sulle lotte messe in atto contro le devastazioni sistematiche e la repressione.
Viruta y Sudor (Violeta e Jorge) dalla lontana Patagonia, tornano a trovarci dopo alcuni anni di assenza dall’Italia, in cui però il filo di comunicazione tra noi non si è mai interrotto. Di nuovo ci portano il loro teatro di strada, i loro burattini, i loro colori, i loro messaggi di speranza. Ma anche ci raccontano tutto quelli che è successo negli ultimi mesi e sta succedendo al popolo Mapuche, di cui sono compagni e vicini di casa. Lo scorso gennaio 2025, incendi di vasta portata hanno bruciato migliaia di ettari, distrutto case e comunità, prostrato centinaia di persone (dal punto di vista economico, abitativo, psicologico, famigliare). La macchina della solidarietà è subito scattata, e ci racconteranno tra le altre cose del progetto “Noi siamo foresta”. C’è bisogno di informazione, di consapevolezza e di aiuto internazionale. Il popolo Mapuche è in lotta per la sopravvivenza e la dignità da più di 500 anni. L’opposizione alle devastazioni ordite dalle multinazionali, e la repressione dello stato argentino non si ferma!
Il 14 giugno presso la sede di Città Migrante abbiamo incontrato l* attivist* di Support Survivors of African War #SSAW e di #Mediterranea Saving Humans in un incontro informativo sul conflitto in Sudan e sui modi in cui è possibile attivarsi per supportare la popolazione sudanese.
Per l’acquisto di beni essenziali da portare in Sudan con una nave in partenza da Genova, è possibile fare una donazione a questo IBAN IT42T0306909606100000402921 intestato a Support Survivors of African War
Di seguito la registrazione dell’incontro e il volantino dell’iniziativa
Lunedì 26 MAGGIO il Decreto Sicurezza passerà in discussione alla Camera.
Dopo la trasformazione del DDL in Decreto, il Governo ha tempo fino al 12 giugno per approvare definitivamente la legge. È questo il poco tempo che ci separa dal progetto autoritario a cui sta lavorando il Governo fin dal suo insediamento. Ma non è questo il tempo dell’attesa o della rassegnazione, bensì quello in cui alzare la testa!
Lunedì 26 vogliamo portare la nostra voce sotto il Parlamento, e per arrivarci praticheremo, se necessario, le più sane forme di democrazia: il dissenso, la disobbedienza, la discussione in piazza, anche di fronte ai palazzi del potere. Lunedì 26 maggio, Ore 14:00 @ Piazza Barberini
Sabato 31 MAGGIO ci sarà la manifestazione nazionale a Roma contro questo decreto legge liberticida. Scendiamo in massa e tutte e tutti compatte, per creare una marea di dissenso antagonista a questo governo. Sabato 31 maggio, Ore 14:00 @ Piazza Vittorio
Le parole sono difficili da trovare in questi momenti, ma noi vogliamo ricordare Sara come la persona solare, forte, altruista, combattiva che è sempre stata.
Figura fondamentale non solo per la scena politica reggiana, Sara lascia un’impronta indelebile nella storia delle lotte degli spazi sociali e nelle nostre vite.
Da sempre sensibile alle ingiustizie, Sara ha sempre offerto tutta se stessa per costruire un mondo migliore per tuttə.
Lascia un vuoto immenso nella comunità degli spazi sociali. Ci stringiamo alla famiglia, la mamma Antonietta, il papà Alessandro e il fratello Andrea. Ci stringiamo a tuttə quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerla, ci stringiamo tra noi compagnə, vicini e lontani.
La forza di Sara, il suo impegno politico, la sua umanità ed il suo ricordo non saranno mai dimenticati, saranno innervati nelle battaglie che continueremo a combattere insieme a lei.
Sei stata compagna, amica, sorella. Ti porteremo ovunque con noi.
Venerdì 16.05 ✭ Piazza Prampolini #ReggioEmilia ✭ dalle 19:00
Dopo mesi di lotta contro il DDL sicurezza (oggi diventato decreto legge attraverso la manovra autoritaria e antidemocratica del governo Meloni), continua la battaglia che su tutto il territorio nazionale ha mosso un’opposizione politica compatta e determinata contro il governo.
Torniamo a mobilitarci a Reggio Emilia, di rientro da una partecipatissima assemblea nazionale tenutasi a Roma il 4 maggio, che ha lanciato due giornate di mobilitazione, alle quali tutte e tutti siamo chiamate a rispondere: il 27 maggio quando il decreto approderà alla Camera, e il 31 maggio a Roma per una grande mobilitazione di massa.
La manovra anti-costituzionale che il governo ha messo in atto per forzare il meccanismo di discussione democratica ci ha messo davanti a un’evidente svolta nella nostra democrazia, un cambio di rotta che va fermato, sabotato e disobbedito.
Per mesi le mobilitazioni territoriali sono riuscite a rallentare l’iter di approvazione del DDL Sicurezza. Ancora una volta siamo chiamatɜ a non fermarci ma a convergere non solo per fermare la trasformazione del decreto in legge, ma anche per andare oltre. Guardiamo alle battaglie per la visibilità transgender e contro la violenza di genere, alle battaglie per la giustizia climatica, a quelle contro i CPR e i lager in Albania, ai referendum dell’8 e il 9 giugno su lavoro e cittadinanza. Guardiamo alla Palestina e alla lotta contro il riarmo globale e alle logiche di guerra che governano questa Unione Europea.
La nostra opposizione è reale ed estesa e siamo determinate ancora una volta a metterla in campo!
Venerdì 16 maggio invitiamo tuttɜ, organizzazioni politiche, associazioni, artistɜ a occupare con i propri corpi Piazza Prampolini, per esprimere che Reggio Emilia è contro il progetto autoritario del governo Meloni sulle nostre vite.
Vogliamo creare una piazza in cui tuttɜ possano riconoscersi, nel rivendicare libertà e democrazia.
Agli interventi politici vogliamo alternare momenti di musica, perchè la lotta ha molteplici forme. Per riappropiarci di quegli spazi pubblici e politici che ci vogliono negare: invitiamo chiunque suoni, canti, balli o pratichi altre performance artistiche a unirsi alla mobilitazione!
Verso il 31 maggio e oltre, ci vediamo venerdì 16 maggio alle ore 19:00 in Piazza Prampolini
SE VOI FATE IL FASCISMO NOI FACCIAMO LA RESISTENZA!
Il 25 Aprile celebriamo insieme l’80° anniversario del giorno della #liberazione!
Quest’anno non è come gli altri, 80 anni dalla vittoria della Resistenza al nazi-fascismo non sono una passeggiata nel tempo, ma il corso di vita di una generazione che il 25 Aprile del 1945 ha conquistato, lottando e combattendo, il diritto di tuttɜ di lottare per cambiare il destino di una Storia altrimenti iniqua catastrofica e opprimente. Parteciperemo alle celebrazioni dell’80° anniversario del giorno della Liberazione dopo il successo della campagna antifascista “Dove siamo noi non saranno loro”, che attraverso numerose iniziative, contributi e pratiche, ha portato in piazza, con due cortei, quasi 10mila persone.
In poco più di un mese di mobilitazione singolare e collettiva, di antifascismo militante e antifascismo “storico”, dai quartieri e dagli spazi sociali, dalle sedi associative e istituzionali, si è alzato quell’argine politico e sociale che ha impedito categoricamente a forze neofasciste quali Rete dei patrioti e Casapound di rigurgitare la propria identità tossica sulla città e nelle sue strade.
Celebreremo questo 25 Aprile con la consapevolezza che siamo chiamate a nuove battaglie, 80 anni dopo quel giorno di vittoria collettiva, disperanza e di nuova Storia, il mondo è completamente trasformato e mutato. La reazione neoliberista che la nostra generazione fronteggia da molti anni ha raggiunto un nuovo culmine di violenza e di ingiustizia sociale, stracciando le conquiste delle lotte del secolo scorso.
In questi giorni è passato un Decreto Legge, il cosiddetto Pacchetto Sicurezza, emanato come se il paese fosse in regime di emergenza. È il decreto che segna un passaggio di fase nella svolta autoritaria del nostro paese, e che a poche ore dall’entrata in vigore ha mostrato il suo volto con le cariche indiscriminate e i fermi arbitrari al corteo nazionale in solidarietà al popolo palestinese di sabato 12 Aprile a Milano.
Per questo abbiamo lanciato 60 giorni di agitazione per ricacciarlo infondo agli archivi e lo facciamo partendo da qui, da questo 25 aprile, celebrando la libertà di resistere. Resistere è una necessità sociale, un punto di partenza, per cambiare il corso degli eventi. Ma il diritto di resistenza non è scontato, né la responsabilità che esso comporta, ovunque venga rivendicato, che sia qui o in Ucraina, in Palestina o altrove, ha bisogno di un orizzonte da superare e un’idea da realizzare.
Le nostre nonne e nonni partigiani ci hanno insegnato che l’utopia è realizzabile, anche contro i potenti e pericolosi nel mondo, anche quando la miseria della guerra ci appare dilagante e nessuna altra alternativa possibile.
Per questo, ottanta anni dopo realizzarla tocca a noi a partire dalla lotta contro i nuovi nazionalismi e le nuove idee di supremazia e sfruttamento che si sono imposte e che in paesi come l’Italia si sono fatte governo.
La storia la fanno i corpi in movimento, e quei corpi in questi ottanta anni non si sono mai fermati!
Ci vediamo il 25 Aprile alle 10:00 di fronte alla basilica della Ghiara, incorso Garibaldi!
Dopo i due grandi cortei che domenica 30 marzo hanno rigettato i fascisti di CasaPound e Rete dei Patrioti dalla nostra città, la lotta antifascista non si ferma.
Nella giornata di ieri il quartiere della rosta nuova si è animato grazie a una grande partecipazione all’ANTIFAFEST, una festa di quartiere co-organizzata tra abitantɜ, Spazi Sociali, centro sociale della Rosta Nuova e ANPI.
Dal pomeriggio nel Parco Noce Nero si sono svolte attività per bimbi e adulti: sport popolare, partita di calcetto, laboratorio d’arte e di danza, mercatini di autoproduzioni per concludersi con i live di monamour 2pattoni e dj set di groovepropaganda
Non è stata una semplice festa, ma una giornata in cui ci siamo riappropriati di spazi di quartiere depotenziati da una politica che privilegia gli investimenti in sorveglianza, zone rosse e militari, a discapito però della coesione sociale che si può creare quando più soggetti si uniscono per costruire luoghi di incontro.
In una partecipata sfilata per il quartiere sui ritmi della murgaloka abbiamo espresso che la sicurezza urbana è soprattutto sicurezza sociale, e per crearla bisogna mettere in campo relazioni solidali e di prossimità, rivendicando e tutelando i diritti con politiche di welfare incisive. Solo in questo modo possiamo contrastare l’odio e la paura che ci vengono propagandati dall’ estrema destra.
Ringraziamo le tantissime persone che sono venute e tutte quelle che hanno permesso di svolgere questa giornata e le sue iniziative, sono davvero troppe per ringraziarle una ad una. Il coinvolgimento del quartiere è stato concreto e notevole. Da qui continuiamo e puntiamo a costruire presidi antifascisti per praticare la nostra sicurezza nei quartieri, ovunque per Reggio Emilia, perché vivere le strade della città senza paura è possibile, se lo si fa lottando insieme!
Grazie a artist3 che hanno portato i loro banchetti, ai progetti sportivi e educativi che hanno partecipato atelier_amali reggio balla las naras libertad palestra popolare porco rosso
Ecco un video riassuntivo della meravigliosa giornata: