SCUOLA E LINGUA
cittamigra | 30 Luglio, 2010 00:44
Un commento di Caroline
Tobaty-insegnante presso la scuola di Città Migrante-
e le riflessioni di alcuni alunni
La nostra scuola si chiama
“Scuola Città Migrante” non solo perché vuole essere dentro la città e dentro i
suoi movimenti, ma perché vuole accompagnare percorsi di vita diversi e anzi,
esserne parte condivisa. L’aula diventa allora piazza e le panchine parco
pubblico. Ognuno ci si può sedere il tempo di una lezione o per un anno intero.
Chiediamo il nome e nient’altro. Non servono altre giustificazioni per spiegare
i perché e i come: non c’è bisogno di motivare un’esistenza. Da questo
principio inizia tutto,ovvero inizia un cammino che vogliamo costruire insieme
: tra studenti e insegnanti.
La scuola Città Migrante ha uno
sguardo non troppo acceso e preoccupato sull’insegnamento grammaticale della
lingua. Sicuri che non si imparano i tempi e i verbi a memoria ,ma che bisogna
viverli, le lezioni sono basate sulla comunicazione: si chiacchiera, si
scambiano idee, si cerca di esprimere una propria emozione e nel mentre,
l’errore grammaticale si fa mezzo per
andare avanti e andare verso l’altro, per esprimersi senza disagio, senza
paura, senza che una voce interrompa la frase per riprenderla in modo “giusto”.
A scuola si accoglie l’altro con i suoi errori in bocca ma soprattutto con i
suoi sorrisi, i suoi bisogni di stare con gli altri e di condivisione.
Si cerca anche di guardare il
mondo insieme. Spesso volentieri riflettiamo su quel che succede in città o a
livello nazionale. Per i fatti di Rosarno abbiamo fermato un po’ il tempo delle
lezioni per prendere parola su quello che stava accadendo. Per l’anniversario
della caduta del Muro di Berlino abbiamo riflettuto insieme sul significato di
un tale edificio ricordando i diversi muri ancora in piedi nel mondo. Per
l’anniversario della morte dei sette giovani uccisi dalla polizia nel 1960 in
piazza della Vittoria a Reggio Emilia, abbiamo cantato insieme la canzone di
Fausto Amodei, “Per i morti di Reggio Emilia” e abbiamo ricordato i
fatti significativi accaduti nei paesi di provenienza degli alunni in quegli
anni.
Insegnare una lingua ad adulti
stranieri non è un processo ovvio. Di fronte abbiamo persone con un passato e
un presente vivi. Che ne parlino o meno. Non dobbiamo riempire una mente vuota,
ma aggiungere senza mettere da parte la cultura e la nostalgia che ognuno si
porta dentro. Una lingua seconda sarà sempre al secondo posto, non possiamo
esigere che prenda il posto della lingua madre. Dobbiamo solo far sì che
l’italiano diventi lingua amica, lingua del quotidiano, lingua della
comunicazione. Non sarà mai la lingua della terra madre e delle radici, non
avrà mai gli stessi profumi, ma se riusciamo a far sì che le due lingue si
confrontino senza violenza e paura, allora abbiamo “vinto” la sfida. Così in
aula cerchiamo spesso di parlare insieme dei diversi paesi di provenienza,
delle loro storie, delle vite quotidiane là e della vita quotidiana di ciascuno
qua a Reggio Emilia. Abbiamo la mappa del mondo che ci aiuta a strutturare le
nostre geografie e sapere dove l’altro è nato e dove ha vissuto.
Così la festa di fine anno
diventa l’esempio della convivenza. Si mescolano le lingue, i ritmi, le
musiche. Si ballano danze mai ballate prima, si ride di più perché maggiore è
la conoscenza tra di noi. Quest’anno la festa è stata un bel successo. Molte
persone sono venute: studenti, insegnanti, volontari dell’associazione, amici.
Una bella confusione…
Durante le lezioni estive, gli
studenti si sono impegnati a scrivere quel che rappresentava per loro la scuola
Città Migrante e hanno riflettuto sull’importanza che hanno per loro la
madrelingua e l’italiano. Hanno scritto. Non hanno detto. Cosa diversa. Il
foglio bianco richiede maggior riflessione, richiede una vera introspezione,
richiede silenzio. Le loro parole sono più significative di qualsiasi altro
discorso :
“Vengo a scuola perché voglio
studiare la lingua italiana. Mi trovo bene a scuola perché adesso parlo meglio.
Mi trovo bene con gli altri. Le lezioni sono belle. Abbiamo studiato per
cantare. Con la scuola mi sono fatto degli amici.” Touba.
“ Sono venuto in questa
scuola, ho imparato tante cose. Mi piace tanto quando vengo qui, perché mi
sento integrato nella vita sociale. Ho passato molti momenti belli, per esempio
i compleanni con i miei amici e le mie amiche. E soprattutto la festa di fine
anno, quella ho trovato molto molto bella (…) Trovo che imparare un’altra
lingua è una cosa importante, così almeno sai i tuoi diritti e doveri. Per me
la madrelingua rappresenta il legame con il mio paese, con i miei genitori, con
la mia infanzia. Ma il legame più importante con la mia madrelingua è l’amore,
perché si chiama lingua madre e la madre è un tesoro d’amore. Per avere tanti
amori supplementari posso imparare un’altra lingua (…)” Samir.
“Per me una lingua è
informazione e educazione. Perché se io non conosco gli altri, non posso andare
in questura. Non posso lavorare(…) La mia lingua rappresenta me che deve
rispettare gli altri. Voglio aiutare i vecchi. (…) Quando sono arrivato in
Italia, parlavo inglese, urdu e pujabi. Capivo che in Italia c’era inglese, ma
mi sono sbagliato. In Italia parlano italiano. Non conoscevo questa lingua,
quindi veramente ho paura perché questa lingua è molto difficile”. Irfan.
“Vengo a scuola perché voglio
parlare bene la lingua. Vengo a scuola per parlare giusto, non le parole
sbagliate. Sento di essere una persona a scuola (…) La festa è stata bella e
vorrei star con voi i prossimi anni. La madrelingua è ricordo del paese. Si
dice madre non padre, perché la madre è più brava. Il bimbo che piange, è per
la madre o per il padre?” Ahmed.
“Voglio imparare l’italiano
perché vivo qui. (…)Per migliorarmi, per fare altre conoscenze nella vita, per
sentirmi bene. Quando parlo wolof mi sento bene. Per imparare un’altra lingua,
devi sapere bene la tua. Sono contento perché studiare un’altra lingua ti fa
conoscere altre cose, altre persone, altri tipi di vita che ti rendono più
maturi. In un altro paese cambi (…) ma soprattutto non devi mai cambiare
l’educazione di base, quella che ti danno i genitori”. Mansour.
“Una lingua per me è una
chiave per frequentare altra gente. E’ un mezzo, è una cosa importante per
integrare in questo mondo e andare lontano. La mia madrelingua è come sangue
che gira nel mio corpo. La prima lingua e il primo alfabeto che io ho
pronunciato. La lingua italiana per me è una lingua seconda. Ma è una lingua
importante (…) Lei apre a me le porte.” Kamel.
“Non posso aver pregiudizi
sulla mia lingua madre. Voglio dire che imparare la lingua italiana è l’unica
chiave per integrarti nella società italiana. Francamente sono felice ogni
volta che vengo a scuola Città Migrante. Tutto il tempo trascorso a scuola è
stato bello, così mi ha ricordato di venti anni fa, quando andavo a scuola
elementare nel mio paese, in Marocco. Il giorno della festa è il giorno più
bello della scuola. Sembravamo di essere un solo corpo, nonostante le patrie
diverse, le lingue, le religioni e i colori delle nostre pelle. E’ un giorno
meraviglioso”. Achraf.
“In Egitto parliamo arabo e
inglese (…) L’italiano per me è la lingua della vita. Serve per comunicare, per
lavorare. E’ anche la lingua della cultura e dell’arte”. Abdelsalam.
Alcuni momenti della festa della scuola a cura di Simone Armini
MANIFESTAZIONE CONTRO LE POLITICHE DI GUERRA, CONTRO TUTTI I RESPINGIMENTI E PER IL DIRITTO DI ASILO
cittamigra | 11 Giugno, 2010 10:21
Vista la partecipazione al presidio di lunedì 31 maggio voluto per
esprimere l'indignazione del vergognoso attacco della marina israeliana
nei confronti del convoglio umanitario Freedom Flotilla, e le
mobilitazioni all'indomani del sequestro degli operatori di Emergency in
Afghanistan abbiamo sentito come gruppo reggiano di EMERGENCY,
associazione Città Migrante, Laboratorio aq16, associazione Ya Basta!
Reggio Emilia ed il gruppo Montagna antifascista la necessità
di
manifestare nella nostra città contro la guerra e tutte le restrizioni
di libertà che questa impone. La giornata vuole essere anche una tappa
di avvicinamento alla giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno che
vedrà mobilitazioni nei porti di Venezia, Ancona, Bari ed in quelli
greci di Patrasso e Igoumenitsa, in quanto la guerra oltre a produrre
morte e distruzione provoca flussi enormi di esseri umani in fuga.
Per
questo invitiamo tutti:
Martedì 8 giugno ore 21
ASSEMBLEA
PUBBLICA CITTADINA, presso il laboratorio AQ16 ex foro boario
Reggio
Emilia
verso la manifestazione dell'11 giugno
Venerdì
11
giugno
MANIFESTAZIONE contro le politiche di guerra, contro
tutti i
respingimenti e per il diritto di asilo.
Ore 19 Gabella di S.Croce
Reggio Emilia
* Noi ripudiamo la guerra come strumento di
offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle
controversie internazionali
* Difendiamo il diritto ad
opporci alla guerra attraverso l'azione umanitaria
* Fine del
blocco terrestre e marittimo alla striscia di Gaza
* Ritiro
delle truppe italiane impegnate nel conflitto militare in Afghanistan
* Riconversione delle spese militari italiane in fondi sociali per
tutte le persone colpite dalla crisi economica
* Contro tutti
i respingimenti e per il diritto d'asilo
DUE CONFERENZE: DALLA FINESTRA ALLA STRADA
cittamigra | 03 Maggio, 2010 15:27
Due conferenze sulle diversità
c/o Centro d’incontro Reggio Est, Via Turri, 49 Reggio Emilia
22 maggio e 5 giugno 2010
Contro
un'integrazione a senso unico
L’associazione
Città
Migrante in collaborazione con Passaparola e Centro Territoriale
Permanente “Sandro Pertini” di Reggio Emilia organizza due conferenze
per
provare a dirigere l’attenzione verso quelle diversità che qualcuno
vuole
ostinatamente sanare e dimenticare e per pensare che una relazione si
faccia
sempre almeno in due.
Tutti usano la parola integrazione, la
includono nel dizionario dell'antirazzismo e dell'accoglienza.
Questa
parola nasconde però alcune insidie.
Nell'idea di integrare c'è qualcuno che deve muoversi, a cui è
gentilmente
concesso di cambiare, mentre l'altro rimane fermo, ha tutto il diritto
di
rimanere sulle proprie posizioni.
Significa forse che qualcuno è
più giusto di
un altro? Ha più ragione? O significa che qualcuno è solo più forte?
Mentre
l'ultimo arrivato cerca di assomigliare ai “padroni di casa”, nessuno è
tenuto a curasi di sapere, quest'ultimo,
chi è.
Gli incontri si
svolgono presso il Centro d’incontro
Reggio Est, Via Turri, 49 Reggio Emilia
Sabato 22
maggio ore 16.00- 19.00
Sono cittadino
della lingua italiana
La lingua
come
chiave efficace per leggere una determinata cultura e approfondirla, per
andare
a toccarne gli aspetti fondamentali
Interviene Amara
Lakhous
Sabato 5 giugno ore 16.00- 19.00
Non
con un
occhio solo
Esplorare
le diversità culturali
attraverso riflessioni antropologiche
Interviene
Bruno Riccio
Gli incontri sono
aperti e gratuiti, sostenutida
DarVoce Centro Servizi Volontariato Reggio Emilia, nell’ambito di
“Migranti
lungo la statale 63” (progetto ideato da: Donne del Mondo, Città
Migrante, SOS
Mamma, Gruppi di volontariato Vincenziano, Ya Basta! RE promosso e
finanziato
da DarVoce Centro di Servizi
Volontariato di Reggio Emilia, nell'ambito del Progetto Regionale
contro
la Povertà)
Per
info:cittamigrante@gmail.com,
Amara Lakhous: Scrittore
nato in Algeria. Laureato in filosofia all’Università di Algeri e in
Antropologia culturale alla Sapienza di Roma. In Italia ha pubblicato il
suo
primo romanzo “Le cimici e il pirata”, bilingue arabo/italiano e in
Algeria e
in Libano il secondo, “Come farti allattare dalla lupa senza che ti
morda”.
Questo romanzo è stato pubblicato in Italia con il titolo “Scontro
di civiltà per un ascensore a Piazza
Vittorio”. Ha vinto il premio Flaiano per la narrativa 2006, il premio
“Racalamare– Leonardo Sciascia” 2006 e il premio dei librai algerini
2008.
Scrive sull’Unità e ha collaborato con
la Repubblica.
Bruno Riccio: ricercatore in
Antropologia culturale presso
il Dipartimento di Scienze dell'Educazione, insegna Antropologia
culturale ed
Antropologia dei processi migratori presso la Facoltà di Scienze della
Formazione dell'Università degli studi di Bologna. E' autore e curatore
di
numerosi studi e ricerche sui fenomeni migratori, il transnazionalismo,
il
razzismo, il multiculturalismo e la cooperazione decentrata.
associazione Città Migrante
IL RESOCONTO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 1 MAGGIO
cittamigra | 03 Maggio, 2010 10:15
MANIFESTAZIONE 1 MAGGIO 2010
cittamigra | 01 Maggio, 2010 21:48
1° MAGGIO 2010
MANIFESTAZIONE
PER I DIRITTI
CONCENTRAMENTO
STAZIONE
TRENI(PIAZZALE MARCONI) ORE 14.00
- Per la regolarizzazione di tutti i migranti
- Per dire no al razzismo e alla legge Bossi-Fini
- Per dire no al “Pacchetto sicurezza”
- Per la rottura del legame tra permesso di soggiorno e
contratto di lavoro
- Per il mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha
perso il lavoro
- Per dire no allo sfruttamento
- Per il diritto alla casa
- Per un reddito garantito anche per chi non ha più un
lavoro
1 مايو 2010
مظاهرة للدفاع على حقوقنا
محطة القطار (ساحة ماركوني) 14.00
-- لتسوية
وضعية كل المهاجرين بدون استثناء.
-- لنقول لا للعنصرية ولا لقانون بوسي فيني.
-- لنقول لا لحزمة الأمن لماروني
--
لقطع الصلة بين تصربح الإقامة وعقد العمل.
-- للحفاظ على تصريح الإقامة
لأولئك الذين فقدوا وظائفهم.
-- لنقول لا لاستغلال المهاجرين.
-- للحصول على الحق في السكن.
-- للحصول على الدخل المضمون لأولئك الذين فقدوا العمل.
1st MAY 2010
RIGHTS DEMONSTRATION
MEETING POINT
RAILWAY STATION (PIAZZALE MARCONI) 2 P.M.
-to ensure
regular stay to all the migrants
-to say no
to racism and to the immigration law “Bossi-Fini”
-to say no to “pacchetto sicurezza”
-to release
document from work
- for the
preservation of document in case of job loss
-to say no
to the exploitation of workers
-for the
rights of home
-to assure
a minimum income even to those who lost their job
1° MAI 2010
MANIFESTATION POUR LES DROITS
RASSEMBLEMENT
GARE FERROVIAIRE (PIAZZALE
MARCONI) 14H
- Pour la
régularisation de tous les immigrés
- Pour dire Non
au racisme et aux lois Bossi-Fini
- Pour dire Non au “Pacchetto sicurezza”
- Pour qu’il
n’existe plus de lien entre le permis de séjour et le contrat de travail
- Pour le
maintien du permis de séjour en cas de perte de l’emploi
- Pour dire Non
à l’exploitation
- Pour le droit
au logement
- Pour que le
revenu soit garanti même pour qui n’a plus d’emploi
1 МАЯ 2010
МАНИФЕСТАЦИЯ ЗА ПРАВА ЧЕЛОВЕКА
СБОР У ЖЕЛЕЗНОДОРОЖНОЙ СТАНЦИИ(ПЛОЩАДЬ МАРКОНИ) в14.00
-Узаконить
всех мигрантов
-Сказать
нет расизму и закону Босси Фини
-Сказать
нет"Pacchetto sicurezza"
-За разрыв
связи между видом на жительство и рабочим контрактом
-За
сохранность вида на жительства в случае потери работы
-Сказать
нет эксплуатации
-За право
на жилье
-ЗА
гарантированный доход даже для тех,кто потерял рабочее место
Ass. Città Migrante
vedi il blog del 1 maggio 2010
CONTINUA IL PROCESSO CHE COINVOLGE LA ITAL EDIL
cittamigra | 16 Aprile, 2010 12:59
Nell'udienza del 15 aprile non è stata ammessa la costituzione di parte civile
dell'associazione Città Migrante con la motivazione che l'interesse leso
dell'ipotesi di accusa che si basa sul fatto che questo lavoratore migrante sia
stato sequestrato e gli sia stato tentato di estorcere una somma di denaro in
quella maniera non è ben tutelato dallo statuto dell'associazione che prevede,
si l'assistenza ai cittadini migranti ma in termini molto ampi quindi non
ammissibile ai sensi del'art 75 del Codice Penale.
Città migrante continuerà comunque a sostenere sia il
lavoratore in questo caso specifico ed anche tutti quei lavoratori che hanno
denunciato lo sfruttamento della manodopera irregolare proprio perché
l'associazione è nata quando ha iniziato a manifestarsi in modo massiccio questo
caso dei mancati pagamenti e tantissime persone hanno richiesto sostegno a
Città Migrante.
Il lavoratore migrante è invece stato ammesso come parte
civile al processo.
I due imputati hanno chiesto il rito abbreviato condizionato
alla perizia calligrafica su due
documenti in quanto sostengono difformità fra le firme fatte sulla querela
presentata dal lavoratore e sui verbali di informazioni assunte e quella che è
la firma apposta in calce al contratto che il lavoratore sostiene essergli
stato predisposto e fatto firmare da parte della ditta Ital Edil.
Hanno inoltre chiesto di sentire come testimone Angelo
Flagello che è uno dei responsabili delle varie società imputate il quale
dovrebbe, secondo la difesa, testimoniare sul periodo in cui il lavoratore
migrante ha lavorato presso di loro. Diciamo che Angelo Flagello non ha uno ma
molti interessi in causa in questa vicenda ed oltre ad essere persona informata
sui fatti è indagato in attesa di essere imputato.
Gli altri testimoni che hanno chiesto di sentire sono due
moldavi che dovrebbero testimoniare dove lavorasse l'imputato all'epoca dei
fatti.
La prossima udienza il svolgerà il 10 giugno
Approfondimenti
Leggi la rassegna:
il_giornale_di_Reggio.pdf
La_gazzetta.pdf
151597-Informazione.pdf
1 APRILE - L'UDIENZA PRELIMINARE DEL PROCESSO CHE COINVOLGE LA ITAL EDIL
cittamigra | 01 Aprile, 2010 16:37
Questa mattina si è svolta l’udienza preliminare del
processo nel quale sono accusati due persone facenti parte della vicenda Ital
Edil ed altre società ad essa collegate come la Technological Buiding7.
Tra questi c’è Federico Pozza che è il figlio dell’imputato principale
della vicenda nel suo complesso, Marco Pozza, e Boldisor Victor . L’accusa che
hanno è duplice: sequestro di persona ed estorsione. Sequestro di persona in
quanto l’ipotesi di accusa è che hanno preso questo lavoratore migrante,
portato via in macchina privandolo della libertà per poi minacciare di dargli
fuoco cospargendolo di liquido infiammabile e picchiandolo. L’estorsione è perché
in questo modo l’hanno costretto a rinunciare ad un credito di circa 5000 euro
che questo lavoratore migrante aveva nei confronti della società per somme non
pagate per il lavoro svolto nei mesi precedenti.
Oltre al lavoratore oggi ha chiesto di costituirsi parte
civile al processo anche l’associazione Città Migrante in quanto riteniamo che
ci siano tutti gli estremi anche giuridici per poterlo fare infatti l’associazione
Città Migrante fra i tanti obiettivi ha anche quello di tutelare l’interesse
dei migranti ed in particolar modo i primi a rivolgersi all’associazione sono
stati i migranti che non venivano pagati per i quali poi si aprirà a breve un
altro processo.
La difesa ha preannunciato che chiederanno un giudizio
abbreviato condizionato, a quello che sappiamo oggi, alla richiesta di due
testimoni da sentire ed una perizia grafica. Il giudice ha rinviato al prossimo
15 aprile per decidere sull’ammissione di parte civile e del rito abbreviato
come richiesto dalla difesa.
L'approfondimento della vicenda completa: Città Migrante contro la criminalità organizzata, contro lo sfruttamento per i diritti dei lavoratori
Leggi la rassegna stampa
150647-gazzetta.pdf
150646-carlino.pdf
giornale.pdf
150649-informazione.pdf
NUOVO CICLO DI INCONTRI DI APPROFONDIMENTO SUL TEMMA IMMIGRAZIONE
cittamigra | 31 Marzo, 2010 16:30
Ass.
Città Migrante e i
gruppi locali di Emergency e Amnesty International invitano tutti a
partecipare
al nuovo ciclo di incontri in tema di immigrazione
Martedì 13
aprile ore 21.00
Presso laboratorio
aq16, Via F.lli Manfredi, 14 RE
Presentazione
del libro di
Gabriele Del Grande
Il mare di
mezzo
al tempo dei respingimenti
Ne
parliamo con l’autore
Gabriele
Del grande-
Toscano, viaggiatore e scrittore.
Nato
a Lucca nel 1982 si è laureato a Bologna in Studi orientali.
Scrive
su l’Unità, redattore sociale e Peace Reporter.
Nel
2006 ha fondato l’osservatorio sulle vittime dell’emigrazione Fortress
Euorope
(www.fortesseurope.blogspot.com)
Per
info: 347/4184461-
cittamigrante@gmail.com
Sabato 13
marzo ore 18.00
Presso La
gabella, Via Roma 68-76 RE
I rifugiati
e il diritto di asilo
Ne
parliamo con Andrea Del
Testa
Coordinamento
Rifugiati e
Migranti della sezione italiana di Amnesty International
Per
info: 347/4184461-
cittamigrante@gmail.com
LA CRONACA DELLA GIORNATA DEL 1 MARZO 2010
cittamigra | 01 Marzo, 2010 20:55
Leggi la cronaca della giornata, ascolta gli interventi audio e guarda la galleria fotografica tratti dal sito di Global project
Il comincato dell'Associacione Città Migrante
L'associazione
Città Migrante ha promosso insieme al
comitato nopacchettosicurezza la giornata europea di mobilitazione a
Reggio
Emilia indetta per il 1 marzo.
In particolare già dalle 9 di
questa mattina i migranti
insieme ai cittadini reggiani si sono dati appuntamento sotto alla
prefettura.
Un presidio che ha voluto aprire una vertenza.
Nello specifico la
richiesta è stata quella del rilascio del
permesso di soggiorno per attesa occupazione a tutti quelli che hanno
presentato domanda di regolarizzazione con la sanatoria 2009 e si sono
visti
archiviare la pratica. Questo perché ci sono stati dei “soggetti” che
grazie
alla legge Bossi Fini si sono offerti come datori di lavoro chiedendo
denaro
per presunte spese gestionali di assunzione. “Soggetti” che speculando
sulla
vita degli immigrati si sono riempiti le tasche presentando anche decine
e
decine di domande cadauno. E' stato
inoltre richiesto il rilascio del permesso di soggiorno per chi ha
presentato
domanda attraverso i decreti flussi e si e’ visto negare il documento
dopo aver
fatto il viaggio a ritroso nel paese d’origine per ritirare il visto
d’ingresso. Queste persone, pur avendo un lavoro ed una casa in Italia
non
hanno potuto regolarizzare la propria posizione, causa una precedente
espulsione.
Se non venissero rilasciati i permessi di soggiorno e
persistendo nel rifiuto al rilascio dei permessi di soggiorno
permetteremmo che tutte queste persone
continuino ad essere vittime di delinquenti e delle organizzazioni
mafiose
dedite allo sfruttamento della manodopera irregolare.
Questa
richiesta è stata lasciata davanti alla prefettura
scritta su di un cartello.
Il presidio ha raggiunto circa la
partecipazione di cinquecento
persone e ha dato vita ad una manifestazione che ha raggiunto Piazza
Casotti dove
per tutta la giornata continuerà l'iniziativa di mobilitazione del 1
marzo con
interventi al microfono, musica e danze.
Significativa anche
l'adesione allo sciopero di molti
lavoratori migranti e non nelle fabbriche metalmeccaniche di tutta la
provincia.
Per questo la giornata, non ancora giunta al suo termine,
ha
vinto la scommessa di un "giorno senza di noi", che significa anche un
giorno
in cui migranti, e non solo, sono insieme, visibili e pronti ad aprire
terreni di
lotte comuni per la rivendicazione dei diritti di tutti e tutte.
Sicuramente
la percezione dell'immigrazione e dello
sfruttamento ad essa connessa dopo la rivolta di Rosarno ha registrato
un
cambiamento di rotta, mettendo in luce e scoprendo un fenomeno che,
troppo spesso,
si è cercato di nascondere ed il primo marzo è stato il primo banco di
prova,
basti pensare che le mobilitazioni hanno coinvolto una sessantina di
città solo
in Italia.
Ass. Città Migrante
1° MARZO 2010 - UN GIORNO SENZA IMMIGRATI
cittamigra | 01 Marzo, 2010 17:24
Giornata
europea di mobilitazione e sciopero dei lavoratori
ore
9.00
Presidio
davanti alla Prefettura di Reggio Emilia -
Corso Garibaldi, 45
- Per la
regolarizzazione di tutti i migranti
- Per dire no al
razzismo e alla legge Bossi-Fini
- Per la rottura
netta del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro
- Per il
mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
- Per il ritiro
del “Pacchetto
sicurezza” e per la
riforma immediata del diritto di cittadinanza
- Per dire basta
alle divisioni tra “noi” e “loro” sul lavoro, a
scuola, nella società
- Una giornata
di lotta per costruire una società libera, solidale e accogliente
ASS. CITTA'
MIGRANTE
LEGGI IN DIVERSE LINGUE
arabo
urdu
inglese.rtf
francese.rtf
russo.rtf
DALLE ORE 9 ALLE ORE 18
PRESIDIO PERMANENTE IN PIAZZA CASOTTI
scarica la piattaforma del gruppo promotore del 1 marzo di Reggio Emilia
piattaforma_1°Marzo2010_una_giorno_senza_immigrati.pdf
scarica il volantino dell'intera giornata promossa dal gruppo del 1 marzo di Reggio Emilia
Volantino_primomarzo2010.pdf
1° MARZO 2010 - LO SCIPERO NELLE FABBRICHE A REGGIO EMILIA
cittamigra | 28 Febbraio, 2010 14:59
1°
marzo 2010 - Reggio Emilia - lo sciopero nelle fabbriche
Tante
le aziende metalmeccaniche che aderiscono alla giornata di mobilitazione
e sciopero
tratto dal sito di globalproject
Il
comitato per il Primo Marzo
presenta i dati dello sciopero: in quasi tutte le aziende
metalmeccaniche
della provincia sono previsti momenti di mobilitazione che
coinvolgeranno
centinaia di lavoratori immigrati e italiani.
Le modalità di
adesione andranno
dallo sciopero di 8 ore alla fermata con momenti informativi promossi
dalle
rappresentanze sindacali delle aziende; riportiamo alcuni esempi:
-
Terim di Rubiera: 8 ore di
sciopero per i 180 dipendenti
- Ipcleaning di rubiera: 4 ore di
sciopero per 160 dipendenti
- RCF di Reggio Emilia: 1 ora di
sciopero per i 200 dipendenti
- Zincatura Padana della Val
d’Enza: nei tre turni sono previste 4 ore di sciopero per ogni turno
-
Corghi di Correggio e Faba di
s. Ilario: fermata di ½ ora con i lavoratori immigrati che si astengono
dal lavoro per tutto il
giorno
- Tecnogas di Gualtieri e
Cuccolini di Regio Emilia: fermata con momento informativo ed assemblea
-
Nuova SPC di Reggio: ¼ d’ora di
fermata per 60 dipendenti
Il Primo marzo 2010, noi
migranti e noi italiani assieme, diremo che siamo tutti stranieri
davanti al
clima di razzismo, xenofobia e sfruttamento che avvelena l'Italia e che
le
sfide del nostro tempo le vinceremo solo comprendendo che abbiamo
origine
diverse, ma le stesse prospettive, gli stessi diritti, la stessa libertà
da
difendere; per un futuro d’integrazione, per una città libera e
plurale è
necessaria una risposta forte.
COME FAREMMO SENZA GLI
IMMIGRATI?
VERSO IL PRIMO MARZO 2010 - UNA GIORNATA SENZA DI NOI
cittamigra | 20 Febbraio, 2010 14:34
Per
preparare insieme la mobilitazione invitiamo tutta la cittadinanza alla
grande
ASSEMBLEA PUBBLICA INFORMATIVA
che
si terrà SABATO 20 FEBBRAIO
A PARTIRE DALLE ORE 16
presso la Scuola Passaparola IN Viale Regina Margherita 17 – Reggio
Emilia
(dietro chiesa di S.Paolo – zona Via Makallè)
PRIMO MARZO 2010 Gruppo promotore di Reggio Emilia
COMITATO
PROVINCIALE NOPACCHETTOSICUREZZA – ASSOCIAZIONE CITTA' MIGRANTE
info | contatti | adesioni
primomarzo2010reggioemilia@gmail.com
3491967628
- 3290660868 - 3495238926
Cosa succederebbe se i quattro milioni
e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le
braccia per un giorno? E se a
sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi
del razzismo?
Primo marzo 2010
si propone di organizzare una grande giornata di mobilitazione per
far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante
l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra
società. Questo movimento nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire
al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque
condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più
deboli. Un giorno senza di noi è una giornata in cui chiediamo ai
lavoratori di fermarsi, nelle fabbriche, nei cantieri, nelle piazze,
nelle case, un giorno in cui chiudere i nostri negozi, fermare tutte le
nostre attività, di braccianti, ambulanti, badanti etc. il Primo
marzo 2010, noi migranti e noi italiani assieme, diremo che siamo tutti
stranieri davanti al clima di razzismo, xenofobia e sfruttamento che
avvelena l'Italia e che le sfide del nostro tempo le vinceremo solo
comprendendo che abbiamo origine diverse, ma le stesse prospettive, gli
stessi diritti, la stessa libertà da difendere, perchè siamo tutti sulla
stessa barca e soprattutto COME
FAREMMO SENZA GLI IMMIGRATI? la giornata si collega e si
ispira a la Journéè sans immigrés: 24h sans nous, il movimento che in
Francia sta organizzando uno sciopero degli immigrati per il 1 marzo
2010 e che si sta diffondendo in tutta Europa. Il colore di riferimento di Primo Marzo
2010 è il giallo .
Lo abbiamo scelto perché è considerato il colore del cambiamento e per
la sua neutralità politica: il giallo non rimanda infatti ad alcuno
schieramento in particolare. invitiamo, quindi, a usare già da oggi un
segno giallo (nastrini, bandiere, fazzoletti etc) di riconoscimento e ad
esporlo anche dalla finestra di casa.
VERSO IL 1 MARZO SCIOPERO MIGRANTE
cittamigra | 10 Febbraio, 2010 17:50
Lanciata anche a Reggio Emilia la campagna 24 ore senza di noi
Anche a Reggio Emilia è nato il comitato 1 marzo promosso dal comitato nopacchettosicurezza e dall'associazione Città Migrante
IL COMUNICATO
1° MARZO 2010 - UN GIORNO SENZA IMMIGRATI
E' NATO ANCHE A REGGIO EMILIA IL GRUPPO PROMOTORE PER LA GIORNATA DI MOBILITAZIONE
INTERNAZIONALE “PRIMO MARZO 2010, UNA GIORNATA SENZA DI NOI” FORMATO DAL COMITATO
PROVINCIALE NOPACCHETTOSICUREZZA E DALL'ASSOCIAZIONE CITTÀ MIGRANTE.
Si
vuole portare avanti un percorso aperto a tutta la cittadinanza,
migrante e non, in vista della mobilitazione europea del “Primo Marzo
2010, Una giornata senza di noi” che si ispira e si terrà in
contemporanea con la Journée sans immigrés, 24h sans nous che si
svolgerà in tutta la Francia, ma che si sta diffondendo anche in altri
paesi europei che via via si stanno attivando.
Una giornata
che mette al centro le condizioni di vita e di lavoro dei migranti e
che mobilita tutti i lavoratori colpiti da questa crisi economica. A Reggio Emilia, come in tutta Europa, i migranti costituiscono una parte sempre più significativa della società.
Partecipano attivamente alla vita comunitaria della città,
contribuiscono in modo determinante allo sviluppo culturale, economico
e sociale del territorio. Sono attori chiave per i settori cardine del
tessuto produttivo reggiano: dalla metalmeccanica alle produzioni
agricole, dall'edilizia all'assistenza agli anziani. Hanno preso parte
insieme a tutte le lavoratrici e i lavoratori agli scioperi per la
difesa dei diritti del lavoro.
Oggi nessuna lotta sociale può più prescindere dalla centralità del mondo migrante.
La
legislazione sull'immigrazione a partire dalla legge Turco-Napolitano,
fino alla Bossi-Fini per terminare con il “Pacchetto Sicurezza” ha
creato con il legame tra lavoro e permesso di soggiorno persone
altamente ricattabili: chi perde il lavoro perde anche il permesso di
soggiorno e sempre più spesso anche chi ne ha diritto, a causa dei
lunghissimi tempi di attesa per il rinnovo, è in una condizione
indefinita tra regolarità e irregolarità. Questa condizione costringe
ad accettare lavori a qualsiasi condizione, indebolendo così il potere
contrattuale di tutto il mondo del lavoro. L'attuale crisi, vissuta da
tutti senza distinzione di colore della pelle, non fa altro che creare
conflittualità tra lavoratori facendo credere ad alcuni di essere
“protetti” perché altri sono buttati fuori dai processi produttivi e
dal paese. Questi provvedimenti legislativi hanno di fatto istituzionalizzato il razzismo,
indicando i soggetti più deboli come nemici per impedire ogni tentativo
di trasformazione sociale negando loro persino l'applicazione delle
direttive europee.
La clandestinità non viene combattuta ma prodotta:
si ottiene un serbatoio di manodopera a basso costo, senza diritti e
altamente ricattabile. Il lavoro migrante è il modello di una
progressiva precarizzazione di tutto il lavoro che risponde sempre più
solo alle logiche di mercato e del profitto basate sullo sfruttamento e
il lavoro in nero.
Reggio Emilia è la quarta città italiana per numero di irregolari:
lo dimostra il numero di domande presentate in occasione dell'ultimo
decreto flussi e della sanatoria-truffa per colf e badanti. E' un
terreno fertile ad infiltrazioni mafiose: un primo passo per evitarle è
la regolarizzazione di tutti i migranti e il rilascio automatico del
permesso di soggiorno. L'irrigidimento dei criteri per l'ottenimento
del ricongiungimento famigliare e della cittadinanza e anche
semplicemente i vincoli per l'idoneità alloggiativa hanno l'effetto di
autorizzare la residenza in Italia solo ai migranti privati dei propri
affetti e quindi destinati ad una permanenza temporanea. Senza una riforma immediata del diritto di cittadinanza, nessun futuro potrà essere garantito:
i genitori non avranno la pensione e i figli sono costretti ad
accettare limiti razzisti per l'ingresso nella scuola come ha
dimostrato l'esperienza di Luzzara e l'introduzione del tetto del 30%
di studenti immigrati nelle classi. Di fronte alla crisi, la strategia
del governo è quella di ridurre al minimo i costi sociali del lavoro.
Una strategia che spiega perché, in caso di espulsione oppure se
lasciano l'Italia, i migranti non possono ritirare i contributi
versati. Come i lavoratori italiani, i migranti subiscono un attacco complessivo agli ultimi residui di welfare. Di fronte a tutto questo, è necessario costruire
mobilitazioni
che lottino per l'abrogazione della Bossi-Fini e del “Pacchetto
Sicurezza”, per la piena regolarizzazione dei migranti e l'estensione
di tutti i diritti a partire da quello di cittadinanza.
Per
un futuro d'integrazione, per una città libera e plurale è necessaria
una risposta forte, contro il razzismo, la xenofobia e tutte le leggi
che li creano e legittimano: uno sciopero del lavoro migrante da costruire come
forte protesta di tutti i lavoratori, italiani e migranti. Una giornata
in cui tutti gli stranieri si fermano per far capire quanto è
importante la loro presenza, che non possiamo fare a meno di “loro”. E
soprattutto che non ci devono più essere contrapposizioni tra “noi” e
“loro”, e che solo insieme possiamo costruire una città migliore e più vivibile.
I sostenitori della mobilitazione si impegneranno in prima persona
partendo dal basso a costruire con i migranti, i lavoratori e la
cittadinanza tutta una realtà basata sull'uguaglianza, il rispetto e la
solidarietà.
COMITATO PROVINCIALE NOPACCHETTOSICUREZZA - ASSOCIAZIONE CITTA' MIGRANTE
info - contatti - adesioni primomarzo2010reggioemilia@gmail.com
CORSO DI FORMAZIONE: INSEGNARE L'ITALIANO AD ADULTI STRANIERI
cittamigra | 10 Febbraio, 2010 09:56
Per un'altra pedagogia
Insegnare l'italiano ad adulti stranieri:
i metodi, la relazione
e il contesto legislativo/politico
L’associazione Città Migrante in collaborazione
con Passaparola e Centro Territoriale Permanente “Sandro Pertini” di Reggio
Emilia organizza un corso di formazione rivolto agli operatori sociali del
volontariato e non che interagiscono con i cittadini di origine
straniera.
Un percorso formativo che cerca di
offrire uno sguardo diverso sui metodi di apprendimento della lingua italiana
per un pubblico adulto straniero.
Il ciclo di incontri si propone di
essere vicino alle esigenze di apprendimento dei cittadini di origine straniera
oltre a proporre una riflessione sulla realtà legislativa e politica che
influenza l’intera vita dei migranti.
Il corso prevede quattro incontri che si svolgeranno nel mese di marzo
2010 presso la sede di DarVoce, Via Gorizia 49 RE
In particolare:
Sabato 6 marzo ore 15.30 -18.30
Lingua, cultura e identità nel
processo di apprendimento della lingua seconda.
A cura di Mara Clementi, docente
formatrice per l'insegnamento dell'italiano L2 presso la fondazione ISMU di
Milano.
Martedì 9 marzo ore 20.00-22.30
La multimedialità e
l'interazione nell'insegnamento dell'italiano L2 a persone poco scolarizzate.
A cura di Paola Casi, docente
di italiano L2 presso il CTP di Reggio Emilia Sandro Pertini
Martedì 16 marzo ore
20.00-22.30
Lavori di gruppo
Progettazione di un'unità di
lavoro per adulti stranieri sulla raccolta differenziata dei rifiuti.
coordina Veronica Pigoni, laureata
in scienze ambientali.
Sabato 27 marzo ore 15.30-18.30
Alcune riflessioni sulla normativa
in tema di immigrazione
A cura di Neva Cocchi, Progetto
Melting Pot Europa
Il corso è gratuito ed è sostenuto da DarVoce
Centro Servizi Volontariato Reggio Emilia, nell’ambito di “Migranti lungo la
statale 63” (progetto regionale contro le povertà)
Al termine del percorso
formativo verrà rilasciato l’attestato di partecipazione
per iscrizioni e informazioni
cittamigrante@gmail.com,
tel 349/7047933(ore pasti)
IN MERITO AI FATTI ACCADUTI ALLA SCUOLA DI ITALIANO DI BOLOGNA
cittamigra | 08 Febbraio, 2010 18:00
In merito ai fatti accaduti alla scuola di italiano di Ya Basta! Bologna
La
luna e la notte arrivano. E' lunedì. Col buio di una giornata di lavoro
dietro la schiena, a cavallo sulla mia bici penso ai visi che verranno
stasera. Il sorriso e l'energia di Larissa, qualcosa di tenero nello
sguardo di Kamel. L'affetto materno fra i frusci dei vestiti di Uzma.
Qualche ragazzo nuovo, appena arrivato, con ancora addosso e in bocca
il sapore del pesce fritto che prima della sua partenza si cucinava
sulla costa africana.
E' lunedì e inizio la settimana con loro. Insieme prepariamo i giorni,
ma non si parla di futuro, a noi ci basta il presente : due ore, una
lavagna, dei fogli bianchi per ricominciare da capo.
Cacciamo
il freddo di febbraio con qualche parola d'italiano in più, un verbo
coniugato correttamente, una risata condivisa. Cacciamo insieme la
malinconia delle terre abbandonate, della solitudine, della nostalgia
del fratello lasciato dall'altra parte del mare, cacciamo i ricordi di
Lampedusa, della morte in mare. Cacciamo insieme le lacrime, le
riportiamo lontane, almeno ci proviamo.
Loro sono il Mondo : egiziani, pakistani, brasiliani, algerini,
marocchini, cinesi, moldavi, ucraini...E io sono ben poco, solo
un'insegnante volontaria d'italiano. Loro sono il mondo e io una
particella.
E'
lunedì e dopo la lezione ci fermiamo spesso volentieri davanti alla
scuola, per chiacchierare, per salutarsi bene. Si fuma una sigaretta,
si parla del Corano, dell'Amore che si sta aspettando, del razzismo,
dei dolci della mamma. Loro sono un po' degli insetti notturni : escono
sotto la protezione della luna, sanno di poter vivere più liberi una
volta che le finestre dei palazzi sono chiuse e che la buonanotte è
stata data. Noi davanti alla scuola, non pensiamo un attimo alla paura,
alla polizia, alla legge. Siamo insieme, e questo ci basta per
illudersi qualche minuto prima di ritornare in una realtà dove il
giorno è lotta, assenza, nascondiglio, paura e dove la notte è riposo
ma anche angoscia per l'indomani che ricomincerà presto.
Oggi però
so degli avvenimenti accaduti dopo la scuola, a Bologna, una scuola come
la nostra, che accoglie migranti, che abbiano il permesso di soggiorno
o che non lo abbiano perché noi disobbediamo al pacchetto
sicurezza. Oggi però so della paura degli insegnanti e degli allievi
sorpresi da controlli della polizia mentre la lezione era finita. La
realtà è arrivata senza lasciare tempo di spegnere la sigaretta di
conforto. Il rifugio e il riposo della notte non sono nemmeno
consentiti ai migranti e a chi aiuta loro. Sappiate però che ieri come
oggi e sicuramente come domani, non ho e non avrò paura. Voi insegnanti
di Bologna, noi di Reggio siamo dalla parte giusta. Dalla parte di chi
accoglie, di chi riceve, di chi impara. Dalla parte di chi lotta, di
chi non si arrende, di chi non ha paura, di chi accompagna.
Non abbiate paura, chi arresta, controlla, sfida, intimidisce non si
merita neanche un fremito. Continuiamo quindi perché ci sono ancora
tanti fogli bianchi da scrivere, tante chiacchiere da fare.
Sappiate infine che la scuola d'italiano “Città Migrante” è solidale con tutti voi, insegnanti e allievi.
Caroline Tobaty
Una delle insegnati della scuola di italiano dell’associazione Città Migrante – Reggio Emilia