cittamigrante

ASSOCIAZIONE CITTÀ MIGRANTE - REGGIO EMILIA -

LETTERA AL SINDACO

cittamigra | 21 Aprile, 2008 18:52

Al Sindaco Graziano Delrio

Le scriviamo questa lettera in merito alla manifestazione migrante che si svolgerà a Reggio Emilia il 1 maggio 2008.

Le chiediamo di ascoltare le istanze che quel giorno verranno portate dai migranti che vivono nella città da Lei amministrata, di sentire anche quello che noi abbiamo da dire in merito alla condizione di clandestinità e di sfruttamento sul lavoro che moltissimi di noi stanno vivendo.

Come ben saprà a Reggio Emilia sono state presentate 13.563 domande con il decreto flussi 2007, e sempre come saprà, la quasi totalità delle richieste è stata inviata da migranti che già vivono e lavorano nella città. Questi, più molti altri che non hanno potuto presentare tale domanda anche avendone i requisiti come il lavoro e la casa ma provvisti di un provvedimento di espulsione, sono quelli a cui viene data la caccia e che con tanta facilità vengono descritti con il binomio clandestino=criminale. In realtà quello che viene chiamato clandestino è un migrante senza nessun tipo di diritto, quello che con estrema facilità può essere sfruttato sul lavoro e a cui la casa viene affittata ad un prezzo più alto perché non ha nessuna altra scelta.

Per questo Le chiediamo di guardare questa parte della città di cui Lei è sindaco, una parte importante che il primo maggio riempirà le strade di Reggio Emilia, e di prendersi la responsabilità di organizzare dopo questa grande giornata un incontro con una nostra delegazione, il questore, il prefetto e Lei stesso per discutere di questi temi con i diretti interessati perché a non volerla la clandestinità siamo i primi, rammentandole , a nostro parere, che si tratta di un suo preciso dovere.

Associazione Città Migrante

1 MAGGIO MIGRANTE 2008

cittamigra | 17 Aprile, 2008 15:02

 
1 maggio 2008
 
 
   
 
 Leggi il comunicato di lancio della manifestazione
 
Leggi il comunicato stampa del presidio davanti alla prefettura
 
Leggi la lettera di Città Migrante al Sindaco 
 
Sul sito del Melting Pot:
Ascolta l'intervento di Olesea e di abdul 
 Leggi le testimonianze dei lavoratori migranti che si sono rivolti all'associazione 
 
Vai allo speciale sul sito di global project 
 
 
 
 
 
 

19 APRILE 2008 ORE 15.00 PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA (CORSO GARIBALDI)

cittamigra | 08 Aprile, 2008 16:52


  19 APRILE 2008 ORE 15.00
PRESIDIO
DAVANTI ALLA PREFETTURA (CORSO GARIBALDI) PER: L'ACCOGLIMENTO DI TUTTE LE DOMANDE INVIATE PER IL DECRETO FLUSSI 2007
L'ANNULLAMENTO DELLE ESPULSIONI

VOLEVATE BRACCIA SONO ARRIVATI DONNE E UOMINI 


Abbiamo aderito alla petizione lanciata dal progetto Melting pot Europa per l’accoglimento di tutte le domande presentate con il decreto flussi 2007. La petizione ha raccolto 3843 sottoscrizioni ed è stata inviata al governo uscente. Vogliamo rinnovare tale appello che non ha ancora ricevuto risposta.
Le domande presentate con il decreto flussi 2007 sono state oltre 700.000 e solo 170.000 sono le quote di ingresso messe a disposizione. Questo significa che oltre 550.000 persone saranno escluse. Come è noto la quasi totalità delle domande inviate è stata fatta da migranti che già vivono e lavorano in Italia e il decreto flussi è l’unica possibilità per regolarizzare la posizione del soggiorno. Questa esclusione significherà relegare i migranti alla clandestinità, al lavoro nero, alla mancanza di diritti. L’accettazione di tutte le domande sarebbe un primo minimo passo per rompere questo circolo vizioso e procedere poi verso una sanatoria generalizzata per chi già è presente sul territorio italiano.
A Reggio Emilia sono state presentate 13.563 domande, le quote disponibili sono meno di un terzo. Il numero della presentazione delle domande è un dato significativo sulla presenza di migranti che nella nostra città vivono e lavorano ma ai quali non viene riconosciuta alcuna tutela, dato a cui andrebbero aggiunti i moltissimi che la domanda non l’hanno presentata pur avendo un lavoro e una casa perché provvisti di un provvedimento di espulsione. Queste cifre danno l’idea di quei migranti che riempiono le tasche dell’economia sommersa, costretti al lavoro nero, all’affitto nero, alla vita nera perché non esiste altra possibilità. I migranti che occupano il gradino più in basso nella scala della precarietà, gli sfruttati di cui ha bisogno questo sistema economico. Quelli che devono accettare un qualsiasi lavoro ad una qualsiasi condizione e che di conseguenza servono a regolare tutto il mercato del lavoro. E mentre i migranti continuano ad essere sfruttati si lanciano campagne alla lotta alla clandestinità e al lavoro nero. Anche noi vogliamo lottare contro la clandestinità e il lavoro nero. La lotta alla clandestinità si vince regolarizzando le persone, la lotta al lavoro nero si combatte dando la possibilità di avere un lavoro in regola.
La lotta alla clandestinità a Reggio Emilia, come in tante città italiane, produce migliaia di espulsioni l’anno e arresti per non aver obbedito all’ordine del questore di lasciare il paese, oltre che il facile binomio che si viene a creare o che si vuole creare del clandestino/criminale. L’espulsione è in realtà il marchio che il migrante ha impresso sulla pelle, quello che lo escluderà anche da una possibile gara come un decreto flussi. Quel marchio che permetterà sempre lo sfruttamento del lavoro per rispondere alle necessità di una maggiore flessibilizzazione richiesta dal mercato e dall’economia. Per questo chiediamo l’annullamento delle espulsioni.
Oggi è per noi una tappa verso il 1° maggio migrante, un corteo che attraverserà le strade della città per uscire dall’invisibilità in cui ci vogliono relegare. Un giorno che non vuole passare in silenzio, che porterà istanze a cui deve essere data una risposta. Non si può far finta che non esistiamo.
Non siamo solo quelli a cui viene data la caccia vantando le cifre delle espulsioni che vengono effettuate, non siamo solo quelli che alimentiamo il mercato nero, siamo anche quelli che abbiamo deciso di essere protagonisti della nostra vita, stanchi di essere sfruttati. Per questo vogliamo portare le nostre istanze e essere visti da chi questa città la amministra. Chiediamo al sindaco, tramite una lettera, di guardare questa parte di Reggio Emilia a cui dichiara sui mezzi di comunicazione di dare la caccia, di non nascondersi di fronte alla nostra richiesta di uscire dalla clandestinità assumendosi la responsabilità di un incontro con una nostra delegazione, il questore, il prefetto ed egli stesso per discutere dei temi che il 1° maggio riempiranno le strade della città.

Associazione Città Migrante

 



 
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